BusinessLa Spagna ripensa il riciclo tessile (12%) per gli obiettivi Ue
Secondo un rapporto Modare, il numero di tessuti riciclati annualmente nel Paese sarebbe insufficiente, a fronte di 990.000 tonnellate dirette in discarica. Nonostante l’impegno di organizzazioni come Caritas e Humana e la crescente sensibilità di gruppi come Inditex, Mango, El corte Inglés e H&m, la strada verso la circolarità del settore sembra in salita. Soprattutto in vista dell’obiettivo di raccolta post-consumo fissato al 2025 dalla nuova legge sui rifiuti dell’Ue
Il riciclaggio dei tessuti in Spagna è insufficiente. Lo rivela l’ultimo rapporto di Modare, realizzato con il supporto di Caritas, che stima che solo il 12% dei rifiuti tessili prodotti annualmente nel Paese sia correttamente raccolto e riutilizzato, a fronte di 990.000 tonnellate dirette invece in discarica. Dati che suggeriscono come per la Spagna la strada verso la circolarità del settore sia in salita, soprattutto se messa in relazione all’obiettivo di raccolta tessile differenziata post-consumo fissato al 2025 dalla nuova legge sui rifiuti varata dall’Unione europea. Già a partire dall’anno in corso, la direttiva sovranazionale sarà implementata con il divieto di distruggere i deadstock, e continuerà nel 2022 con l'obbligo di raccogliere i rifiuti post-consumo, attraverso punti di raccolta nei punti vendita o attraverso altri mezzi. Il terzo passo sarà il più impegnativo, includendo di stabilire degli obiettivi di riutilizzo e riciclaggio per i rifiuti raccolti.
Nello stato iberico la più alta percentuale di rifiuti tessili raccolti spetta a Caritas (41%), seguita da Humana (16%), organizzazioni presenti anche in Italia, mentre il sistema di raccolta di maggior successo è stato quello dei contenitori stradali. Intanto, negli ultimi anni, grandi gruppi come Inditex, Mango, El corte Inglés e H&m hanno avviato, in Spagna e non solo, progetti con le istituzioni per la raccolta di abiti usati, come quello lanciato lo scorso aprile da Cie-Consiglio intertessile spagnolo, Confederazione modaEspaña e Fice-Federazione delle industrie calzaturiere spagnole con Deloitte, per trasformare il comparto in ottica sostenibile.
Al fine di prolungare il ciclo di vita dei prodotti e ridurre così l’impronta ambientale dell’industria tessile, Modare e Caritas si appellano alla ridefinizione del concetto di responsabilità. «Si tratta di stabilire chi deve garantire che il prodotto sia riciclato alla fine della sua vita utile: il distributore o un altro membro della catena di produzione», si legge infatti nel rapporto, dove le principali sfide che attendono il Paese in vista del 2025 risultano essere «coinvolgere ogni attore della value chain, sensibilizzare i consumatori al fine di prevenire la generazione di rifiuti e aumentare progressivamente la raccolta dei tessili usati così come il loro riutilizzo e riciclaggio». (riproduzione riservata)