CultureFondazione Dries Van Noten, mostra inaugurale ad aprile a Venezia
La rassegna «The only true protest is beauty», curata dallo stilista con Geert Bruloot, riunisce oltre 200 opere tra moda, arte e design in venti stanze, con silhouette di Christian Lacroix e Comme des garçons accanto a lavori di artisti e designer internazionali. E si terrà dal 25 aprile al 4 ottobre negli spazi di Palazzo Pisani Moretta
Fondazione Dries Van Noten inaugura la presentazione «The only true protest is beauty», ospitata negli spazi di Palazzo Pisani Moretta, sul Canal Grande di Venezia, dal 25 aprile al 4 ottobre 2026. Il titolo prende ispirazione da un verso del cantautore e attivista statunitense Phil Ochs «In such ugly times, the only true protest is beauty», e diventa il punto di partenza di una riflessione sul ruolo della bellezza nel mondo contemporaneo. Curata dallo stesso Dries Van Noten insieme a Geert Bruloot, la rassegna si sviluppa tra il piano terra e i due livelli del piano nobile, per un totale di venti stanze. Al loro interno, oltre duecento opere firmate da talenti affermati ed emergenti dialogano con l’architettura e la storia del palazzo.
La moda è il fil rouge dell’intera presentazione. Quindici silhouette di Christian Lacroix si affiancano alle silhouette d’archivio di Rei Kawakubo per Comme des garçons. Il dialogo si estende anche a una nuova generazione di creativi, tra cui il designer palestinese Ayham Hassan, la cui ricerca è strettamente influenzata dall’esperienza di vita in Cisgiordania.
L’interazione tra opere e architettura emerge già all’ingresso. Nel portego al piano terra, una scultura enigmatica di Peter Buggenhout introduce il visitatore in un universo sospeso tra contemplazione e inquietudine. Al primo piano, sotto l’affresco settecentesco La vittoria della luce sulle tenebre di Guarana, le fotografie di Steven Shearer dialogano con i gioielli memento mori di Codognato e con creazioni couture di Christian Lacroix e Comme des garçons. La natura stessa diventa parte della narrazione. I vasi di Isaac Monté, formati attraverso depositi minerali, e le opere Tube de trichoptère di Hubert Duprat, in cui insetti costruiscono le proprie corazze utilizzando oro, perle e diamanti.
«Ci interessa la bellezza non come risposta, ma come domanda», affermano i fondatori Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe. «Non è una fuga dalla realtà, ma un modo per confrontarsi con essa. Quando la bellezza lascia spazio ad ambiguità, lentezza e contraddizione, quando turba invece di risolvere, allora diventa una forma sottile di protesta. Questa presentazione è un invito a guardare più a lungo, ad accogliere l’incertezza e a riconoscere il fare come un atto profondamente umano, in cui concetto e artigianato si incontrano, portando con sé la cultura e la memoria delle mani». A completare il percorso, oltre venti video offrono uno sguardo sui processi creativi e sulle riflessioni degli autori. L’accesso alla presentazione avverrà esclusivamente tramite il programma di affiliazione Become a friend, con una Friend card valida fino ad aprile 2027 che permetterà di visitare la mostra e partecipare ad eventi futuri della Fondazione. (riproduzione riservata)
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