BusinessGlobal fashion summit, Bottega veneta svela un progetto di resale
«La sostenibilità è il punto d'incontro tra responsabilità etica e innovazione», ha detto Leo Rongone, ceo della maison di Kering. Che ha annunciato il lancio di Bottega series, un servizio web per acquistare modelli rivisitati di intrecciato provenienti dagli archivi aziendali
La durabilità e la valorizzazione dell’unicità come valori alla base del vero lusso. Sono i temi che hanno orientato la seconda giornata del Global fashion summit 2022 a Copenaghen, l’appuntamento di Global fashion agenda che ha visto protagonista Leo Rongone, ceo di Bottega veneta. «La sostenibilità è il punto d’incontro tra responsabilità etica e innovazione. Non abbiamo intenzione d’inseguire i trend, preferiamo l’approccio qualitativo e progettiamo capi e prodotti unici nel loro genere, che diventino parte del guardaroba. È questa l’essenza del marchio», ha spiegato l’ad.
L’eccellenza artigianale e la durata dei beni nel tempo, unitamente alla supply chain controllata, sono ciò che sempre più sembra caratterizzare un prodotto di lusso. Un approccio evidente anche nel progetto di resale Bottega series, svelato da Rongone sul palco danese. «Sono lieto di annunciare il lancio di una nuova iniziativa di resale online sul nostro sito, dove si potranno acquistare modelli rivisitati dell’intrecciato provenienti dagli archivi », ha detto.
Parte del Dna della maison, la sostenibilità si rivela essere anche il driver degli Esg aziendali. Nel 2013, Villa Schroeder-Da Porto, poco distante da Vicenza, in Veneto, è diventata la sede produttiva di Bottega veneta, che ha ottenuto la certificazione Leed livello platino, primo brand del lusso a vedersi riconosciuto un’attestazione globale relativa al raggiungimento di sostenibilità e leadership per le sedi di aziende e uffici efficienti, a basso consumo di carbonio e basso costo energetico. L’edificio comprende l’atelier, gli uffici direzionali e amministrativi, il deposito di pelli preziose, l’archivio di 5 mila borse, un museo, un ristorante e una scuola di artigianato.
«L’impegno di Kering nel campo della sostenibilità nasce da una profonda convinzione ed è fonte d’ispirazione e innovazione che parte direttamente da François-Henri Pinault (ceo del gruppo, ndr)», ha detto Marie-Claire Daveu, chief sustainability officer del colosso del lusso di cui Bottega veneta fa parte. «Gli obiettivi della nostra sustainability strategy al 2025 rappresentano altrettante opportunità di creare valore per il gruppo e la community. Siamo un team di 50 persone impegnate in questo percorso e da quando sono arrivata in azienda nel 2012 mi è stato chiaro che lusso ed etica sono le priorità per un futuro prospero», ha aggiunto. «Il know-how aziendale porta con sé anche abilità, gesti e ricordi pieni di storia e patrimonio culturale», ha concluso Leo Rongone. (riproduzione riservata)