BeautyDolce&Gabbana: «Madonna è per noi The one»
«È il nostro mito. Ci lega un’amicizia di lungo corso», spiegano a MFF Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che hanno scelto la super star come volto del rilancio della storica fragranza, che compie vent’anni. Facendole cantare, per la prima volta in italiano, La bambola di Patty Pravo. «Ci sono tanti progetti in vista. Speriamo di averla a Milano»
Un fremito di sensualità. Madonna intona le note di La bambola di Patty Pravo, simbolo dell’emancipazione femminile in Italia negli anni 60. Canta per la prima volta in italiano per un’occasione speciale. Il rilancio della fragranza The one di Dolce&Gabbana, di cui la mega star è volto e anima accanto all’attore cubano Alberto Guerra, in una campagna firmata da Mert Alas. Una liaison che celebra un’amicizia, quella tra l’iconica pop star e gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che affonda le radici alla fine degli anni 80 e che ha segnato alcuni momenti memorabili nella storia del costume.

Dai frame di A letto con Madonna passando per alcuni dei suoi storici tour, dalle collezioni dedicate alle campagne, la pop star ha vestito in più occasioni gli abiti della casa di moda, interpretandoli con il suo stile unico e inconfondibile. «È il nostro mito. Lei ci ha aperto le porte del mondo musicale internazionale, è una donna determinata, capace di arrivare sempre a centrare l’obiettivo», hanno spiegato in questa intervista a MFF i due stilisti, che anticipano: «Ci sono tanti progetti in cantiere che dureranno tutto l’anno. Speriamo di poterla avere presto a Milano».

Il vostro rapporto con Madonna è di lunghissima data. A quando risale?
Siamo legati a lei dal 1987, è una storia di amicizia che dura da tantissimi anni. Quando abbiamo iniziato a lavorare sul rilancio del The one, abbiamo subito pensato a lei. È una persona a cui vogliamo davvero bene, che abbiamo seguito in tutto e per tutto. Ne abbiamo parlato con Mert Alas e glielo abbiamo proposto. Lei ci ha detto subito di sì, senza esitazione.
Per la prima volta la fate cantare in italiano. Perché è stata scelta La bambola?
Le piace Patty Pravo, ha iniziato ad ascoltare le sue canzoni, ha iniziato a provare in studio e alla fine ha scelto La bambola. È un testo che si avvicina alle sue ballate (sarà disponibile su Spotify, ndr). In questo, come in tutti i dettagli del progetto, Madonna è stata molto minuziosa e attenta a tutti i dettagli. Ci siamo affidati al suo intuito perché ci fidiamo ciecamente di quello che fa, lei è un genio, non abbiamo mai incontrato una persona così straordinaria.

