BusinessPer G-III apparel group ricavi a -10% nel trimestre, ma raddoppiano gli utili
La controllante di Karl Lagerfeld e Donna Karan archivia il periodo con un fatturato in calo a 554,1 milioni, ma batte le attese con un eps rettificato di 0,26 dollari. L’acquisizione di Marc Jacobs si prevede avrà un effetto «leggermente diluitivo» nell’esercizio 2027. L’outlook delude e pesa sul titolo
Dopo un tonfo nel pre-market, dove ha ceduto fino a 11 punti percentuali, si è aperta in rosso a Wall street la seduta di mercoledì di G-III apparel group. La società a capo di Karl Lagerfeld, Donna Karan, Dkny e Vilebrequin, che proprio nelle scorse ore ha completato l’acquisizione di Marc Jacobs annunciata a maggio in partnership con Whp global, ha diffuso i risultati finanziari del secondo trimestre 2027, archiviato con un fatturato netto in calo del 10% a 554,1 milioni di dollari (pari a 478 milioni di euro al cambio di oggi). Nei sei mesi complessivi dall’inizio dell’anno, i ricavi si sono attestati in lieve calo a 1,09 miliardi (circa 940 milioni di euro).
Il margine lordo trimestrale è aumentato di 440 punti base, raggiungendo il 45,2% rispetto al 40,8% del secondo trimestre dello scorso anno. «Questo miglioramento riflette gli aumenti dei prezzi nonché il continuo spostamento del mix verso marchi propri a margine più elevato», precisa il gruppo. L’utile netto è stato di 20,2 milioni di dollari, pari a 0,46 dollari per azione diluita (17,4 milioni o 0,40 euro), rispetto ai 10,9 milioni o 0,25 dollari per azione diluita del secondo trimestre 2026. L’utile netto rettificato è stato di 0,26 dollari (0,22 euro) per azione diluita, superando le stime di FactSet di 0,23 dollari.
«I risultati del secondo trimestre riflettono un’ottima esecuzione a tutti i livelli, con utili superiori alle nostre previsioni, trainati da una sostanziale espansione del margine lordo», ha dichiarato il presidente e ceo Morris Goldfarb. «Il nostro portafoglio per il futuro è cresciuto a un tasso a una cifra alta nel corso del trimestre, rafforzando la nostra fiducia nella forza dei nostri marchi e nel nostro modello di business. La nostra trasformazione strategica ha compiuto un significativo passo avanti con l’aggiunta di Marc Jacobs. L’acquisizione rafforza notevolmente il nostro portafoglio e consolida la nostra posizione di leader globale nel settore fashion. Sono estremamente ottimista riguardo al futuro di G-III e ritengo che disponiamo dei marchi, delle capacità e della flessibilità finanziaria necessari per cogliere le opportunità future e creare valore a lungo termine per i nostri azionisti».
Il management ha aggiornato le previsioni per l’anno fiscale che si chiuderà il 31 gennaio 2027 e fornito le proprie stime per il terzo trimestre, ipotizzando che i dazi doganali per il resto dell’anno si attesteranno su livelli simili a quelli attuali. La società si aspetta per l’esercizio 2027 un fatturato netto di circa 2,71 miliardi di dollari (2,34 miliardi di euro), in linea con le stime di FactSet, «cifra che tiene conto della perdita di circa 460 milioni di dollari (quasi 397 milioni di euro) di vendite relative ai prodotti Calvin Klein e Tommy Hilfiger». A titolo di confronto, il fatturato dell’esercizio 2026 era stato di 2,96 miliardi di dollari. L’utile netto dovrebbe aumentare tra i 181 e i 185 milioni (circa 156-159 milioni di euro), con un utile diluito per azione compreso tra 4,1 e 4,2 dollari.
Le previsioni della società non includono alcun impatto relativo all’acquisizione di Marc Jacobs. Il gruppo prevede di fornire indicazioni più specifiche in occasione della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, ma ha anticipato di ritenere che «l’acquisizione avrà un effetto leggermente diluitivo nell’esercizio 2027». Dopo i primi 12 mesi successivi al closing, è invece atteso «un effetto di accrescimento».
A deludere il mercato, provocando un tonfo del titolo alla borsa di New York, è stata la guidance del terzo trimestre 2027, ritenuta conservativa e inferiore alle aspettative degli analisti sia in termini di utili che di ricavi. Il gruppo ha previsto un utile per azione rettificato compreso tra 1,35 e 1,45 dollari, al di sotto della stima di consenso di 1,75 dollari, e si aspetta un fatturato di 870 milioni di dollari, inferiore alla stima di 899,4 milioni di dollari. (riproduzione riservata)
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