BeautyEstée Lauder accelera in India e acquisisce Forest essentials
Dopo un primo investimento di minoranza nel 2008, il colosso americano del beauty completa l’incorporazione del marchio ayurvedico fondato da Mira Kulkarni. Che diventa la prima operazione di M&A conclusa nel segno del piano di rilancio sotto la guida del ceo Stéphane de La Faverie
Estée Lauder scommette sull’India. Il gruppo beauty americano ha siglato l’acquisizione del marchio di skincare ayurvedico di lusso Forest essentials, in quella che segna anche la prima operazione di M&A sotto la guida dell’amministratore delegato Stéphane de La Faverie. Il gruppo americano aveva già messo un piede nella società nel 2008 con una partecipazione di minoranza, rafforzata nel 2020 fino al 49%. Ma ora che il mercato del beauty indiano corre con valore previsto di 33-34 miliardi di dollari (pari 28-29 miliardi di euro al cambio di oggi) entro il 2025-2028, e anche competitor come L’Oréal aumentano il presidio in India, è arrivato lo step finale.
Da oggi la società si è assicurata il controllo pieno di uno dei brand simbolo della cosmetica indiana, fondato nel 2000 da Mira Kulkarni. Il marchio, noto per la sua estetica opulenta e per la sintesi tra scienza cosmetica e tradizione ayurvedica, continuerà a operare da New Delhi sotto la guida della fondatrice. I numeri spiegano perché l’operazione interessa Wall street. Stando a quanto riportato dalla stampa internazionale, nel 2025 Forest essentials ha registrato ricavi per 5,8 miliardi di rupie (circa 54 milioni di euro) e un ebitda vicino ai 2,8 miliardi di rupie (27 milioni di euro), secondo i dati del Ministero degli affari societari indiano. Una redditività rara per un marchio di dimensioni relativamente contenute ma con un posizionamento ultra-premium.
Il brand conta circa 200 boutique monomarca, una presenza capillare nell’hôtellerie di lusso e un mercato quasi interamente concentrato in India. Paese che rappresenta una porta d’ingresso privilegiata in un mercato dove il gruppo già distribuisce 14 marchi, tra cui Mac e Clinique. «Saremo in grado di rafforzare e consolidare il posizionamento di Forest essentials in India, ma allo stesso tempo di utilizzare la scala commerciale e operativa di questa storica azienda per portare l’ayurveda sulla scena globale», ha dichiarato de La Faverie. Una visione condivisa dalla stessa Kulkarni.
L’operazione ricalca il modello già adottato con Deciem, controllante di The ordinary. Prima una partecipazione nel 2017, poi la maggioranza nel 2021 e infine l’integrazione completa nel gruppo. Un metodo che consente alla società di avvicinarsi ai marchi indipendenti, prima di inglobarli definitivamente, e che negli ultimi anni ha dato risultati migliori rispetto alle acquisizioni più datate come Smashbox, Dr. Jart o Too faced, ora in fase di cessione con proposte a potenziali acquirenti in un pacchetto a nove cifre. Più convincenti invece le scommesse su marchi guidati dai fondatori come Le labo e lo stesso Deciem, entrambi citati nell’ultima trimestrale come driver di crescita.
Non a caso de La Faverie ha scelto di far riportare direttamente a sé i vertici di queste realtà, bypassando la tradizionale struttura per categorie del gruppo. E lo stesso schema verrà adottato anche per Forest essentials e per la sua fondatrice. La mossa arriva mentre Estée Lauder cerca di accelerare il proprio turnaround. Che dopo mesi difficili, ha inaugurato l’anno con vendite in ripresa in Cina, crescita nelle categorie skincare e fragranze e un titolo in borsa in rialzo di oltre il 50% su base annua. Molti analisti si aspettavano prima cessioni di asset non strategici. Invece è arrivato un acquisto. (riproduzione riservata)
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