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Lusso a due velocità. Richemont e Prada corrono, ma Gucci soffre

Da domani il comparto svela i risultati del secondo trimestre. Barclays prevede andamenti contrastanti. È attesa una crescita del 13% per la società svizzera che controlla Cartier e per il gruppo milanese quotato a Hong Kong. La doppia G pesa su Kering (-5%) e per i leather goods di Lvmh (+1%). Rebound per Hermès (+6%) e Burberry

di Camilla Santacroce
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Un look Alaïa summer-fall 2026 (courtesy Alaïa)
Un look Alaïa summer-fall 2026 (courtesy Alaïa)

Barclays prevede una crescita moderata e polarizzata per il settore del lusso nel secondo trimestre del 2026, con un’accelerazione della progressione organica complessiva del 4,7%, rispetto al 3,5% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Secondo le stime della banca d’investimento, gli Stati Uniti e la Corea del sud guideranno la crescita del comparto, mentre la Cina continuerà a rappresentare il principale elemento di debolezza. Più fragile anche il Medio Oriente, che nel secondo trimestre dovrebbe risentire ancora delle tensioni geopolitiche.

A guidare le aspettative positive è Richemont, per cui è stimata una crescita del 16% delle maison di gioielleria e del 13% per il resto del gruppo, che si posiziona. Bene anche Prada che dovrebbe attestarsi a un +13%. Più cauta invece la view su Gucci, per cui viene stimato un calo organico del 5% nel secondo trimestre, al di sotto delle attese del mercato. In progressione ma single digit sono Hermès (+6%), Burberry (+5%), Moncler (+5%) e Salvatore Ferragamo (+5%). Più contenute invece le stime per i colossi del lusso Lvmh (+3%), qui il freno principale è la divisione Fashion & leather goods stimata solo all'1%, e Kering (+2%). Il dato è trascinato al ribasso da Gucci, gli altri marchi compensano parzialmente, ma non abbastanza da spingere il gruppo oltre il 2%.

Lusso a due velocità. Richemont  e Prada corrono, ma Gucci soffre

Sul fronte del pricing, il report evidenzia come tra giugno e luglio non ci sono stati aumenti significativi. Il report segnala tuttavia che il comparto della gioielleria ha registrato nell’ultimo anno rincari più marcati rispetto alla moda, una dinamica che, nel lungo periodo, potrebbe pesare sull’appeal del segmento.

Tra gli aspetti più rilevanti, gli analisti segnalano un rallentamento degli indicatori sui consumi interni in Cina, tra cui le vendite retail, le vendite duty-free a Hainan e i proventi dal gioco d’azzardo di Macao. Si registra inoltre un calo del turismo americano verso l’Europa, controbilanciato però da un’accelerazione dei consumi interni negli Stati Uniti. Sul fronte asiatico, la Corea del Sud mostra trend particolarmente solidi, che compensano un Medio Oriente in progressivo indebolimento. Prosegue l’accelerazione della spesa con carta di credito negli Stati Uniti. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 13/07/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 13/07/2026 19:00
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