Quando l’avete conosciuta lei era già una mega-star e voi eravate due designer agli esordi. Come è stato il primo incontro?
Era a Torino per il Blonde ambition tour. Andammo al concerto, eravamo seduti nel prato e fantasticavamo sul fatto che un giorno avrebbe potuto indossare i nostri vestiti. Madonna era ed è tutt’ora il nostro mito, tanto che due anni fa le abbiamo dedicato una collezione. Un mese dopo il concerto, sulla prima pagina sull’Herald tribune venne pubblicata una foto di lei a una festa a Parigi, in total look Dolce&Gabbana. Aveva una gonna di jersey lunga fino ai piedi, un reggiseno e un cardigan di maglia a rete. Rimanemmo scioccati e ci mettemmo subito in contatto con lei. Da lì è iniziato il nostro rapporto. L’abbiamo vestita subito in più occasioni. Ad esempio, presentò A letto con Madonna in total look Dolce&Gabbana con un body ricamato, calze autoreggenti e poi un blazer over.
Come avete reagito?
Arrivò una telefonata da un nostro amico che faceva il restauratore al Metropolitan museum e ci avvisò che nel promo in tv del film lei ci nominava. Siamo stati tra gli ultimi ad andare all’Odeon di Milano a vedere il film perché non riuscivamo a realizzare quello che stava succedendo. A quel punto le domandammo di incontrarci. Ci diede un appuntamento in un ristorante italiano a New York che si chiamava Silvano. Lei si presentò con un completo da uomo gessato con un basco in testa perché stava girando Dick Tracy. E lì iniziò questa vera amicizia.
Siete ancora in soggezione con lei?
È l’unica donna che ci mette ancora oggi in soggezione. È il nostro mito. Lei ci ha aperto le porte del mondo musicale internazionale, abbiamo conosciuto Tina Turner, Kylie Minogue, Whitney Houston abbiamo lavorato con Mary J. Blige e J.Lo. Ci siamo rivisti molte altre volte anche a Miami e a New York. Andavamo a ballare insieme. Quando la vedevano si mettevano tutti in fila con un dollaro in mano e si facevano fare l’autografo. Era uscito Vogue, era il 1990, aveva appena fatto Express yourself, era nel pieno del successo.
Come verrà lanciato il progetto?
Continueremo con post social fino a due giorni prima della sfilata uomo. Poi riprenderemo perché abbiamo anche tanti contenuti extra, da quelli registrati in sala d’incisione al making of dell’intera campagna.
Quanto è cambiata Madonna nel tempo?
Si è un po’ adeguata anche se rimane sempre se stessa. Tutti non vedono l’ora di vederla, di sapere se sta facendo qualcosa di nuovo. Ha un seguito enorme.
Lo spot è esplicitamente sensuale. Come Madonna è riuscita a trasmettere lo stesso messaggio attraversando gli anni?
Ha adattato la sua immagine a quello che lei è oggi. Non ha esagerato, è una donna sofisticata, molto sensuale.
Dallo spot si deduce che ha voglia sempre essere desiderabile.
È un gioco di desideri, non espliciti, come se fosse un sogno. Nella campagna, rimane viva la sottile linea tra erotismo e desiderio.
Madonna è più che un artista, da sempre lancia messaggi sociali.
Lei è arrivata da Detroit cercando successo, ha fatto tanto ma ha vissuto anche un periodo bello, dove c’erano le persone giuste che potevano accompagnarti, come è stato per noi, a conquistare un certo tipo di successo. Lei l’ha saputo cavalcare con bravura, è una donna molto furba e intelligente.

Avete avuto sempre un forte legame con il mondo della musica. Vi è più vicino rispetto al classico red carpet?
Siamo sempre stati amanti della musica, per cui era più facile per noi avvicinarci o essere avvicinati al mondo musicale. Ma quello che ci ha premiati è stata la coerenza.
Anche il beauty l’avete abbracciato con la medesima coerenza.
Come disegniamo una collezione, allo stesso modo lavoriamo anche su una boccetta di profumo.
Sulla fragranza avete dato delle indicazioni specifiche?
Certamente. Ci sono poi i nasi che sviluppano poi la fragranza. Per il primo Devotion Olivier Cresp andò a pranzare al Martini, era quasi Natale e mangiò il panettone. Ci chiamò e disse di voler fare un profumo che sapesse di panettone.
The one cosa rappresenta?
Lo dice la parola stessa, l’unicità. È il terzo profumo che abbiamo fatto e ora lo rilanciamo, come abbiamo fatto le re-edition nell’abbigliamento.
Avete lavorato con tante donne. Nessuna vi ha mai fatto una scenata di gelosia?
Monica Bellucci, che è anche un mito per Madonna.
Quali attrici italiane piacciono a Madonna?
Monica Vitti, la Bellucci, Isabella Rossellini. Poi conosce alla perfezione Michelangelo Antonioni. Arrivò a una sua prima, andò da lui, si inginocchiò, gli baciò le mani e gli disse «grazie maestro».
C’è qualcosa che Madonna vi ha detto e che vi ha veramente cambiato prospettiva?
L’unica cosa che possiamo dire di lei è che una donna molto determinata, arriva all’obiettivo 99 volte su 100. Quando lavori con lei sai che hai a che fare con una persona molto esigente.
Come proseguirà la vostra collaborazione?
Ci sono tante cose in cantiere che dureranno tutto l’anno, ci sono tanti progetti con lei.
Sarebbe bello anche un libro, ad esempio.
Vedremo, non possiamo rivelare ancora niente
C’è la possibilità di vederla a Milano alla sfilata?
Speriamo di sì. (riproduzione riservata)