BusinessLe aziende di moda si alleano per combattere la deforestazione
Le associazioni non profit Textile exchange e Leather working group hanno lanciato un programma per porre fine alla conversione degli ambienti naturali per mano dell’industria della pelle. Tra le aziende che hanno aderito anche Kering, Capri holdings, H&M group, Puma, Adidas e Tapestry
Una cordata per contribuire a una catena di approvvigionamento della pelle che combatta il problema della deforestazione. Textile exchange e Leather working group, organizzazioni non-profit globali, hanno lanciato Deforestation free call to action for leather, il programma che coinvolge i marchi nella creazione di una filiera della pelle che riduca il suo impatto ambientale entro il 2030. Industria conciaria e allevamento di bestiame sono infatti attori primari che contribuiscono attivamente alla deforestazione, oltre ad avere un importante ruolo nella conversione degli ecosistemi naturali come praterie e savane.
Se però risulta più complesso trasformare l’industria dell’allevamento bovino, grazie al coinvolgimento delle aziende, e il supporto delle organizzazioni, è più plausibile raggiungere risultati concreti nell’industria conciaria. Obiettivo del programma lanciato da Londra è quindi quello di rendere più trasparenti le supply chain entro il 2030, in modo da poter verificare l’origine delle materie prime. Un’iniziativa intersettoriale che ha trovato il supporto anche di alcuni grandi gruppi della moda, tra queste Kering, Capri holdings, H&M group, Puma, Adidas e Tapestry. Aderendo al programma, le aziende si impegnano sia nel monitorare tutte le fasi della catena, a partire da quella del macello, nell’investire nella tracciabilità delle materie prime, nel rispettare i diritti umani dei lavoratori lungo tutta la filiera e nel segnalare annualmente i progressi raggiunti (riproduzione riservata)