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Beauty

Il Medio Oriente pesa su Coty (-1%), ma il gruppo alza la guidance

Nonostante ricavi in calo a 1,28 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2026, frenati dal conflitto nell’area del Golfo, la realtà beauty registra una redditività migliore delle attese. Dopo lo stop di febbraio, il management ripristina le stime sugli utili per l’intero esercizio e accelera sulla revisione del portafoglio

di Eleonora Agus
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Un adv della fragranza Daisy di Marc Jacobs (ph Coty official website)
Un adv della fragranza Daisy di Marc Jacobs (ph Coty official website)

Coty mostra segnali di rallentamento nel terzo trimestre 2026. Nel periodo, chiuso al 31 marzo, il gruppo beauty ha registrato ricavi per 1,28 miliardi di dollari (pari a circa 1,09 miliardi di euro al cambio di oggi), in flessione dell’1% a cambi correnti e del 7% su base like-for-like. Mentre la divisione Prestige, che rappresenta il 65% del business, resta stabile, a incidere sui conti è soprattutto una svalutazione da 362,8 milioni di dollari (308,4 milioni di euro) legata al segmento Consumer beauty, che porta la perdita operativa a 372 milioni (316 milioni di euro) e quella netta a 411,4 milioni (349,3 milioni di euro). Anche la marginalità è sotto pressione, con un gross margin al 61,8%, in calo di oltre 200 punti base. Tuttavia, al netto delle componenti straordinarie, la redditività supera le previsioni grazie a un forte controllo dei costi e a una riallocazione degli investimenti verso il quarto trimestre.

Il gruppo continua a fare leva sui suoi marchi chiave, tra cui Marc Jacobs, Chloé, Burberry, Hugo Boss, Calvin Klein e Kylie cosmetics, con nuove fragranze e campagne globali. Tra gli elementi positivi, la generazione di cassa. Nei primi nove mesi l’operating cash flow sale infatti a 421,8 milioni di dollari (358,2 milioni di euro) e il free cash flow a 275,6 milioni (234 milioni di euro), nonostante il calo dei profitti. Un risultato che riflette una gestione più rigorosa del capitale circolante e degli investimenti. A gravare però ulteriormente sui conti del gruppo è la situazione geopolitica. Nel terzo trimestre le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente hanno infatti inciso per circa l’1,4% sui ricavi, con un impatto atteso tra il 2% e il 3% anche nel quarto trimestre. 

Alla luce dei risultati, per il quarto trimestre il gruppo prevede un calo dei ricavi a una cifra media, ma in miglioramento rispetto al terzo trimestre. L’ebitda adjusted dell’intero anno è atteso tra 838 e 848 milioni di dollari (tra 712 e 720,5 milioni di euro), con un utile per azione adjusted tra 0,33 e 0,35 dollari (tra 0,28 e 0,30 euro). Inoltre, dopo lo stop di febbraio il gruppo ripristina la guidance sugli utili per il 2026 grazie a una strategia di contenimento dei costi e a una maggiore disciplina operativa. Il ripristino della guidance arriva in parallelo a una revisione strategica già avviata sul business Consumer beauty, che potrebbe portare anche alla cessione di marchi come CoverGirl e Rimmel. Il gruppo ha inoltre dichiarato di essere vicino alla conclusione della valutazione del proprio portafoglio.

«Riteniamo che un’esecuzione più forte e mirata in tutto il nostro portafoglio ci consentirà di garantire una crescita coerente e redditizia, portare avanti la nostra agenda di riduzione dell’indebitamento e rafforzare ulteriormente il nostro bilancio», ha dichiarato Markus Strobel, presidente esecutivo e ceo ad interim di Coty. «Anche se ciò richiederà tempo, credo fermamente che con concentrazione e disciplina costanti, Coty sia ben posizionato per realizzare il suo pieno potenziale». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 06/05/2026 12:06
Ultimo aggiornamento: 06/05/2026 14:55
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