BusinessKering e Pitti immagine insieme per la sostenibilità
Il centro di ricerca del colosso della moda ha collaborato con la fiera fiorentina per sostenere l’approccio etico e responsabile dei designer emergenti. I marchi partecipanti sono stati selezionati dalla giornalista e curatrice Giorgia Cantarini
Kering e Pitti immagine promuovono la sostenibilità. Kering mil-material innovation lab e la Fondazione Pitti immagine discovery hanno infatti unito le forze per sostenere i designer emergenti che si impegnano a mettere in atto un approccio responsabile nel mondo della moda. È il primo anno che il centro di ricerca del gruppo fashion prende parte a questa iniziativa.
S|style-sustainable style è un progetto espositivo che fin dal suo esordio ha attirato l’attenzione di stampa e top buyer internazionali. L’iniziativa rappresenta un’importante vetrina per dieci marchi, selezionati dalla giornalista e curatrice Giorgia Cantarini. Per questa settima edizione sono stati scelti Cavia, Dalpaos, Dhruv Kapoor, Isnurh, Jeanne Friot, Ksenia Schnaider, Olooh Concept, Permu, Steven Passaro, Young n Sang. Ciascun designer esplorerà molteplici soluzioni a vantaggio dello sviluppo sostenibile.
«La collaborazione con Kering material innovation lab è un importante riconoscimento del lavoro che stiamo facendo per la diffusione di una moderna cultura della responsabilità nella moda», ha affermato Lapo Cianchi, responsabile della comunicazione e dei progetti speciali di Pitti immagine e segretario generale della Fondazione Pitti discovery. «Siamo soprattutto felici perché il Mil può aiutare concretamente i designer a conoscere e utilizzare i materiali più innovativi per un design di ricerca e di livello qualitativo internazionale».
«È difficile essere un brand emergente e allo stesso tempo essere sostenibile al 100%», ha raccontato Giorgia Cantarini. «La nostra partnership con Kering mil è un traguardo concreto per spingere questi promettenti designer a imparare ancora di più sulle soluzioni innovative, offrendo loro la possibilità di integrarle nella loro prossima collezione». (riproduzione riservata)