CultureFamily business con Andrea Rosso e Fabiola Di Virgilio
«La moda è l’architettura di questo progetto, è legata al design», raccontano a MFF-Magazine For Fashion i co-founder del brand multidisciplinare Redduo, coppia sul lavoro e nella vita. «In futuro, ci vediamo a lavorare per progetti hospitality, wellness e retail»
È sotto il segno della moda che nasce Redduo studio, frutto dell’incontro tra Andrea Rosso e Fabiola di Virgilio. Coppia nella vita e sul lavoro, hanno fondato nel 2020 il brand di interior design nel cui nome si intrecciano i rispettivi background. Primo sostenitore è stato nientemeno che Renzo Rosso, padre di Andrea e patron del gruppo del lusso Otb-Only the brave, che ha commissionato alla coppia la Diesel farm e il restyling del Pelican hotel a Miami. «La moda è l’architettura di questo progetto, è legata al design», raccontano i co-founder a MFF-Magazine For Fashion.
Come e quando avete capito che oltre a essere una coppia nella vita potevate diventarlo anche nel lavoro?
Andrea Rosso e Fabiola di Virgilio. È stato tra Bassano del Grappa e Milano. All’inizio non passavamo molto tempo insieme, ma ci siamo scambiati tante foto. Attraverso quegli scatti abbiamo capito che c’era qualcosa che ci univa nel linguaggio visivo, un th«red» lo chiamiamo.
Com’è nata l’idea di Redduo?
A.R. e F.d.V. Eravamo a Favignana, avevamo condiviso così tanto che a un certo punto ci siamo detti perché non fare qualcosa insieme, provando a racchiudere tutte quelle percezioni visive così belle. Quel pensiero, poi, si è trasformato in un vero e proprio brand.
Da dove deriva il nome del marchio?
F.d.V. Red perché è il cognome di Andrea, mentre io avevo un giornale che si chiamava Red milk. Duo, perché siamo una coppia.
Com’è lavorare insieme?
A.R. Non lavoriamo nella stessa sede, ma ci scambiamo tanti messaggi e foto. Se stessimo sempre insieme finiremmo per discutere (ride).
F.d.V. Non c’è decisione che prendiamo separatamente. Il nostro scambio è a distanza, ma è efficace e in un certo senso «ravvicinato».
Avere entrambi un background nel mondo della moda vi ha aiutato a sviluppare una visione comune?
A.R. e F.d.V. Sì, abbiamo trasmesso qualcosa di diverso all’interior design e questo ci ha differenziato. Questo settore è più cauto, la durabilità dei prodotti è fondamentale. La moda, invece, è più stagionale. Questa «lentezza» ci ha portato esattamente dove siamo oggi.
È stato un passaggio dalla moda al design oppure un percorso che ha unito entrambe le cose?
A.R. La moda è una materia diversa, al suo interno ci sono articolazioni come pattern e colori che offrono una visione differente. È affascinante vedere come tipologie di tessuto possano ispirare materiali diversi. È un bel punto d’incontro tra moda e design.
F.d.V. È stata un’evoluzione. Per Andrea è stato ancora più spontaneo per via di Diesel living, ma anche per me con il percorso da art director.
Avete lanciato anche una capsule di pigiami…
A.R. e F.d.V. Proprio perché veniamo dalla moda sentivamo la necessità di creare un abbigliamento per la casa. Quando abbiamo ospiti ci piace indossare una sorta di uniforme che porti un senso di ritualità in casa.
Altri progetti legati al fashion?
F.d.V. Siamo concentrati sul design, ma nel nostro Dna c’è anche la moda. Questi due ambiti si intrecceranno sempre di più attraverso dei progetti che abbiamo in programma con alcune maison.
Con Diesel farm avete unito due realtà che sono famiglia.
A.R. Non è semplice tradurre quello che mio padre (Renzo Rosso, ndr) desidera, ma è stato divertente riuscire a interpretare le sue idee mantenendo un ambiente che rifletta anche Redduo.
F.d.V. La prima persona che ha creduto in noi è stata Renzo, che ci ha commissionato la Diesel farm e il restyling del Pelican hotel a Miami. Da lì ci siamo evoluti con la nostra estetica, ma iniziare con un interlocutore cosi forte è stata un’esperienza importante.
Il legame con la moda si interromperà mai?
A.R. No, la moda è l’architettura di questo progetto, è legata al design.
Dove vi vedete tra cinque anni?
A.R. e F.d.V. Ci vediamo a lavorare per progetti hospitality, wellness e retail. Ci stimola la parte emotiva del design. A livello personale, stiamo cercando un connubio tra mare e montagna. (riproduzione riservata)
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