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Culture

L’uomo di Parigi conquista i buyer tra tailoring e sport quotidiano

Secondo l’inchiesta di MFF tra i compratori, i best show sono Dior, Dries Van Noten, Louis Vuitton, Rick Owens, Willy Chavarria, Auralee e Saint Laurent. Applaudito il debutto in solitaria del menswear di Celine by Rider

di Elisabetta Campana
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Un look Dior spring-summer 2027 (courtesy Dior)
Un look Dior spring-summer 2027 (courtesy Dior)

Lusso autentico, con collezioni in grado di coniugare creatività e desiderabilità. La fashion week di Parigi chiude in bellezza il mese dedicato al menswear per la primavera-estate 2027. Forte è la soddisfazione dei buyer intervistati da MFF che spesso incoronano la Ville lumière epicentro della moda uomo.

In un calendario ricco di proposte e novità, applaudito il debutto uomo in solitaria di Michael Rider da Celine. Highlight gli show di Dior, Dries Van Noten, Louis Vuitton, Rick Owens, Willy Chavarria e Auralee, oltre al ritorno di Saint Laurent. Bene anche l’esordio di Sarah Burton con il menswear di Givenchy. Tra i talenti emergenti spopolano Soshiotsuki e Ssstein. Protagonista un guardaroba giocato tra relaxed tailoring e sportswear funzionale, con gli short reinterpretati. Come per rispondere al caldo torrido, i materiali sono super leggeri, tra lini, cotoni, sete e pelle, ma anche tecnici e performanti, mentre i colori vanno dai naturali ai polverosi, con tocchi accesi. «Parigi è diventata il principale marketplace del menswear. Una settimana ricca di collezioni eccellenti e prospettive entusiasmanti, con sfilate, presentazioni e showroom multibrand in tutta la città. Spettacolare lo show acquatico di Rick Owens che ha presentato una fantastica collaborazione sportswear con Adidas. Tra gli altri highlight, Comme des Garçons homme plus, Dries Van Noten, Willy Chavarria, Dior, Soshiotsuki e il debutto menswear di Michael Rider da Celine. Spiccano l’innovazione nei materiali ultraleggeri, gli short running in nylon, il revival del preppy in chiave sportiva, la palette di toni delicati e i loafer Venetian essenziali», dice Bruce Pask, avp, men’s fashion office, di Saks Fifth Avenue e Neiman Marcus negli Usa.

«Un crescente senso di raffinatezza più che di rinnovamento. I designer si sono allontanati dagli eccessi per concentrarsi su naturalezza, qualità e durata nel tempo. In molte maison si rafforza il dialogo tra menswear e womenswear, attraverso un guardaroba condiviso e un linguaggio progettuale comune. Celine ha interpretato al meglio lo spirito della stagione. Best collection anche Givenchy, Lemaire, Auralee e Dior. Fra i trend, silhouette più morbide e fluide, tailoring leggero, proporzioni rilassate, fibre naturali, toni della terra, denim washed, maglieria leggera, camicie senza colletto, pantaloni cargo, sportswear ricercato e gioielli dal gusto personale», spiega Simon Longland, director of buying, fashion di Harrods a Londra.

«Una stagione particolarmente entusiasmante, con collezioni caratterizzate da una visione più sicura e designer che si distinguono sempre più. Parigi si conferma una piattaforma importante per la scoperta di nuovi talenti e di idee innovative. Best show, la terza sfilata uomo di Dries Van Noten firmata da Julian Klausner, oltre a Celine, Rick Owens, Lemaire e Willy Chavarria. Tra gli emergenti, Ssstein, Soshiotsuki e Man on the boon. Il tailoring evolve con nuove proporzioni, mentre seta, lino e cotone definiscono silhouette rilassate e sofisticate, illuminate da tonalità sorbetto», afferma Young-Su Kim, svp, gmm men’s & men’s fashion director di Bergdorf Goodman a New York.

Un look Louis Vuitton spring-summer 2027 (courtesy Louis Vuitton)
Un look Louis Vuitton spring-summer 2027 (courtesy Louis Vuitton)

«Una fashion week forte dal punto di vista commerciale, con novità portabili e capi di cui avevamo bisogno. Highlight Auralee, con un guardaroba più leggero e inedite combinazioni di colore, Studio Nicholson, al debutto in passerella con capi funzionali e desiderabili e The Row più ricca di colori e texture. Tra gli emergenti, Salon C Lundman e J.Meuser. Il focus è su singoli item piuttosto che su macro-trend: dominano capi casual d’ispirazione workwear, pantaloni cargo e carpenter pant, blouson e chore jacket. Colori top, rosso, turchese e viola», dice Sophie Jordan, menswear buying director di Mytheresa.

«Parigi rappresenta il benchmark del lusso. A colpire la sicurezza con cui molte maison hanno valorizzato il proprio dna, dando vita a una fashion week autentica, ben ponderata e rilevante nel tempo. Best show, Dries Van Noten, con un perfetto equilibrio tra innovazione ed heritage. Fra gli emergenti, Ssstein. Avanzano relaxed tailoring, tessuti fluidi e silhouette morbide, mentre il lusso si esprime in modo sempre più naturale. I clienti ricercano proprio capi pensati per accompagnarli con naturalezza tra lavoro, viaggi e leisure senza rinunciare a qualità e stile», spiega Shaun Donnelly, buying director menswear & non-apparel di Harvey Nichols a Londra.

