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La Fondazione Yves Rocher compie 35 anni e rafforza l’impegno per la sostenibilità

In occasione dell’anniversario, l’ente benefico del beauty brand rilancia i progetti Terre de femmes e Agribiosa, per cui prevede di stanziare 20 mila euro a supporto delle attività fino alla primavera 2027

di Eleonora Agus
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La foresta di La Gacilly, in Bretagna (courtesy Yves Rocher)
La foresta di La Gacilly, in Bretagna (courtesy Yves Rocher)

Il 2026 segna un traguardo importante per la Fondazione Yves Rocher, che celebra 35 anni di promozione della sostenibilità ambientale e dell’empowerment femminile. Istituito nel 1991 da Yves Rocher e posto sotto l’egida dell’Institut de France, il progetto benefico del marchio beauty francese è riconosciuto da cinque anni come ente di utilità pubblica, uno status che ne garantisce indipendenza, trasparenza e continuità d’azione. Una missione che affonda le proprie radici a La Gacilly, in Bretagna, dove nacque il primo arboreto insieme alle scuole locali, modello oggi replicato in oltre 500 arboreti nel mondo.

Nel corso di oltre tre decenni, la Fondazione ha sviluppato programmi internazionali che coniugano tutela ambientale e impatto sociale. Tra questi spicca Terre de femmes, iniziativa che sostiene la leadership femminile nella difesa degli ecosistemi e che ha costruito una rete di oltre 500 donne attive in più di 50 paesi. Per celebrare il 35° anniversario della Fondazione e i 25 anni del programma, l’edizione 2026 del premio si è concentrata sul tema «L’Albero, custode della vita», premiando progetti dedicati alla riforestazione, alla conservazione forestale e alla tutela della biodiversità.

Accanto a questo percorso si conferma centrale Plant for life, il programma globale di piantumazione lanciato nel 2007. Grazie alla collaborazione con 71 associazioni partner, l’iniziativa ha superato la soglia di 135 milioni di alberi piantati nel mondo, contribuendo alla rigenerazione dei suoli e al ripristino degli ecosistemi, con il coinvolgimento diretto di oltre 130 mila studenti in attività di restauro ecologico. All’interno di Plant for life si inserisce Agribiosa, il progetto italiano avviato nel dicembre 2020 per favorire la biodiversità e rafforzare la resilienza ambientale delle aree agricole. Dalla sua nascita, l’iniziativa ha già portato alla messa a dimora di oltre 65 mila alberi e arbusti sul territorio nazionale, diventando uno dei programmi più significativi della Fondazione nel Paese. 

Giunto al sesto anno di attività, Agribiosa punta al raggiungimento di quota 20 mila alberi nell’attuale sessione operativa, concentrando le proprie attività soprattutto in Veneto e, in misura crescente, nelle aree limitrofe della Lombardia. Per sostenere il progetto fino alla primavera del 2027, la Fondazione ha inoltre previsto uno stanziamento di 20 mila euro dedicato alle attività sul territorio. Dal novembre 2024 sono stati messi a dimora circa 14 mila alberi, mentre ulteriori 3.500 tra alberi e arbusti sono già programmati entro la primavera del 2026. Solo nell’ultima fase operativa sono stati realizzati interventi in circa 24 siti di piantumazione grazie al coinvolgimento di aziende agricole, amministrazioni locali, enti pubblici e privati, associazioni ambientaliste e istituti scolastici.

Il coinvolgimento delle comunità locali all’interno del programma continua a crescere. Oggi Agribiosa coinvolge infatti 24 beneficiari e circa 70 partecipanti diretti, supportati da volontari, studenti universitari, ricercatori e associazioni impegnate nelle attività di monitoraggio e manutenzione. «Trentacinque anni fa la Fondazione è nata con una promessa semplice ma immensa, restituire alla natura ciò che essa ci offre ogni giorno», ha dichiarato Jacques Rocher, presidente della Fondazione Yves Rocher. «Celebrare oggi questo traguardo significa onorare il coraggio delle donne che cambiano il mondo e la forza di ogni singolo albero piantato. Proteggere la natura è prima di tutto un atto d’amore e di umiltà. Gli alberi ci insegnano il tempo lungo, la pazienza e la resilienza. Piantare un albero significa credere nel futuro. Ogni seme piantato è una promessa, ogni siepe piantata è un rifugio per la biodiversità e ogni azione intrapresa è un modo per ricongiungersi con il vivente». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 04/06/2026 18:09
Ultimo aggiornamento: 05/06/2026 11:04
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