BusinessElliott investe oltre 1 miliardo di dollari in Lululemon Athletica: cosa significa per l’azione in attesa del nuovo ceo
L’investitore attivista Elliott Investment Management ha accumulato una partecipazione di oltre 1 miliardo di dollari nell’azienda canadese in difficoltà. Il titolo non è caro, ma la performance futura dipenderà in gran parte dal nuovo ceo
Elliott Investment Management ha costruito una partecipazione di oltre 1 miliardo di dollari in Lululemon Athletica. L’investitore attivista, secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal, ha accumulato una partecipazione di oltre 1 miliardo di dollari nell’azienda canadese in difficoltà specializzata in abbigliamento sportivo.
Il gruppo sta affrontando una ristrutturazione strategica in concomitanza con l’uscita a gennaio del 2026 del suo amministratore delegato, Calvin McDonald. Elliott collabora da mesi con Jane Nielsen, ex chief financial officer e chief operating officer di Ralph Lauren, considerandola una possibile candidata alla posizione di ceo di Lululemon.
La crescita della società con sede a Vancouver ha rallentato negli ultimi trimestri, un trend che dovrebbe continuare secondo gli analisti. In particolare, l’aumento delle vendite è vicino ai livelli più bassi dall’ingresso in borsa nel 2007, complice una concorrenza sempre più agguerrita da parte di nuovi competitor come Alo Yoga e Vuori.
L’azione a Wall Street
Il titolo Lululemon, che quest’anno ha perso il 45,6%, è rimbalzato del 6,3% a 221 dollari giovedì 18 dicembre a metà seduta a Wall Street, portando la capitalizzazione di mercato dell’azienda a 24,38 miliardi di dollari. «L’azione è stata deludente per gran parte del 2025, ma nell’ultimo mese ha registrato un rally. Il balzo più significativo è arrivato dopo che la società ha riportato risultati del terzo trimestre solidi e ha annunciato di essere alla ricerca di un nuovo ceo», sottolineano gli analisti di Motley Fool.
Alla ricerca di una svolta
L’ultimo anno è stato difficile per Lululemon. La società ha rivisto al ribasso per due volte le previsioni annuali e il ceo McDonald ha ammesso alcuni errori, tra cui il fatto di aver lasciato che alcune linee di prodotto diventassero obsolete e di non aver agito abbastanza rapidamente. Questo ha spinto il fondatore e maggior azionista, Chip Wilson, a chiedere e a ottenere un cambiamento della leadership in un momento, però, in cui l’abbigliamento athleisure è diventato più competitivo, con nuove aziende come, appunto, Alo e Vuori che stanno guadagnando terreno.
I risultati trimestrali
Nel terzo trimestre i ricavi sono aumentati del 7% su base annua, raggiungendo i 2,57 miliardi di dollari, superando il consenso di 2,48 miliardi. L’utile per azione rettificato è calato dell’11% a 2,59 dollari per azione, ma ha comunque superato il consenso di 2,25 dollari. La crescita è stata ancora una volta trainata dai mercati internazionali: ricavi +33%. La Cina ha fatto la parte del leone con vendite in aumento del 47% a 465,4 milioni di dollari, mentre quelle nel resto del mondo sono cresciute del 19% a 367,2 milioni. Non sono state al passo le Americhe (-2% a 1,7 miliardi).
Allo stesso tempo, l’azienda deve affrontare forti pressioni sui margini a causa dei dazi. Il margine lordo è sceso di 290 punti base al 55,6% e la società ha previsto che il margine lordo del quarto trimestre calerà di 580 punti base. Come se non bastasse i livelli delle scorte sono aumentati dell’11% su base annua, raggiungendo i 2 miliardi. «L’inventario è una metrica importante da monitorare per retailer e brand in difficoltà, perché aumenti significativi rispetto alla crescita delle vendite possono portare a maggiori sconti e promozioni», avvertono gli analisti di Motley Fool.
Le prospettive future
Lululemon ha alzato le previsioni per l’intero esercizio fiscale. Ora si aspetta vendite comprese tra 10,96 e 11,05 miliardi con una crescita del 4% e un utile per azione rettificato tra 12,92 e 13,02 dollari. Questo rispetto alle precedenti previsioni di un utile per azione rettificato tra 12,77 e 12,87 dollari su vendite tra 10,85 e 11 miliardi.
Per il solo quarto trimestre fiscale, Lululemon ha stimato vendite tra 3,5 e 3,585 miliardi e un utile per azione rettificato tra 4,66 e 4,76 dollari. La guidance sulle vendite equivale a un calo dell’1-3%, o a una crescita del 2-4% considerando che lo scorso anno c’era stata una settimana in più.
Il titolo può continuare a riprendersi?
Sebbene Lululemon abbia registrato buoni risultati, gli analisti di Motley Fool credono che gli investitori siano stati più entusiasti di un cambio di direzione ai vertici. Ma «non sappiamo chi prenderà il comando e quale sarà il suo background. Mentre l’azienda va bene nei mercati internazionali, soprattutto in Cina, deve risolvere i problemi del business nordamericano in un contesto di maggior concorrenza e cambiamenti nella moda. Non sarà un compito semplice. Tuttavia, se si tratta semplicemente di un cambiamento dello stile dell’athleisure e non di un allontanamento dal settore, l’azienda può essere rilanciata sotto una leadership forte e orientata alla moda», precisano gli esperti.
Dal punto di vista della valutazione, Lululemon viene scambiata a un rapporto prezzo/utile di circa 16 volte le stime degli analisti per il prossimo anno. Non è caro, ma la performance futura del titolo dipenderà in gran parte dal nuovo ceo e dalla direzione che darà all’azienda. (riproduzione riservata)
- Quali sono le strategie specifiche che Elliott Management intende implementare in Lululemon?
- In che modo la concorrenza di marchi come Alo Yoga e Vuori sta influenzando le strategie di Lululemon?
- Quale background e quali esperienze possiede Jane Nielsen che la rendono una candidata adatta a Lululemon?