BeautyHarrods: «L’haircare è in crescita»
«Siamo alla ricerca di brand con una visione e un know-how distintivi», racconta a MFF Mia Collins, head of buying del department store londinese. «I profumi sono la categoria principale, ma la coiffure è in grande ascesa»

Nel cuore di Harrods, tempio londinese del lusso, il beauty è uno dei territori più strategici. «Testiamo tutto e verifichiamo che valori e ambizioni siano allineati», spiega a MFF Mia Collins, head of buying per il department store di Brompton road. Qui, dalla selezione rigorosa dei brand alle co-lab di lungo periodo, emerge un modello fondato su esclusività e ricerca, capace di ridefinire i codici beauty con un assortimento di un centinaio di referenze che anticipano i desideri. Tra maison storiche e realtà emergenti, con lo sguardo rivolto a un approccio sempre più olistico.

Entrare da Harrods è il sogno di ogni beauty brand. Come avviene la selezione?
L’obiettivo è offrire ai nostri clienti non tanto ciò che vogliono, ma ciò che ancora non sanno di desiderare. Questo significa essere sempre alla ricerca di brand con una visione e un know-how distintivi. Il nostro processo di selezione è rigoroso: testiamo tutto e verifichiamo che valori e ambizioni siano allineati.
Una collaborazione riuscita?
Nel profumo Ex nihilo, nel beauty Dior, ma lavoriamo a stretto contatto con nasi come Quentin Bisch, Jordi Fernández, Alberto Morillas e Dominique Ropion.
Come si compone l’offerta beauty di Harrods?
La profumeria è la nostra categoria principale, sia in termini di volume di business sia per numero di marchi. Make-up e skincare seguono con un peso equilibrato, mentre l’haircare rappresenta un segmento più piccolo, ma quello in più rapida crescita, sia per brand sia per performance.
Come gestite l’equilibrio tra brand storici e nuovi?
Abbiamo un centinaio di brand. Alcuni, come Bdk parfums o Marc-Antoine Barrois, compiono 10 anni e sono già affermati. Ma abbiamo anche il giovane marchio coreano BornToStandOut. Selezioniamo i brand attraverso un processo di scouting su diversi canali: network professionali, fiere, viaggi e osservazione diretta.
Quanto è importante l’esclusività per Harrods?
È fondamentale. Chiediamo spesso ai brand di sviluppare creazioni ad hoc per noi, fa parte della nostra strategia. Vogliamo offrire qualcosa che non si trova altrove e creare un vero senso di scoperta. Ma l’esclusività riguarda anche l’esperienza, quindi il servizio e l’ambiente.
Le principali tendenze beauty dei prossimi anni?
L’influenza della K-beauty è stata determinante, soprattutto in termini di formulazioni e accessibilità. Ha spinto i brand occidentali a evolvere, generando un effetto positivo sul settore. La skincare converge sempre più con il mondo scientifico, una vera e propria «medicalizzazione» del beauty, alimentata da biotech e Ai. Brand come Augustinus Bader o Medik8 sono esempi di questa evoluzione. Anche il tema della longevity è centrale, ma spesso è utilizzato in modo improprio: non riguarda solo il benessere, ma processi cellulari più profondi. Cosmetici, wellness e integratori alimentari disegnano una visione olistica del beauty. Infine, i capelli sono una delle categorie davvero più promettenti, trainata dallo sviluppo dello scalp care e da un approccio integrato dei trattamenti. (riproduzione riservata)
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- Quali sono le principali aziende quotate nel settore dell'haircare, e come si confrontano i loro andamenti?
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