BusinessHarmont & Blaine mira a Medio Oriente e India
Il marchio consolida lo sviluppo internazionale puntando su wholesale e digitale. «Ci aspettiamo una chiusura d’esercizio positiva e un recupero molto importante dell’ebitda», spiega a MFF il direttore generale Daniele Ondeggia
Il 2026 è l’anno dell’accelerazione per Harmont & Blaine. A metà percorso, il marchio del bassotto conferma di essere in linea con gli obiettivi delineati a inizio anno. A fare il punto è il direttore generale Daniele Ondeggia, che evidenzia i progressi compiuti sul fronte dello sviluppo internazionale, del wholesale e della trasformazione digitale. «Siamo molto avanti rispetto alle progettualità che avevamo definito e personalmente sono molto soddisfatto del lavoro che stiamo portando avanti», racconta il manager a MFF. Tra i principali driver di crescita figura il canale wholesale, che già dalle collezioni primavera-estate 2026 ha consentito all’azienda di aprire nuovi mercati e rafforzare la presenza internazionale. In India il marchio ha siglato una partnership con uno dei più importanti operatori retail del paese ed è già presente all’interno della catena Collective, considerata un punto di partenza per un piano di sviluppo di lungo periodo.
Parallelamente, dalla stagione primavera-estate 2027 è stata avviata una nuova collaborazione in Medio Oriente con uno dei principali player dell’area. Un accordo che prevede un piano quinquennale per l’apertura di circa 40 store nella regione. «Oggi il Medio Oriente pesa ancora soltanto per l’1-2% del nostro fatturato, ma rappresenta una delle aree con il maggiore potenziale di crescita». Anche gli Stati Uniti restano una priorità strategica per il marchio. Dopo l’apertura del flagship al Brickell city center di Miami, Harmont & Blaine ha avviato una partnership che punta a rafforzare la distribuzione wholesale attraverso department store e retailer multimarca.
L’obiettivo è valorizzare ulteriormente il canale digitale, in un mercato che rappresenta già il secondo bacino di riferimento per l’e-commerce. Proprio il digitale costituisce uno dei pilastri della nuova fase di sviluppo. L’azienda sta infatti internalizzando la gestione dell’e-commerce per accelerare l’integrazione tra vendita online, crm e rete retail fisica. «Vogliamo migliorare la customer experience e conoscere meglio il nostro cliente, accompagnandolo lungo tutto il percorso di relazione con il brand», afferma il manager. Per il 2026 la previsione è quella di un fatturato stabile rispetto all’esercizio precedente, nonostante i segnali positivi registrati dalle vendite della stagione primavera-estate 2026. «Prevediamo una chiusura d’esercizio positiva e un recupero molto importante dell’ebitda», conclude Ondeggia. (riproduzione riservata)
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