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La moda uomo cerca la ripresa nell’export

Il menswear vale il 19% del tessile italiano, con un saldo positivo con l’estero di circa 3,5 miliardi. «Il binomio Firenze-Milano attrae buyer da tutto il mondo», dice il presidente Antonio De Matteis all’opening di Pitti uomo 110, in scena fino a venerdì con 740 brand da 30 Paesi. Matteo Zoppas di Ice agenzia evidenzia la vicinanza del governo

di Alice Merli (Firenze)
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Sul palco da sinistra, Luca Sburlati, Annalisa Areni, Eugenio Giani, Sara Funaro, Antonio de Matteis e Antonella Mansi (courtesy Pitti immagine)
Sul palco da sinistra, Luca Sburlati, Annalisa Areni, Eugenio Giani, Sara Funaro, Antonio de Matteis e Antonella Mansi (courtesy Pitti immagine)

«Il binomio Firenze-Milano è vincente, consente di attrarre in una settimana tutti i buyer del mondo in Italia. Abbiamo gli assi nella manica per fare bene e numeri eccezionali anche nei periodi difficili. Vorrei mettere al centro della fiera gli espositori e i buyer». Antonio De Matteis, presidente di Pitti immagine, ha aperto con queste parole la conferenza inaugurale di Pitti uomo, in scena alla Fortezza da Basso di Firenze fino a venerdì con 740 brand, il 45% in arrivo da più di 30 Paesi diversi. A fargli eco è Matteo Zoppas, presidente di Agenzia Ice: «La kermesse fiorentina è una delle attività più rilevanti per il fashion maschile, diventando un punto di riferimento globale. Il momento che sta attraversando il comparto richiede la vicinanza del sistema paese a un settore che ha tracciato le fila del Made in Italy per farci arrivare dove siamo ora. Rinnoviamo quindi il supporto dell’agenzia e del governo al settore che necessita di essere accompagnato, oggi più che mai, attraverso l’internazionalizzazione».

La contrazione settoriale si evince dai numeri, dal fatturato in calo del 2,2% per 11,1 miliardi nel 2025 e da un export a -1,7% per 8,6 miliardi. Il peso delle esportazioni è stato evidenziato da Luca Sburlati, presidente di Confindustria moda: «Voglio ricordare quanto è importante questo settore per il nostro Paese. La moda maschile vale il 19% di tutto il tessile-abbigliamento italiano. Questa rappresenta anche il 23% dell’export di settore, quindi quasi 9 miliardi e produce un saldo positivo di 3 miliardi e mezzo», ha sottolineato il numero uno. «Dobbiamo ripartire dalle basi di questo mercato. È chiaro che il menswear e in generale la moda italiana sono un asset del Paese e li rappresentiamo attraverso gli imprenditori. Poi c’è la leadership delle fiere che va tutelata, siamo in un momento di cambiamento e le persone vogliono non solo prodotto ma esperienza. Pitti uomo racconta un ecosistema che dobbiamo salvaguardare. Come imprenditori e associazioni delle imprese possediamo pochi elementi su cui ragionare, quindi è necessario essere compatti e rapidi».

L'installazione di Pitti uomo (courtesy Pitti immagine)
L'installazione di Pitti uomo (courtesy Pitti immagine)

Sburlati ha ribadito le strategie di azione che potranno guidare la ripresa. «Dobbiamo sostenere le filiere, che per un terzo sono fatte da micro imprese che tengono vivi i nostri territori. Puntare sull’innovazione, insegnare ai giovani il mestiere, lavorare con le scuole per sostenere la nuova generazione di talenti. Difendere i piccoli brand, supportarli, perché rappresentano il futuro del Paese. Un tema a cui il Mimit-Ministero delle imprese e del Made in Italy e il ministro Urso stanno lavorando. E infine scommettere sul Mercosur, costruire un vero piano industriale. Se siamo coesi ce la faremo, possiamo costruire un momento di rinascita per tutto il Paese, trasformiamo le nostre imprese, sosteniamo i più piccoli, ognuno faccia la sua parte». Eugenio Giani, presidente di Regione Toscana, ha proseguito: «La situazione critica del fashion mostra segni evidenti di complessità, ma guardiamo a una prospettiva di rilancio accompagnata dalle esportazioni e dalle propensione estera della Regione. Il sistema moda è protagonista ancora una volta, assieme alla vitalità di Pitti uomo. Il Padiglione Bellavista (il cui completamento è previsto entro il 2027, ndr) arricchirà la Fortezza da Basso e sarà importante per la moda nei prossimi anni».

La rilevanza del salone è stata sottolineata anche dalla sindaca di Firenze. Siamo una delle poche città ad avere un polo fieristico così significativo, che sta crescendo sempre di più. Il manifatturiero è motore trainante del territorio e stiamo lavorando per accelerare e restituire tutti i padiglioni. Affrontiamo la crisi settoriale cercando di valorizzare le realtà che devono essere sostenute», ha concluso. Entrando nel vivo del salone, le sei sezioni Fantastic classic, Futuro maschile, Superstyling, Dynamic attitude, I go out e Hi beauty racconteranno, sotto il cappello del tema «The pool», le novità della stagione primavera-estate 2027 del menswear internazionale. Dal classico ai marchi di ricerca, dalla sartorialità italiana alle tendenze stilistiche in arrivo dall’Asia. (riproduzione riservata)

Premiata Doucal’s per la filiera sostenibile

Il Premio Pitti immagine uomo 2026 è stato consegnato a Doucal’s dal neo ceo della kermesse fiorentina, Ivano Cauli. L’azienda marchigiana fondata nel 1973 per mano di Mario Giannini che decise di aprire un piccolo laboratorio a Montegranaro, è stata riconosciuta per il suo manifesto Made with kindness, inteso come prospettiva di business consapevole.

«Doucal’s incarna un modello moderno di manifattura. E una celebrazione della gentilezza in grado di armonizzare ricerca estetica, tecno-innovazione e filiera sostenibile, che significa a sua volta longevità del prodotto, utilizzo di materiali tracciabili e riduzione degli sprechi. Il tutto tutelando e valorizzando gli artigiani, custodi di un sapere prezioso. Per esprimere la sua visione e i suoi progetti di portata internazionale, l’azienda ha continuato a credere e a investire in Pitti uomo e nell’Italia. Per questo siamo orgogliosi di conferirgli il premio», ha comunicato in una nota il salone.

Da sinistra Antonio de Matteis, Gianni Giannini, Jerry Giannini e Ivano Cauli (courtesy Pitti immagine)
Da sinistra Antonio de Matteis, Gianni Giannini, Jerry Giannini e Ivano Cauli (courtesy Pitti immagine)

Il brand oggi è attivo con 1000 doors distribuite in 60 country e cinque negozi monobrand, con nuove aperture in schedule. La produzione conta 350 nuovi modelli di calzature ad ogni stagione. «La nostra azienda è presente al salone da 16 anni, è stato ed è un percorso pieno di entusiasmo», hanno commentato Gianni e Jerry Giannini, titolari di Doucal’s e rappresentanti della seconda generazione di famiglia. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 16/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 16/06/2026 19:00
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