BusinessInditex prende parte a Whitecycle
Il colosso dell'abbigliamento spagnolo si unisce al consorzio di riciclo delle materie plastiche che punta a raggiungere gli obiettivi fissati dall'Ue per il 2030. Tra le 17 organizzazioni protagoniste del progetto anche Michelin, che lo coordina e Carbios
La sostenibilità si conferma un tema chiave per il futuro della moda. A dimostrarlo è la nascita di Whitecycle, un consorzio che punta a coordinare e sviluppare un'economia circolare per il riciclo di plastiche complesse a base tessile. Il progetto vede la partecipazione di 17 protagonisti, sia pubblici sia privati, operanti in Europa. Cofinanziato dal programma Horizon Europe della Commissione europea, il progetto vede al suo interno, accanto al gruppo francese Micheline a Carbios, specialista del ricilio, anche Inditex, colosso spagnolo dell'abbigliamento cui fanno capo Zara, Pull&Bear, Massimo Dutti e Bershka.
L'organizzazione punta a raggiungere gli obiettivi in materia di emissioni di Co2 fissati dall'Unione europea per il 2030. Si stima che entro la fine del decennio l'adozione di soluzioni circolari consentirà di riciclare ogni anno più di due milioni di tonnellate di Pet, la terza plastica più utilizzata al mondo, e di ridurre di due milioni di tonnellate le emissioni locali di anidride carbonica.
«I pet provenienti da pneumatici fuori uso, tubi e indumenti multistrato sono attualmente difficili da riciclare, ma questo potrebbe presto cambiare grazie ai risultati del progetto», si legge nella dichiarazione congiunta. «Le materie prime provenienti dalla lavorazione dei rifiuti pet potrebbero essere reintegrate nella creazione di prodotti ad alte prestazioni, attraverso una catena del valore circolare e praticabile».
Il consorzio ha un budget complessivo di 9,6 milioni di euro, con un finanziamento europeo vicino ai 7,1 milioni di euro e sarà coordinato da Michelin. Le aree di innovazioni di cui si occuperà il progetto toccano lo sviluppo di una tecnologia di smaltimento in grado di consolidare flussi, pretrattamenti e processi enzimatici per la decomposizione sostenibile dei materiali, la formazione di plastica simile a quella nuova tramite ripolimerizzazione di monometri riciclati e infine strumenti per la produzione e la verifica dei prodotti di nuova creazione.
Il riciclo dei materiali è diventato uno dei principali campi di indagine per l'industria tessile europea, che sogna di trovare un importante giacimento di materiali locali da sfruttare. La confederazione europea Euratex, che rappresenta l'industria tessile e dell'abbigliamento europea e il cui obiettivo principale è creare un ambiente all'interno dell'Unione favorevole alla produzione di prodotti tessili e di abbigliamento, ha annunciato in primavera la prima fase del suo progetto per gli hub europei del riciclo dei tessuti, Rehub. (riproduzione riservata)