CultureGalib Gassanoff: «Con Institution esploro i saperi artigianali in via di scomparsa»
«Piuttosto che presentare un unico punto di vista culturale, il brand abbraccia l’ibridazione», racconta a MFF-Magazine For Fashion 127 il founder del progetto in lizza per l’Lvmh prize 2026. «Lo considero una struttura fluida, aperta a moda, ricerca, arte e artigianato»
Georgiano di origini azere, cresciuto a Tbilisi e formatosi a Milano, Galib Gassanoff ha fatto di Institution la naturale evoluzione del melting pot che respira fin da piccolo. Più che un fashion brand, una piattaforma profondamente personale ma spalancata sul mondo. Permeabile alle influenze, alla sperimentazione. Un «progetto collettivo», per dirla con le parole del designer, classe 1994, già co-founder di Act n°1. «Più che stabilire un confine rigido, lo considero una struttura fluida», spiega a MFF-Magazine For Fashion, lo sguardo gentile e il senso di cura che abita ogni parola. «La moda è uno dei principali output, ma il progetto si estende a ricerca, artigianato, arte e al dialogo con altre discipline e persone». Già semifinalista dell’Lvmh prize 2026, Gassanoff ha portato alla Milano fashion week una collezione intessuta di riferimenti alla sua Borchaly, la regione del Caucaso dov’è cresciuto. Tra pezzi scultorei in filati di lana, cashmere e yak e capi statement simili a tappeti, annodati a mano da tessitori azeri. Dove ogni filo è al contempo memoria e passione.
La sua identità personale è attraversata da culture diverse. Come si riflette questa stratificazione nello storytelling di Institution?
Crescere tra contesti culturali differenti e parlare sei lingue ha creato in me una prospettiva stratificata, in cui tradizioni, estetiche e modi di pensare interagiscono. Piuttosto che presentare un unico punto di vista culturale, il brand abbraccia l’ibridazione.
Definisce Institution come un progetto socio-artistico che va oltre la moda.
Più che stabilire un confine rigido, lo considero una struttura fluida. La moda è uno dei principali output, ma il progetto si estende a ricerca, artigianato, arte e al dialogo con altre discipline e persone. In questo senso diventa naturalmente qualcosa di collettivo.
Il concetto di «istituzione» implica permanenza e continuità, mentre la moda è legata alla stagionalità. Come concilia queste due dimensioni opposte?
Vedo la moda come un mezzo espressivo, più che come qualcosa di puramente stagionale che risponde al ritmo dell’industria. In tal senso, il lavoro riguarda meno l’effimero e più la creazione di continuità attraverso idee e pratiche. Anche se il format segue momenti stagionali, l’intenzione è quella di costruire una narrazione più lunga.
Ha vinto il Cnmi fashion trust grant e lo Zalando visionary award, poi il suo nome è entrato nella rosa dell’Lvmh prize. In che modo questi riconoscimenti internazionali stanno influenzando l’evoluzione del progetto?
Il progetto è sempre stato radicato nell’esplorazione culturale e nel lavoro con forme di artigianato in via di scomparsa. Questi riconoscimenti aprono nuove opportunità, ma portano anche un maggiore dovere di continuare a sostenere queste pratiche. Questi momenti non sono solo traguardi, ma strumenti per crescere e collaborare con più persone.
Institution è nato nel 2024 come spazio di riflessione culturale e collaborazione. Quali sono le comunità, reali o simboliche, con cui dialoga più profondamente?
Collaboriamo in particolare con artigiani azeri della mia regione natale in Georgia, Kvemo Kartli. Oltre a queste comunità reali, esiste anche una connessione simbolica con chiunque sia interessato alla continuità culturale, alla sperimentazione e al dialogo fra tradizione e pratica contemporanea. È una rete costruita tanto sulle idee quanto sulle persone.
Come immagina l’evoluzione del brand nei prossimi anni?
Nei prossimi anni il mio desiderio è di ampliare le collaborazioni tra discipline e sostenere un numero maggiore di pratiche artigianali, non soltanto nel Caucaso ma anche in altre regioni del mondo. L’obiettivo è far crescere il brand non solo in termini di diffusione ma soprattutto di profondità, creando lavori che siano significativi, sperimentali e duraturi. (riproduzione riservata)
- Genera un report programmato per monitorare le tendenze emergenti nel settore della moda sostenibile e dell'artigianato tradizionale.
- Quali sono le principali sfide e opportunità per i brand che integrano l'artigianato tradizionale nelle loro collezioni, con focus sul settore del lusso?
- Quali sono le iniziative di altre case di moda volte a preservare e valorizzare l'artigianato locale?