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Il piano beauty di Luca de Meo. Gucci, potenziale da 5 miliardi

Secondo gli analisti di Barclays, la cosmesi della doppia G avrebbe margine per decuplicare il fatturato rispetto ai 500 milioni attuali. Nel piano strategico del ceo per il gruppo francese sono due i punti chiave. Piantare i primi semi nel segmento wellness e far crescere il make-up delle maison grazie al maxi accordo da 4 miliardi con L’Oréal

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Un look Gucci fall-winter 2026/27 (courtesy Gucci)
Un look Gucci fall-winter 2026/27 (courtesy Gucci)

Non c’è solo la moda nel piano strategico ReconKering di Luca de Meo. Il fatturato di Gucci beauty potrebbe arrivare a 5 miliardi di euro in dieci anni. Lo stima una ricerca di Barclays, che valuta le vendite attuali sui 500 milioni di euro. «Non stiamo dicendo che L’Oréal decuplicherà il marchio, anche se lo facesse ci vorrebbe più di un decennio. Stiamo sottolineando che lo ha già fatto in passato più i una volta», spiegano gli esperti di Barclays ricordando come vent’anni fa, al momento dell’acquisizione, Ysl beauty generasse un fatturato di circa 300 milioni di euro mentre a fine 2024 ha raggiunto i 3 miliardi, con un cagr del 15,5%. «Riteniamo che nel lungo termine il beauty Gucci abbia il potenziale per diventare più grande di Ysl, che oggi è sei volte più grande, ma c’è ancora molta strada da fare prima di poter pensare di raggiungere questo traguardo. Anche se L’Oréal riuscisse a quintuplicare il marchio, ciò aggiungerebbe comunque 2 miliardi di euro di vendite incrementali e darebbe un grande contributo al suo portafoglio di profumi. Siamo quindi ottimisti sulle prospettive future del portafoglio di profumi L’Oréal».

Nei progetti dell’amministratore delegato del gruppo francese Kering grande attenzione è stata dedicata anche al futuro del business beauty. Due gli obiettivi: far crescere più rapidamente le maison grazie alla partnership con L’Oréal e piantare i primi semi nei campi della longevity e del wellness. D’altra parte, che lo sviluppo dell’universo della bellezza fosse tra i punti chiave della strategia del top manager era risultato chiaro già lo scorso ottobre, quando ad appena un mese dal suo ingresso in azienda de Meo ha siglato un maxi accordo per la cifra record di 4 miliardi di euro con cui ha ceduto la divisione Kering beauté al colosso francese della cosmesi, compreso lo storico marchio di profumeria di alta gamma Creed e le licenze esclusive per 50 anni per la creazione, lo sviluppo e la distribuzione di fragranze e prodotti di bellezza per le maison Bottega Veneta e Balenciaga.

Luca de Meo (courtesy Kering)
Luca de Meo (courtesy Kering)

Inoltre L’Oréal, che dal 2008 gestisce già in licenza Ysl beauty, la linea cosmetica di Saint Laurent, a partire dalla scadenza a giugno 2028 dell’attuale contratto con l’americana Coty avrà il diritto di stipulare una licenza esclusiva di 50 anni per la creazione, lo sviluppo e la distribuzione di profumi e prodotti anche per Gucci beauty. «Attraverso la partnership con L’Oréal abbiamo intrapreso il percorso strategico che nel lungo termine genererà maggiore valore e ci farà crescere nel settore beauty. L’accordo posiziona le nostre maison per uno sviluppo più rapido, più ampio e di maggiore impatto rispetto a un approccio autonomo», ha affermato de Meo durante il Capital markets day andato in scena a Firenze per presentare il piano strategico di Kering. «La bellezza è un settore in cui le dimensioni, la scienza e la forza industriale determinano i vincitori. Ne è un modello comprovato Yves Saint Laurent beauty, da vent’anni gestito in licenza da L’Oréal, che genera circa 3 miliardi di euro di ricavi annuali. L’accordo ci darà accesso immediato a ricerca e sviluppo, produzione e distribuzione globale di prim’ordine e a una copertura mediatica senza pari».

Un fattore cruciale, secondo il mercato, sarà il passaggio della licenza beauty del marchio di punta Gucci da Coty a L’Oréal. Da contratto previsto nel 2028, secondo alcuni analisti potrebbe avvenire in anticipo. «Riteniamo che L’Oréal possa acquisire il brand anche prima. A novembre la ex ceo di Coty, Sue Nabi, aveva dichiarato che la società avrebbe difeso i propri diritti fino all’ultimo minuto del contratto», hanno osservato nei mesi scorsi gli esperti di Barclays. «Tuttavia, con il nuovo ceo Marcus Strobel che ha assunto la guida il 1° gennaio, sembra esserci stato un leggero cambiamento nel tono del gruppo, che ha affermato di essere disposto a un’uscita anticipata, ma presumibilmente solo se ciò creasse valore». E a febbraio Luca de Meo aveva dichiarato alla banca d’investimento durante la conference call per i risultati finanziari dell’esercizio 2026: «Continuiamo a rispettare tutti i nostri impegni e il contratto. E questa è una discussione che preferiremmo avere, direi, direttamente con Coty in uno spirito positivo». Secondo gli esperti dell’istituto, queste osservazioni implicano che «potrebbero aver luogo discussioni attive al riguardo». Ottenere la licenza con oltre due anni di anticipo comporterebbe inevitabilmente dei costi per L’Oréal, che dovrebbe valutare un valore equo. «Se ciò accadesse, anche se L’Oréal dovesse pagare, potrebbe valerne la pena dato il potenziale di crescita che vediamo per le fragranze Gucci e il modo in cui L’Oréal può rapidamente aggiungere valore», affermano gli analisti.

Alcuni prodotti di Yves Saint Laurent (ph official website)
Alcuni prodotti di Yves Saint Laurent (ph official website)

Ma i piani di de Meo per il business beauty Kering non si limitano al make-up e alle fragranze. Parte dell’accordo tra le due parti prevede infatti l’esplorazione di opportunità di sviluppo nei settori del benessere e della longevità attraverso una joint venture. «Vivere più a lungo e invecchiare meglio sono il lusso per eccellenza, le esperienze in longevity e wellness sono i settori adiacenti al lusso in più rapida crescita. Si tratta di un mercato altamente frammentato», ha proseguito il ceo durante la sua presentazione a Firenze del piano ReconKering. «Puntiamo a creare una rete di club di lusso personalizzati dedicati a questo segmento, sfruttando le competenze scientifiche di L’Oréal e la maestria di Kering nel campo delle esperienze di lusso». Un piano che prevede centri di lusso urbani e situati in hot destination, l’accesso esclusivo a prodotti, programmi personalizzati e momenti culturali, ma anche protocolli sicuri, scientificamente convalidati e comprovati. L’approccio di investimento sarà «flessibile e prudente» ha anticipato de Meo, attraverso «partecipazioni di minoranza con influenza strategica e posizioni di maggioranza», «rigore nei criteri di rendimento» e, ha concluso il manager, «piena coerenza con la nostra politica di investimento». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 13/05/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 13/05/2026 19:23
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