BusinessDall’Europa alla Cina, le scuole di moda forgiano i nuovi creativi
La formazione riscrive il futuro delle griffe. I talenti Chen Long e Feng Sansan dello Jiangxi institute seguono la wave dei designer usciti dalle accademie di Milano, Roma, Anversa, Parigi. Come Demna o Matthieu Blazy
Una nouvelle vague di creativi forgiati dalle migliori scuole di moda sta contribuendo a riscrivere il futuro delle più importanti maison. Si parla del ruolo di primo piano degli istituti di formazione per quella generazione di stilisti che è riuscita a creare una rottura con il passato, trasformando l’immaginario della moda in un linguaggio sempre più culturale e narrativo.
Partendo dalla Cina, tra i migliori talenti della Jiangxi institute of fashion technology spicca Chen Long con il marchio Chen.1988. Lo stilista, che è anche professore presso l’università, è membro del comitato della China fashion association e vincitore del China fashion designer top award 2025. Anche Feng Sansan, con la sua label Fengsansan, è riconosciuto come uno dei migliori designer del Dragone e ha una presenza regolare alla China fashion week. Sui Zhenchong è invece direttore creativo dell’azienda di sportswear Xtep, con sede a Xiamen.
Volando in Europa, dopo il successo dei sei di Anversa, la Royal academy of fine arts Antwerp ha continuato a sfornare nomi rivoluzionari. Demna, oggi direttore artistico di Gucci, oltre ad aver lanciato Vetements, ha contribuito al successo di Balenciaga dal 2015 al 2025. Dalla scuola sono usciti anche Haider Ackermann, oggi alla guida di Tom Ford, Glenn Martens, direttore creativo di Diesel e Maison Margiela, e Pieter Mulier, passato da Alaïa a Versace all’inizio di quest’anno. Tra gli ultimi arrivati, ci sono poi Antonin Tron da Balmain e Meryll Rogge da Marni. L’altra vera fucina di talenti è stata La cambre di Bruxelles, da cui sono usciti Anthony Vaccarello, dal 2016 anima creativa di Saint Laurent, Matthieu Blazy, direttore artistico di Chanel dal 2024, e Julian Klausner, scelto come successore di Dries Van Noten dopo il ritiro di quest’ultimo due anni fa.
Volando in Italia, dall’Istituto Marangoni di Milano arrivano invece Alessandro Sartori, direttore artistico di Zegna, Rocco Iannone, dal 2019 in Ferrari, Dario Vitale, ex Versace e secondo rumors pronto per Emporio Armani. L’Accademia costume & moda di Roma ha sfornato Alessandro Michele, che ha trascorso 20 anni in Gucci, di cui sette come creative director, e oggi disegna Valentino. Sempre nella capitale, allo Ied-Istituto europeo di design si sono formate Maria Grazia Chiuri, ora in Fendi, e Veronica Leoni, scelta per rilanciare Calvin Klein.
Dall’Esmod-École supérieure des arts et techniques de la mode di Parigi sono usciti Olivier Rousteing, che ha scritto un capitolo di 14 anni da Balmain, e Nicolas Ghesquière che guida il womenswear di Louis Vuitton. Dal London college of fashion arriva Jonathan Anderson, che ha dato vita al marchio JW Anderson e oggi è direttore creativo di Dior, dopo 11 anni in Loewe. Per finire con i giganti della Central Saint Martins, tra cui John Galliano, Stella McCartney, Sarah Burton, approdata da Givenchy, e Daniel Lee, oggi al timone di Burberry. (riproduzione riservata)
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