«In una città rovente, torna il lusso più autentico, con meno ricerca dell’effetto speciale in passerella e più attenzione alla costruzione del prodotto. In generale, collezioni molto mature, capaci di coniugare creatività e desiderabilità. Best show, Dior, Saint Laurent e Rick Owens. Ottimo il debutto menswear di Sarah Burton per Givenchy. Tra le presentazioni Acne studios ed Ami Paris. Da tenere d’occhio, Auralee, Ssstein e Soshiotsuki. Fil rouge la leggerezza: guardaroba più fluidi, con blazer destrutturati, pantaloni ampi, short sartoriali e camicie quasi impalpabili. Belle le borse morbide di Louis Vuitton», racconta Marco Raccuia, head of buying di Rinascente in Italia.

«La fashion week parigina resta il punto di riferimento per il menswear, grazie a una concentrazione unica di maison, talenti emergenti, buyer, media e creativi, con un livello di creatività, artigianalità e impatto culturale senza eguali. Best collection, IM men - Issey Miyake, Dries Van Noten, Willy Chavarria, Ssstein e LGN Louis-Gabriel Nouchi. Da tenere d’occhio, Rkive city da New Delhi, Mithridate da Londra e Nahmias da Los Angeles. Si affermano gli scolli a V profondi, le tute sportive elevate, le maglie da calcio e la fusione tra sartorialità elegante e sportswear funzionale. Un must le borse: le oversize tote e le compact crossbody», dice Victor Poulsen, buyer for men’s luxury & designers di Printemps a Parigi.

«Cuore pulsante della moda, Parigi è il momento in cui creatività, savoir-faire e visione si incontrano. Saint Laurent ha proposto un guardaroba dove rigore sartoriale, sensualità e proporzioni dialogano con naturalezza. Louis Vuitton ha dimostrato come sia possibile coniugare ricerca creativa e desiderabilità. New name, il brand australiano Song for the mute. Ritorna un menswear più equilibrato e concreto e cresce l’utilizzo di tessuti tecnici e performanti nel sartoriale. Le sneaker sono d’ispirazione skate, come le Vans», spiegano Alessandro Locati e Roberto Grassi di Plas consulting, che gestisce il buying di oltre 40 insegne multibrand in Italia ed Europa.

Un look Saint Laurent spring-summer 2027 (courtesy Saint Laurent)
Un look Saint Laurent spring-summer 2027 (courtesy Saint Laurent)

«Il vero lusso oggi risiede nell’eleganza autentica e nella semplicità. Lo conferma il menswear di Parigi con la sua raffinata evoluzione: silhouette più rilassate, volumi morbidi ma controllati e sartoria più naturale e fluida. Materiali e colori sono i veri protagonisti, con lane leggere, sete, cotoni tecnici, lino e pelle leggerissima, mentre la palette privilegia toni neutri e polverosi, con accenti di verde e bordeaux. Best show, Saint Laurent, Dior, Celine, Dries Van Noten, Ami Paris, Auralee e Lemaire», afferma Gabriele Pancheri, head of buying di G&B group con 40 store tra Italia e Baleari.

«Parigi si conferma epicentro strategico del menswear, forte di un’eccezionale resilienza commerciale e creativa. Tra i momenti di altissimo impatto visivo e concettuale, l’iconico show di Louis Vuitton che ha celebrato la cultura del surf. Ritorno magistrale in calendario per Saint Laurent. Jonathan Anderson ha decostruito l’heritage di Dior con il suo eclettismo intellettuale. Fra i nomi caldi, Soshiotsuki. Domina il relaxed e soft tailoring. Must have il pantaloncino in denim o in finitura metallica elevato a capo sartoriale, il maxi cardigan dall’effetto vissuto, la camicia da surf in seta e il gilet utility tailoring», dice Beppe Nugnes, owner di Nugnes 1920 a Trani e Bari.

«In una città molto calda, collezioni dalle linee essenziali, fresche e rilassate, molto portabili e commerciali. Best show, Celine, Amiri e Dior, mentre tra gli emergenti Soshiotsuki ed Egonlab. Spicca il ritorno dei pantaloni skinny e degli abiti estivi in tessuti leggeri, un must abbinati a stivali western. Dominano look monocromatici nei toni del bianco, beige e grigio, check, short, top senza maniche, cinture, sandali e scarpe da tennis in pelle», spiega Denis V. Evstafiev, founder di Fashionistas concept.

«Tra location incredibili, sfilate performance, ospiti eccellenti, Parigi ha trasmesso grande energia e ottimismo in un momento di mercato incerto. Best show, Louis Vuitton, Saint Laurent, Dior, Celine, Amiri, Sacai, Ami Paris, insieme a Willy Chavarria, LGN Louis-Gabriel Nouchi e Soshiotsuki. In primo piano new soft tailoring, il ritorno del denim destroyed, i blouson cropped, le saharine e i micro short indossati su camicie ampie. A completare, cravatte, loafer con i calzini e le maxi bag a tracolla», conclude Tiberio Pellegrinelli, buying consultant per multibrand. Adesso la parola passa al mercato. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 30/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 30/06/2026 19:00
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