BeautyLa bellezza tricolore a 18 miliardi di ricavi
Guardando all’intera filiera, nel 2025 il turnover è stato di 49 miliardi. Secondo Cosmetica Italia e Teha group l’export vola a 8,6 miliardi (+4%)

Nel 2025 il fatturato dell’industria cosmetica in Italia ha toccato il valore record di 18 miliardi di euro. Il comparto ha registrato una crescita media annua del 6,1% nell’ultimo decennio, pari a oltre sei volte l’aumento del pil italiano. Questi e altri dati sono emersi durante l’assemblea pubblica 2026 di Cosmetica Italia, tenutasi martedì a Roma nella cornice del Museo dell’Ara Pacis.
«È un settore che sta vivendo un momento molto positivo. Abbiamo tracciato, attraverso uno studio svolto da The european house Ambrosetti (Teha group), un quadro complessivo per fare una lucida analisi di dove ci troviamo oggi e quelle che sono le opportunità per il futuro», ha dichiarato Benedetto Lavino, presidente dell’associazione.
«Basti pensare che oltre due terzi del maquillage per occhi e viso venduto in Europa, e più della metà di quello venduto nel mondo, sono prodotti in Italia. Numeri che raccontano la forza di un settore che continua a macinare risultati: 18 miliardi di euro di ricavi nel 2025, 8,6 miliardi di export, l’Italia quinto esportatore al mondo nel beauty», gli ha fatto eco la premier Giorgia Meloni, con un videomessaggio trasmesso durante l’evento.
Valerio De Molli, managing partner e ceo di Teha group, ha poi illustrato i numeri dell’osservatorio. Guardando all’intera filiera della cosmesi, il fatturato generato lo scorso anno è stato di 49 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2024), mentre il valore aggiunto si è attestato a 31,5 miliardi di euro. De Molli ha poi confermato la stabilità della spesa in bellezza (nel 2025 pari a 12,8 miliardi di euro), a riprova dell’essenzialità di questi prodotti al pari dei beni per la salute.

«Il vero miracolo è l’export a 8,6 miliardi di euro», ha sottolineato. Si tratta di un incremento del +4,1% rispetto al 2024, che posiziona la cosmetica al primo posto tra i comparti del Made in Italy per incremento dell’esportazione, con un’incidenza del 48% sui ricavi dell’industria. «Le imprese investono in media tra il 4% e il 6% del proprio fatturato in r&s. È una percentuale da industria farmaceutica o high-tech, molto superiore alla media del manifatturiero italiano che si ferma all’1,5%», ha fatto notare De Molli. Gli investimenti nella transizione sostenibile sono stati pari a 300 milioni di euro.
L’assemblea è stata anche occasione di confronto con il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Presente all’incontro anche Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, storico partner di Cosmetica Italia. (riproduzione riservata)
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