skin track
Beauty

Estée Lauder al bivio tra fusione con Puig e rilancio

Secondo BofA, il gruppo cosmetico potrebbe beneficiare della ripresa della Cina, del recupero del travel retail in Asia e del miglioramento dei margini. Ma il mercato sottovaluta il potenziale industriale del deal con il gruppo spagnolo

di Eleonora Agus
Leggi dopo
tempo di lettura
Una campagna Estée Lauder (ph official website)
Una campagna Estée Lauder (ph official website)

Estée Lauder al bivio. Dopo anni di pressione tra rallentamento cinese, travel retail in crisi e compressione dei margini, il gigante beauty si ritrova oggi a un punto di svolta strategico. Secondo gli analisti di BofA-Bank of America, il gruppo potrebbe inaugurare una nuova fase di crescita sia attraverso la fusione con Puig, sia tramite un percorso di rilancio autonomo fondato sul piano Beauty reimagined. La banca d’investimento ha ribadito il rating buy sul titolo, con un prezzo obiettivo di 120 dollari (circa 102,3 euro), che implica un potenziale di guadagno vicino al 40% rispetto agli 86 dollari (73,3 euro) attuali. Il mercato continua a interrogarsi sulla possibile fusione tra Estée Lauder e Puig, dopo che i due gruppi hanno confermato colloqui preliminari senza tuttavia fornire ulteriori dettagli ufficiali. Secondo indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, Estée Lauder avrebbe valutato un’offerta di 18-19 euro per azione per Puig, con un mix di equity e debito che vedrebbero Estée Lauder impegnata a reperire fino a 5 miliardi di euro di finanziamento.

Per BofA, la fusione darebbe vita al secondo player beauty quotato al mondo per ricavi, con un fatturato pro-forma superiore a 21 miliardi di dollari (17,9 miliardi di euro). Secondo le stime della banca, l’operazione porterebbe ad un accrescimento dell’eps compreso tra il 19% e il 23%. Nonostante le perplessità iniziali degli investitori, il titolo ha perso circa il 15% nei giorni successivi alla conferma delle trattative, portando gli analisti a ritenere che il mercato stia sottovalutando il potenziale industriale della fusione.

Anche nello scenario «no deal» fotografato dalla banca d’investimento americana, il sentiment su Estée Lauder resta costruttivo. I risultati registrati dal gruppo nel terzo trimestre 2026 hanno mostrato segnali di netta accelerazione. L’utile operativo adjusted è salito del 38% a 557 milioni di dollari (474,9 milioni di euro), mentre l’eps adjusted trimestrale ha battuto il consensus del 41%. A sostenere il recupero sono soprattutto il piano di efficienza Prgp-Profit recovery growth plan, la ripresa della Cina continentale (+6%), il miglioramento del travel retail asiatico e una disciplina più rigorosa sui costi operativi.

BofA ha quindi alzato le stime sull’eps, che è ora previsto a 2,51 dollari nel fiscal year 2026, 3,35 dollari nel 2027 e 4,05 dollari nel 2028. Inoltre, secondo quanto riportato dal report, il titolo Estée Lauder tratta oggi a circa 2,3 volte l’EV/Sales, contro oltre 4 volte di L’Oréal. Dopo aver perso circa l’80% dai massimi storici, Estée Lauder potrebbe quindi trovarsi davanti a una nuova fase della propria storia, che passi o meno da Puig. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 13/05/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 14/05/2026 10:44
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso