BusinessKering e Cartier, il lusso si muove a difesa della fauna e dell’ambiente
Il gruppo guidato da François-Henri Pinault e il marchio francese in rappresentanza di Richemont, con il responsible jewellery council, si alleano e lanciano un’iniziativa per raggiungere obiettivi comuni in ambito di sostenibilità ecologica
Lavorare per la sostenibilità è passato dall’essere una dichiarazione d’intenti a un’attività concreta, resa urgente dal cambiamento climatico e dalla necessità che siano le imprese a dare l’esempio. Chi, dunque, meglio del comparto luxury può dare una svolta per rimediare agli errori del passato ? Anche come prova di coerenza ai valori che promuovono e di credibilità verso i clienti, che si aspettano il mantenimento degli impegni presi dai brand di cui acquistano i prodotti. Va in questa direzione la Watch and jewellery initiative 2030, avviata grazie alla collaborazione tra il Rjc-Responsible jewellery Council, Cartier in rappresentanza del gruppo Richemont e Kering.
Si tratta di un progetto aperto a tutti i marchi di orologi e di gioielli che si impegnano a raggiungere una base comune di obiettivi di sostenibilità in tre ambiti: resilienza climatica, conservazione delle risorse ambientali, sostegno all’inclusione. Gli impegni di resilienza climatica includono la decarbonizzazione delle emissioni dirette e indirette - estesa a fornitori e partner di distribuzione entro il 2030 - che può essere ottenuta implementando energie rinnovabili al 100% nei processi aziendali entro il 2025; l’adozione di pratiche per l'efficienza energetica; l’obiettivo di emissioni nette di gas serra pari a zero attraverso la loro rimozione e l’investimento in progetti climatici, in particolare nella conservazione e nel ripristino degli ecosistemi forestali, costieri e marini. Il secondo obiettivo dell'iniziativa è garantire che l’operato del settore abbia un impatto positivo su natura, specie e comunità. Come impegno minimo entro il 2022, i marchi dovranno misurare e dare priorità al loro impatto sulla biodiversità e sull’acqua attraverso l’utilizzo di materie prime certificate, in un quadro credibile basato sulle evidenze scientifiche. «Poiché il settore dell’orologeria e della gioielleria fa affidamento sulle preziose risorse della Terra e sul know-how delle persone in tutto il mondo all’interno delle sue catene del valore, l’imperativo di agire insieme per creare un impatto più positivo è diventato sempre più chiaro», sostiene Cyrille Vigneron, presidente e ceo di Cartier.
«I cambiamenti per cui stiamo lottando sono essenziali per il futuro non solo del pianeta, ma della nostra stessa industria», aggiunge Jean-François Palus, amministratore delegato del gruppo Kering. Non è la prima volta che quest’ultimo, il cui portafoglio comprende Boucheron, Pomellato, Gucci, Girard-Perregaux e Ulysse Nardin, si attiva a favore della sostenibilità. Nel 2019 ha guidato il lancio del Fashion pact, una coalizione globale di marchi della moda e del tessile, per creare progetti centrati sulla lotta al riscaldamento globale, sul ripristino della biodiversità e sulla protezione degli oceani. (riproduzione riservata)