BeautyDouglas cede il 6,4% a Francoforte dopo il taglio della guidance 2025/26
Il retailer tedesco della bellezza rivede al ribasso le previsioni per l’esercizio dopo un terzo trimestre inferiore alle attese. Pesano l’incertezza macroeconomica e una crescente sensibilità ai prezzi dei consumatori
Douglas perde terreno a Francoforte. Dopo la revisione al ribasso delle stime per l’esercizio 2025/26, il titolo del retailer tedesco della bellezza ha chiuso la seduta di giovedì in calo del 6,4%, sulla scia della comunicazione di risultati preliminari del terzo trimestre giudicati significativamente inferiori alle aspettative. Secondo quanto reso noto dalla società, la fiducia dei consumatori e la propensione all’acquisto continuano a risentire delle persistenti incertezze macroeconomiche, in un contesto caratterizzato da una crescente attenzione ai prezzi da parte della clientela. Uno scenario che ha spinto il gruppo a ricalibrare le proprie prospettive finanziarie e operative.
«Il comportamento dei consumatori e le dinamiche del mercato sono cambiati in modo significativo», ha dichiarato Sander van der Laan, ceo del gruppo. «In questo contesto difficile, ci concentriamo pienamente sulle nostre priorità strategiche. Spostiamo gli investimenti dal nostro negozio alla nostra attività online, investiamo in prezzi competitivi, rafforzando ulteriormente la nostra differenziazione ed esclusività e continuiamo a promuovere la digitalizzazione. Alcune di queste misure apporteranno benefici a breve termine, mentre altre richiederanno più tempo per concretizzarsi».
Alla luce dell’andamento registrato nel trimestre, il gruppo ha aggiornato la guidance per l’esercizio finanziario 2025/26. La crescita del fatturato netto è ora attesa tra lo 0% e l’1%, per un valore compreso tra 4,58 e 4,63 miliardi di euro, rispetto alla precedente indicazione che prevedeva ricavi nella fascia bassa dell’intervallo tra 4,65 e 4,8 miliardi. Anche la redditività è stata rivista al ribasso, con un margine ebitda rettificato stimato intorno al 15%, contro la precedente previsione di circa il 16%. Sul fronte della struttura finanziaria, l’indebitamento netto è atteso tra 3 e 3,5 volte l’ebitda al 30 settembre 2026, rispetto alla precedente indicazione che lo collocava nella parte alta della forchetta compresa tra 2,5 e 3 volte. (riproduzione riservata)
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