CultureFondazione fiera Milano svela il suo archivio storico
All’Adi design museum una mostra digitale ripercorre oltre un secolo di innovazione, impresa e cultura produttiva italiana. L’operazione prepara il terreno alla giornata del Made in Italy del 15 aprile
Milano si conferma ancora una volta crocevia culturale. A partire da domani, sabato 21 marzo, l’Adi design museum apre le porte a «Fiera Milano motore del Made in Italy», la mostra promossa da Fondazione fiera Milano che per la prima volta rende accessibile al pubblico una selezione del proprio archivio storico in chiave digitale. L’esposizione si inserisce nel percorso di avvicinamento alla Giornata nazionale del Made in Italy del prossimo 15 aprile, sottolineando il ruolo strategico che Milano e il sistema fieristico hanno avuto nel costruire e diffondere l’identità produttiva italiana nel mondo.
«La Fiera di Milano è da oltre un secolo uno dei luoghi in cui l’Italia mostra al mondo la propria capacità produttiva», ha dichiarato Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione fiera Milano. «Nei suoi padiglioni imprese, innovazione e creatività si incontrano contribuendo a costruire l’identità del Made in Italy. Con questa mostra apriamo al pubblico una parte del patrimonio custodito nel nostro archivio storico, restituendo alla città di Milano e al Paese documenti che raccontano come la fiera abbia accompagnato lo sviluppo industriale, culturale e sociale italiano. Bisogna sempre preservare e valorizzare la nostra identità culturale che rappresenta l’essenza fondante del Made in Italy».
Il percorso espositivo si sviluppa come una timeline che prende avvio dalla prima Campionaria del 1920, quando lungo i bastioni di Porta Venezia si accende una vetrina destinata a diventare internazionale. Dagli anni Trenta, con i manifesti che celebrano il progresso e i primi prototipi automobilistici, fino alla resilienza del dopoguerra, quando la Fiera ospita persino la stagione del Teatro alla Scala. Il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta segna una svolta. Elettrodomestici, nuovi materiali, televisione e infrastrutture urbane diventano protagonisti di un’Italia proiettata verso la modernità. Tra le icone esposte, la Fiat Balilla e il Moplen, il polipropilene sviluppato da Giulio Natta, testimoniano come l’innovazione industriale si sia tradotta in oggetti e simboli destinati a entrare nella vita quotidiana.
Alla base della mostra, visitabile fino al 15 aprile, un lavoro di valorizzazione che riguarda oltre un chilometro lineare di documenti conservati nell’archivio storico di Fondazione fiera Milano, tra fotografie, cataloghi, filmati e materiali grafici che raccontano l’evoluzione della società italiana nel Novecento. (riproduzione riservata)
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