BeautyHi beauty, entrano trucco e skincare
Il format, partito a gennaio con le fragranze, torna in Fortezza da Basso ampliando l’offerta per intercettare nuove fasce di pubblico. Dai profumi di Ouder e Saranghaeyo alla personal care e al maquillage per gli uomini. «Il target sono i negozi fashion», dice a MFF Antonio Cristaudo, chief sales and development officer di Pitti immagine
Non solo fragranze, ma ora anche make-up e skincare. Hi beauty torna a Pitti uomo 110, ampliando la sua proposta alle categorie del trucco, in versione maschile, e dei prodotti per la cura della pelle, dopo il debutto nel segno della profumeria artistica durante l’ultima edizione invernale del salone fiorentino. In scena fino a venerdì 19 al piano attico del Padiglione centrale in Fortezza da Basso, all’interno della sezione Futuro maschile, ci sono otto brand indipendenti che rappresentano la new wave globale del profumo e della cosmesi, provenienti dall’Europa e dall’Asia. Selezionati da Pitti immagine per il loro livello di ricerca e innovazione, offrono uno spaccato sui territori meno mainstream del beauty, focalizzati sulla ricerca di qualità e narrative originali.
Si va dal francese Synesthésie al cinese Cent.pm e al coreano Saranghaeyo, passando per gli svedesi En doft e Obayaty (che declina in chiave maschile prodotti come i fondotinta) e il danese Henrik Vibskov, legato all’omonima casa di moda. Non mancano gli italiani, con le fragranze di nicchia di Ouder, che richiama nel nome l’essenza preziosa e di tendenza dell’oud, e la personal care di Höbepergh, presente sul mercato da 30 anni con soluzioni certificate frutto di ricerca e innovazione fitoterapica. Il target di riferimento sono i negozi fashion, soprattutto i concept store e i multibrand, «che rappresentano il pubblico naturale di Pitti uomo, offrendo un’alternativa a Pitti fragranze che resta una manifestazione molto verticale, frequentata soprattutto da buyer specializzati nel beauty e nella profumeria», spiega a MFF Antonio Cristaudo, direttore commerciale e sviluppo di Pitti immagine.
«A gennaio abbiamo registrato molto interesse da parte dei buyer, interessati a creare dei rapporti al di là della semplice curiosità. Per noi i numeri contano, ma ancora di più contano le relazioni e il posizionamento». La selezione di brand in scena a Hi beauty tiene conto anche delle principali evoluzioni in atto nel settore della bellezza. «Dal punto di vista geografico, il mercato asiatico si è aperto enormemente al mondo delle fragranze. In Giappone, fino a pochi anni fa, il profumo era percepito come un’invasione della sfera personale, mentre oggi nei department store e nei multibrand più interessanti le fragranze sono centrali. Anche la Cina, altro Paese un tempo difficile per la profumeria, è diventata un mercato importante», afferma Cristaudo. «L’altro grande cambiamento riguarda i consumatori più giovani. Le nuove generazioni si sono avvicinate molto di più al mondo del profumo e della skincare, scegliendo anche prodotti di fascia alta e di ricerca», prosegue il manager.
Anche il numero contenuto di espositori, rispetto alle centinaia di Fragranze, esprime il senso di un progetto che fa dell’editing coerente il suo perno. «Ogni brand deve essere inserito nel contesto giusto», sottolinea Cristaudo. «Hi beauty trova la sua collocazione ideale a Futuro maschile, perché questa è l’area più sperimentale del salone, ma ci sono marchi di fragranze molto interessanti che non inseriamo qui ma in altre sezioni più adatte al loro posizionamento stilistico». Un segnale che la bellezza, all’interno di Pitti uomo, sta acquisendo sempre più spazio e rilevanza, definendo un percorso espositivo volutamente più ricco, stratificato e ricettivo alle intersezioni tra moda, benessere e un nuovo modo di intendere il lusso. (riproduzione riservata)
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