skin track
Business

Federmoda Italia, un patto per la filiera

L’associazione che rappresenta 35 mila store multibrand ha gettato anche le basi con la Fédération nationale de l’habillement francese per promuovere una collaborazione europea

di Matteo Minà (Firenze)
Leggi dopo
tempo di lettura
Giulio Felloni (courtesy Federazione moda Italia-Confcommercio)
Giulio Felloni (courtesy Federazione moda Italia-Confcommercio)

Federazione moda Italia-Confcommercio lancia un appello da Pitti immagine uomo 110 per un patto tra produzione e negozi per salvaguardare la filiera. Ma non solo. Sempre nell’incontro di ieri in Fortezza da Basso a Firenze, dal titolo «Nuovi equilibri tra produzione e negozi di moda: strategie per un futuro sostenibile», l’associazione che rappresenta oltre 35 mila multimarca con più di 110 mila addetti ha gettato le basi per un accordo con la Fédération nationale de l’habillement francese per arrivare a una collaborazione a livello europeo.

«Lanciamo un patto tra noi e i brand fornitori per ridisegnare il rapporto tra produzione e distribuzione, rafforzare la sostenibilità economica della filiera italiana e costruire un nuovo modello di stretta collaborazione capace di valorizzare il ruolo dei negozi di moda. Vogliamo dimostrare che esiste una strada capace di coniugare gli interessi della produzione e quelli del retail», ha spiegato a MFF Giulio Felloni, presidente di Federmoda Italia. «Vogliamo promuovere un ragionamento etico con un impegno da entrambe le parti. Noi negozianti garantiamo comportamenti corretti, rispetto dei pagamenti e delle scontistiche. Inoltre, vogliamo che questo patto sia in primis con i consumatori e con la politica». L’imprenditore ha poi aggiunto: «Ci piace che questo appello parta da Pitti uomo, la casa del retail e della produzione e coinvolgendo anche tre marchi che noi chiamiamo illuminati per i rapporti con noi multibrand come Caruso, Calabrese 1924 e Berwich».

Felloni ha poi spiegato il senso dell’accordo che dovrebbe nascere con la Francia. «I francesi hanno accettato il nostro invito e siamo molto contenti. Alla Francia per esempio ci accomuna una battaglia contro l’ultra fast fashion. Ma la sinergia deve essere a livello europeo e per questo pensiamo già a un incontro con le altre federazioni, ci auguriamo già nei primi mesi del 2027. Del resto, i numeri lo dimostrano, con 5,9 miliardi di pacchi di ultra fast fashion arrivati in Europa nel 2025, in aumento rispetto ai 4,6 miliardi del 2024». Gli ha fatto eco Pierre Talamon, presidente della Federazione francese che raggruppa 30 mila boutique per 64 mila addetti. «Da diverso tempo cerchiamo una sponda in Italia per affrontare insieme i problemi comuni e soprattutto essere uniti contro il fast fashion». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 17/06/2026 19:00
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso