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Culture

John Galliano sarà il protagonista della prossima mostra del Met

L’exhibition del Costume institute, in scena dal 9 maggio 2027 al 9 gennaio 2028, sarà un omaggio a uno degli stilisti più influenti e controversi degli ultimi 40 anni

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John Galliano alla fine della sfilata fall-winter 2008 di Dior (Francesc Ten/MFF)
John Galliano alla fine della sfilata fall-winter 2008 di Dior (Francesc Ten/MFF)

John Galliano torna sotto i riflettori diventando il protagonista della prossima grande mostra del Met-Metropolitan museum di New YorkUn omaggio a uno degli stilisti più influenti e controversi degli ultimi 40 anni che costituirà la prima grande mostra museale a lui dedicata. Visitabile dal 9 maggio 2027 al 9 gennaio 2028, l’exhibiton è stata battezza “John Galliano: Horizon”.

Attraverso abiti, accessori, schizzi, tele, quaderni di ricerca e materiali d’archivio, la mostra rivelerà come Galliano metta in relazione luoghi, epoche storiche, tradizioni artistiche, narrazioni e identità in modi inaspettati, trasformando questi incontri in creazioni artistiche.
L’esposizione attingerà ampiamente alle collezioni del Costume institute dedicate a Galliano, la più vasta raccolta al mondo del suo lavoro, includendo esempi dalla celebre collezione di diploma del 1984 al Central Saint Martins di Londra, passando per le collezioni del suo marchio omonimo e per il suo lavoro nelle maison parigine Givenchy e Christian Dior, fino agli anni trascorsi da Maison Margiela, culminando con l’acclamata collezione primavera-estate 2024.

Accanto alla creatività di Galliano, la mostra affronterà anche i comportamenti che hanno profondamente segnato la sua carriera e la percezione pubblica della sua figura. In questo modo, l’esposizione rifletterà su come il valore dell’opera artistica debba essere considerato insieme alla responsabilità etica.
«John Galliano ha esercitato un’influenza profonda sulla moda degli ultimi quarant’anni», ha dichiarato Max Hollein, Marina Kellen French, director e ceo del Met. «Il suo lavoro mette in relazione ricerca storica, immaginazione artistica, espressione teatrale e sperimentazione tecnica in modo dinamico. Grazie alla profondità degli studi del Costume institute e alla ricchezza delle collezioni del Met, l'exhibition offrirà un’ampia analisi della sua pratica creativa, prestando al tempo stesso grande attenzione ai contesti storici, culturali ed etici attraverso i quali la sua opera viene oggi interpretata».
La mostra è organizzata da Andrew Bolton, curatore responsabile del Costume institute, che ha dedicato numerosi studi alla carriera di Galliano e ne ha presentato le opere in molte esposizioni nel corso degli anni.
Bolton ha dichiarato: «Ogni collezione di Galliano nasce come un viaggio tra elementi separati dal tempo, dallo spazio o dal mezzo espressivo: ritratto e postura, silhouette e racconto, memoria e materia. Horizons affronta la moda come una forma di cartografia, che non mappa territori ma affinità, tensioni e trasformazioni. Ripercorre il modo in cui le immagini diventano idee, le idee diventano materia e la materia diventa emozione. Ma un orizzonte rivela non soltanto ciò che si trova davanti a noi: rivela anche il punto da cui osserviamo. Per questo motivo la mostra riflette sia su come Galliano abbia ridefinito il mondo attraverso la moda, sia su come la sua condotta, le sue conseguenze e l’evoluzione dei valori culturali abbiano modificato il nostro modo di comprendere la sua opera».
L’esposizione sarà articolata in tre “movimenti”: “Bearings”, “Horizons” e “Atlas of Transformation”.
Il primo movimento, “Bearings”, si aprirà con una cronologia concettuale che collegherà la carriera e le collezioni di Galliano ai più ampi eventi storici e culturali. Affronterà direttamente la frattura provocata dai suoi comportamenti antisemiti, razzisti e anti-asiatici del 2010 e 2011, che portarono al suo licenziamento da Christian Dior e dal suo marchio omonimo, nonché alla condanna pronunciata da un tribunale di Parigi per insulti pubblici basati su razza, religione, etnia o origine. Verranno inoltre presi in esame il successivo percorso di cura dalla dipendenza da sostanze e il successivo riconoscimento pubblico delle proprie responsabilità. Piuttosto che proporre una tradizionale narrazione di caduta e redenzione, questa sezione analizzerà come memoria, esperienza, valori culturali e contesto storico ridefiniscano continuamente la ricezione dell’opera di uno stilista. I visitatori saranno invitati a riflettere sul rapporto tra eccellenza estetica, responsabilità etica e riconoscimento istituzionale.
Su queste basi si svilupperà il secondo movimento, “Horizons”, che esplorerà le fonti d’ispirazione ricorrenti del designer — tra cui storia, geografia, arte, narrazione e performance — mostrando come costruisca universi immaginari nei quali il significato nasce non da una singola fonte, ma dalle relazioni tra elementi differenti. Attraverso questa prospettiva, le collezioni di Galliano verranno presentate come atti di interpretazione creativa che ampliano le possibilità della moda quale pratica culturale e artistica.
Il terzo movimento, “Atlas of Transformation”, seguirà il processo creativo di Galliano attraverso i suoi straordinari quaderni di ricerca, schizzi, toiles, prove d’abito e capi finiti, illustrando il modo in cui i suoi mondi immaginari prendono forma materiale. Rivelando l’evoluzione dall’immagine all’oggetto, dal riferimento alla realizzazione, questa sezione offrirà uno sguardo approfondito sulla creatività, l’artigianalità, la sperimentazione e l’innovazione tecnica che costituiscono il fondamento del suo lavoro. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 01/08/2026 12:39
Ultimo aggiornamento: 01/08/2026 12:59
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