BeautyFrancis Kurkdjian cresce tra profumi e un documentario
Il creatore francese lancerà una nuova fragranza all’oud a settembre e porterà a Shanghai il docufilm sulla sua maison. Mentre celebra 25 anni del su misura

Un nuovo lancio della collezione Oud in programma per settembre e, nello stesso mese, il debutto a Shanghai del documentario Icon(s): Maison Francis Kurkdjian, che racconta la genesi della fragranza Baccarat rouge 540 e dell’installazione multisensoriale «L’alchimie de sens», svelata l’anno scorso a Parigi. Sono alcuni dei progetti a cui sta lavorando Francis Kurkdjian, da 30 anni maître parfumeur tra i più apprezzati del settore e dalle case di moda, tanto che Dior l’ha voluto nel 2021 come direttore creativo delle fragranze. Ma è con la sua maison, nata nel 2009 e dal 2017 partecipata da Lvmh con una quota di maggioranza del 70%, che si è ricavato un proprio spazio per sperimentare e andare oltre le tendenze, come ha raccontato a MFF in occasione della prima milanese del film, ora disponibile su Prime video.
Che effetto le fa sapere che la sua maison fa parte della serie di documentari Icon(s), dedicata ai brand che hanno contribuito a ridefinire il patrimonio culturale con le loro creazioni?
Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto negli ultimi 18 anni. Ormai siamo adulti. Il tempo vola, ma mi ricorda anche che per diventare un’icona ci vuole tempo.

C’è una tendenza nella profumeria che trova interessante oggi?
Mi colpisce molto che i giovani uomini si interessino sempre di più di profumeria. Oggi si afferma la propria mascolinità anche attraverso il profumo e per me è qualcosa di davvero nuovo rispetto al passato.
Questo fenomeno la sta influenzando nel processo creativo?
Da tre o quattro anni sto riflettendo proprio su questo, mi chiedo: cos’è oggi un profumo maschile? Parlo con storici, giornalisti, artisti per capire come definiscono la mascolinità. Ho già un’idea sul nome che potrebbe avere…

Nome che per lei è l’inizio di tutto.
Nei brand che non hanno un profumiere interno, di solito è il team marketing che decide il nome delle fragranze sulla base delle preferenze dei consumatori. Vent’anni fa ho deciso che era il momento di lasciare quel modo di lavorare. Perché credo davvero che un profumo e il suo nome siano inseparabili.
L’anno scorso ha lanciato un’edizione limitata di Baccarat rouge 540 al prezzo di 28 mila dollari. Qual è la sua definizione di lusso in profumeria?
Per me riguarda la qualità. Del prodotto, del flacone, del servizio e del rapporto con i clienti. Anche il tono di voce con cui comunichi, gli eventi che organizzi, il modo in cui ti comporti. Questo è il lusso.

A quali progetti sta lavorando oggi?
A settembre porteremo il documentario a Shanghai, abbiamo una partnership con una piattaforma locale che seguirà la distribuzione. Inoltre, amplieremo la collezione Oud con la nuova fragranza Oud velvet mood. Nel frattempo, portiamo avanti il Jardin du parfumeur a Versailles (una vetrina per diverse centinaia di piante e fiori nella tenuta del Trianon, che permette di far conoscere la storia del profumo alla reggia francese, ndr). L’abbiamo inaugurato nel 2023 e ogni anno cerchiamo di sviluppare un nuovo tema, come l’osservatorio della biodiversità appena lanciato. Quest’anno celebriamo anche il 25° anniversario della creazione dei profumi su misura. Oggi forse è una tendenza, ma per me è semplicemente una cosa che faccio da prima di fondare la mia maison. Alcuni dei primi clienti sono ancora con noi, li ho invitati a una cena a Versailles per celebrare questo traguardo. (riproduzione riservata)
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