BeautyHi beauty al debutto in Fortezza
Il format dedicato alla profumeria di nicchia porta in scena 12 maison da tutto il mondo, selezionate ad hoc per i negozi di moda. «Il progetto riflette un’esigenza del mercato», racconta a MFF Antonio Cristaudo, direttore commerciale & sviluppo di Pitti immagine

Dalla Svezia all’India, dalla Provenza alla Corea del sud, passando per l’Italia. Pitti immagine consolida il suo progetto legato alla profumeria artistica nel segno dell’apertura internazionale, e dopo Pitti fragranze vede debuttare a Pitti uomo 109 la sezione Hi beauty. Un format inedito, inserito nel percorso di Futuro maschile al piano attico del Padiglione centrale in Fortezza da basso, che porterà in scena durante il salone 12 maison de parfum indipendenti, rappresentative di una new wave che dall’Europa arriva all’Asia. «La profumeria di ricerca c’è sempre stata a Pitti uomo con proposte distribuite nel percorso», spiega a MFF Antonio Cristaudo, direttore commerciale & sviluppo di Pitti immagine. «A questa edizione però, sulla scorta dei risultati importanti raccolti da Fragranze a settembre (2.200 buyer in tre giorni, +32%, ndr), lanciamo un vero e proprio focus, recependo quel trend di mercato che vede un numero crescente di boutique, multibrand e concept store di moda interessati ai profumi, il cui ruolo è sempre più centrale nell’attirare clienti e trainare le vendite».

In questo solco, Hi beauty vede un allestimento immersivo che intercetta questa contaminazione tra generi con un’offerta dallo spiccato carattere internazionale e alternativo, «che abbandona standard tradizionali per abbracciare concetti più provocatori», e dalla forte ricerca estetica che rende conto di una selezione curata, «pensata ad hoc per i negozi di abbigliamento», sottolinea Cristaudo. Camminare tra gli stand equivale allora a compiere un viaggio intorno al mondo, alla scoperta di un settore, quello della profumeria artistica, che sembra non risentire della crisi. Secondo l’ultimo Osservatorio di Fragranze, infatti, solo in Europa i niche brand valgono 4,5 miliardi di euro, in crescita a doppia cifra nel 2024 (+10,6%) e con un outlook positivo per il 2026. Una performance giustificata in primis dall’ampliamento del pubblico, complice la migrazione dal mercato dei profumi di massa e l’interesse delle nuove generazioni, con il segmento 19-35 anni che è il più dinamico.

Da Malmö arriva Amoln, che firma candele per i palazzi reali svedesi e porta qui le sue cinque linee di profumi in flaconi disegnati da Michael Elmgreen, mentre Beautiful India è un progetto dall’anima green che utilizza 28 ingredienti da 22 Paesi. Da Grasse arrivano le fragranze di MarieJeanne firmate da Georges Maubert, quinta generazione della famiglia Robertet, mentre Sora dora affonda le radici nel Portogallo del 1920. Vengono invece dalla Corea Organ tale parfums, Pesade e Saranghaeyo, gli ultimi due distribuiti in Italia da Calé, come del resto Beautiful India. «Le aspettative sono alte, perché il progetto riflette un’esigenza del mercato. Per i marchi è l’occasione di conoscere meglio i fashion retailer, mentre per i buyer diventa un appuntamento strategico», prosegue il manager. «Se anche la profumeria rappresenta una parte residuale del loro budget, in ogni caso è una tipologia di prodotti che fa entrare i clienti in negozio, in grado di comporre un’offerta più ampia e fare da traino».

Tra le altre maison in scena ci sono la tedesca Raer scents, la francese Olivier Durbano, che si ispira alle gemme preziose, e la greca The things past, le cui creazioni citano l’effetto Proust. E ancora, le italiane Lila Franklin e Michele Marin essenza, progetto nato dall’omonimo naso con alle spalle una carriera tra cinema, teatro e opera al fianco di Zeffirelli e Bellocchio. «Hi beauty è una prima puntata», chiosa Cristaudo. «Dalle reazioni di brand e buyer valuteremo se far diventare questo focus un appuntamento fisso, una sezione del salone oppure farlo evolvere in qualcosa di diverso». (riproduzione riservata)