BeautyEstée Lauder accelera sulla vendita di Too faced, Smashbox e Dr. Jart
Il gruppo sarebbe sempre più vicino alla cessione dei tre brand poco performanti del suo portafoglio. Dopo l’arrivo delle offerte finali, il processo potrebbe chiudersi nel giro di poche settimane
Estée Lauder accelera sulla cessione dei brand Too faced, Smashbox e Dr. Jart. Come anticipato da MFF, il colosso beauty americano aveva inizialmente messo sul mercato i tre marchi, tra i meno performanti del suo portafoglio, in un pacchetto unico proposto a potenziali acquirenti, principalmente società di private equity, il cui prezzo era stato stimato nell’ordine delle nove cifre. La strategia sarebbe però poi cambiata, con Too faced e Smashbox, entrambi brand di make-up, che sarebbero stati offerti in blocco, mentre la label coreana di skincare Dr. Jart sarebbe stata presentata separatamente.
Ora, secondo quanto riportato da fonti finanziarie, sarebbero arrivate le offerte finali per tutti e tre, con un processo che potrebbe chiudersi nel giro di poche settimane. Infatti, almeno un potenziale acquirente avrebbe valutato l’acquisizione di tutti e tre i marchi, mentre altri soggetti si sarebbero concentrati sui brand di make-up. Alcuni player avrebbero invece manifestato interesse solo per Dr. Jart. L’eventaule cessione si inserisce nel piano strategico di rilancio di Estée Lauder, denominato «Beauty reimagined», avviato nel 2025 dal ceo Stéphane de La Faverie per tornare a conquistare un posto rilevante nel panorama della cosmesi mondiale.
Un progetto in cui non è marginale la trattativa che vede coinvolti il gruppo a stelle e strisce e il colosso europeo Puig per un’eventuale fusione. L’operazione darebbe vita a un nuovo polo beauty con vendite combinate stimate superiori a 20 miliardi di dollari (18,04 miliardi di euro al cambio corrente), che ne farebbe il maggior player mondiale nel segmento premium. E secondo una recente analisi di BofA-Bank of America, dopo aver perso circa l’80% dai massimi storici, Estée Lauder potrebbe trovarsi di fronte a una nuova fase di crescita sia attraverso l’integrazione con Puig, sia tramite il percorso di rilancio autonomo fondato sul piano «Beauty reimagined». (riproduzione riservata)
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- Esistono altri esempi di aziende del settore cosmetico che hanno attuato piani di rilancio tramite cessioni di brand?