skin track
Culture

Lorenzo e Giulio Bertelli, le due anime della nuova generazione Prada

Dagli studi universitari allo sport, i figli di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli hanno costruito percorsi diversi ma accomunati da indipendenza e progettualità. Il primogenito Lorenzo è attivo nel gruppo fashion e ora avrà un ruolo di peso in Versace. Il fratello Giulio spazia invece tra Luna rossa e cinema

di Ursula Beretta
Leggi dopo
tempo di lettura

Da sinistra Lorenzo e Giulio Bertelli (courtesy Prada group)
Da sinistra Lorenzo e Giulio Bertelli (courtesy Prada group)

Se Lorenzo Bertelli compare su Wikipedia prima come pilota di rally e poi come imprenditore, Giulio Bertelli vi appare invece come velista, innovatore e regista, prima ancora che vicepresidente di Luna rossa. Un dettaglio che racconta molto del modo in cui Miuccia Prada e Patrizio Bertelli hanno cresciuto i propri figli lasciandoli liberi di seguire passioni e inclinazioni personali prima che assumessero ruoli rilevanti all’interno dell'universo familiare. Una libertà che si è tradotta in percorsi profondamente diversi ma a loro modo complementari. Da una parte la guida delle strategie digitali, di marketing e sostenibilità del gruppo Prada, dall’altra la vela, la ricerca progettuale e il cinema. Ma sempre con coerenza di intenti, affrontando la sfida con lo stesso spirito competitivo che l’esperienza nello sport ha loro insegnato.

Tra i due è Lorenzo ad aver assunto il ruolo più legato all’evoluzione del gruppo Prada. Manager innovatore e responsabile delle strategie digitali e di sostenibilità, è stato tra gli artefici dell’acquisizione di Versace, riportando il marchio sotto il controllo italiano e assumendo poi un ruolo centrale nella sua nuova fase di sviluppo. Nato a Milano nel 1988, Lorenzo Bertelli è cresciuto senza sapere bene che cosa facessero i genitori. Educazione severa dentro e fuori le mura di casa, si iscrisse alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, una strada poco tradizionale per un futuro manager che ebbe il merito di fornirgli una solida base culturale e una visione critica che si sarebbe rivelata dirimente applicata ai meccanismi aziendali. «Calandomi nei panni dei vari filosofi, ho capito che tutte le prospettive hanno una ratio. Quando gestisci un brand devi capire la sua prospettiva e come questa impatta sul consumatore».

Ma prima che la filosofia si trasformasse in leva concreta, Lorenzo ebbe modo di coltivare la sua passione per la velocità. Fin da piccolo le discipline adrenaliniche l’avevano conquistato portandolo a provare paracadutismo, snowboard e bungee jumping anche se furono le gare automobilistiche a ritagliarsi un posto nel suo cuore. Le corse iniziarono per gioco, per poi assumere un ruolo centrale nel suo quotidiano, diventando anche fonte di preoccupazione perché i frequenti incidenti minavano la sua autostima. E forse avrebbe potuto smettere di gareggiare se il padre non l’avesse convinto dell’importanza di finire quello che aveva iniziato. Un consiglio che il giovane Bertelli accolse debuttando nelle competizioni nel 2010 e intraprendendo un percorso che lo portò rapidamente dal panorama italiano al Mondiale rally, dove ottenne una vittoria in Wrc-2 al rally di Sardegna nel 2014. Un’esperienza che gli ha insegnato rapidità decisionale, gestione del rischio e della pressione, qualità che avrebbe poi trasferito anche nel proprio percorso professionale. Lorenzo Bertelli, infatti, aveva fatto ufficialmente il suo ingresso nel gruppo Prada nel 2017 in qualità di responsabile della comunicazione digitale per poi diventarne direttore marketing nel 2019 e assumere il ruolo di responsabile della corporate social responsibility nel 2020.

L'headquarter a Valvigna del gruppo Prada (ph Alessandro Ciampi, courtesy Prada group)
L'headquarter a Valvigna del gruppo Prada (ph Alessandro Ciampi, courtesy Prada group)

Parallelamente si stava aprendo una fase diversa per la maison in cui i fasti passati si univano a una sensibilità più contemporanea e green in grado di creare un link fecondo con le generazioni più giovani. Emblematico è Prada Re-nylon, progetto sviluppato con Aquafil che utilizza Econyl, un filo di nylon rigenerato ottenuto dal recupero di rifiuti plastici e materiali raccolti dai fondali marini. Lanciato nel 2019 ed esteso ad abbigliamento, calzature e accessori, rappresenta una delle espressioni più efficaci della continuità tra innovazione e tradizione applicata a uno dei materiali più iconici del dna Prada. Che non si è fermato alla moda. Dal 2019, infatti, Prada sostiene Sea beyond, il programma educativo sviluppato con la Commissione oceanografica intergovernativa dell’Unesco per promuovere la conoscenza e la tutela degli oceani tra le nuove generazioni. Un impegno che nel 2023 è valso a Bertelli la nomina a patron of The ocean decade alliance, network del Decennio delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile 2021-2030. Un percorso che ne ha consolidato il ruolo all’interno del gruppo, di cui è executive director dal 2021 e, dal 2024, chief marketing officer & head of corporate social responsibility. Non sorprende quindi che negli ultimi anni Prada abbia accelerato sul fronte della sostenibilità, rafforzando le politiche Esg, i programmi dedicati a diversità, equità e inclusione e, parallelamente, lo sviluppo delle piattaforme digitali e dell’e-commerce globale per rendere sempre più capillare la sua presenza nel mondo.

L'ocean literacy centre di Sea beyond (courtesy Prada group)
L'ocean literacy centre di Sea beyond (courtesy Prada group)

Al tempo stesso, la visione di Bertelli continua a fondarsi sulla tutela del sapere artigianale che costituisce il cuore della maison, come dimostrano gli investimenti nella Prada group academy, la scuola interna nata per preservare e trasmettere alle nuove generazioni le competenze manifatturiere del gruppo. È sicuramente l’acqua l’elemento che contraddistingue Giulio Bertelli, classe 1990, vicepresidente del team Luna rossa, che ha la barca a vela nei suoi primi ricordi, nello specifico quel Sangermani, la barca da crociera di famiglia sulla quale trascorreva le vacanze, svegliandosi presto per uscire nel silenzio dell’alba a osservare il mare dalla prua. Non è un caso che la Coppa America sia da oltre trent’anni un affare di famiglia, esattamente come la moda, tanto che era quasi inevitabile il suo approdo attuale. Inevitabile ma non scontato, perché il giovane Bertelli ha esplorato rotte diverse assecondando le sue curiosità e percorrendo direzioni differenti. Certo, ammette, il fatto di avere un tale cognome l’ha sicuramente aiutato ma la tenacia, la curiosità, la voglia di mettersi in gioco sono una questione squisitamente personale. In primis ci sono stati gli studi in Inghilterra, presso l’Architectural association school of architecture di Londra, con la volontà di approfondire quegli aspetti legati alla progettazione e alla sostenibilità, oltre che al rapporto tra cinema e design, che avrebbero influenzato poi la sua visione. Nel frattempo, Giulio cominciò la propria esperienza professionale nello staff tecnico di Luna rossa challenge durante l’America’s cup 2013 ad Auckland occupandosi della parte progettuale per poi collaborare con altri team e partecipare a regate oceaniche come The ocean race. Nel mentre trovò il tempo per studiare e realizzare una linea di ricette liofilizzate ispirate all’alta tradizione culinaria italiana racchiuse nella start-up Akta.

Una foto della spacesuit di Axiom Space per Prada (courtesy Prada group)
Una foto della spacesuit di Axiom Space per Prada (courtesy Prada group)

Ma il suo daimon era sempre stato il cinema che, fin da quando era piccolo, consumava voracemente in maratone di film e che, nel tempo, l’avevano spinto a sviluppare una sua visione della cinematografia, sperimentando con la scrittura di soggetti diversi. Il risultato fu il suo di film, Agon, frutto di una lunga gestazione e fortunato nell’esordio al Festival del cinema di Venezia nel 2025, in cui ricevette numerosi premi per poi essere presentato al Moma di New York. La pellicola, che vede come protagonista la campionessa Alice Bellandi, affronta i temi della competizione, della resilienza e dell’identità femminile seguendo la storia di tre atlete impegnate in un’Olimpiade immaginaria, cosa che permette al regista di creare un’opera concettuale e allegorica. Argomenti che riflettono il percorso personale di Giulio Bertelli, cresciuto in una famiglia dove lavoro e vita si intrecciano profondamente e di continuo. Così, se dal padre ha ereditato l’idea di inseguire senza compromessi ciò che si ama, dalla madre Miuccia ha assorbito una sensibilità estetica che lo ha portato a rivendicare il valore culturale della moda. Per lui, Luna rossa rappresenta oggi il punto d’incontro di queste due grandi eredità, una passione che nel tempo lo ha condotto alla vicepresidenza del team. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/07/2026 14:00
Ultimo aggiornamento: 17/07/2026 14:00
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso