BeautyCoty, il mercato non crede all’uscita di Burberry
Diversamente da rumor circolati dopo l’exit anticipata di Gucci, pagata 400 milioni per un solo anno, gli analisti sentiti da MFF escludono scenari simili per il marchio britannico. Il titolo del polo cosmetico è sceso del 53% nei 12 mesi
Anche Burberry fuori da Coty? Gli analisti non ci credono. Dopo il caso Gucci, che ha visto L’Oréal subentrare nel beauty del marchio di Kering con un accordo che ha portato al gruppo americano un compenso stimato in circa 400 milioni di euro per un solo anno di anticipo sulla scadenza naturale, alcuni investitori avevano ipotizzato uno scenario simile anche per Burberry.
«La scadenza dell'accordo tra Coty e Burberry non è pubblica: secondo alcune ricostruzioni potrebbe trattarsi di una licenza decennale rinnovabile, con una possibile scadenza nel 2027», spiega a MFF Luca Solca, senior luxury analyst di Bernstein. Ma, al momento, non emergono indicazioni concrete su una possibile interruzione anticipata della partnership.
«Il management aveva voluto lasciare proprio Interparfums prima di riprendere in diretta la gestione del beauty, con risultati pessimi», prosegue. «Non immagino che né l’una né l'altra cosa siano di nuovo di attualità, visti i precedenti e il lavoro che Burberry deve ancora fare sul core business. Ci potrebbe essere la necessità di cambiare licenziatario, nel caso in cui i risultati non fossero stati all'altezza».
L’Oréal potrebbe corteggiare anche il brand guidato da Joshua Schulman? Secondo alcuni osservatori, la situazione dei due marchi è difficilmente sovrapponibile: il caso Gucci è stato legato a una scelta strategica più ampia di Kering sul controllo diretto delle categorie beauty, mentre per Burberry la priorità resta il rilancio del marchio nel suo insieme, a partire dal business principale della moda.
«L’accordo con Coty nasce con una logica di lungo periodo», sottolineano altri analisti contattati da MFF, che preferiscono non essere citati, evidenziando come un eventuale cambio di partner avrebbe senso solo nel caso in cui la performance della categoria fragranze non fosse considerata adeguata agli obiettivi del brand.
Sul fronte finanziario, il titolo Coty ha beneficiato nelle ultime settimane del sentiment positivo legato all'operazione Gucci e alla conseguente maggiore flessibilità finanziaria del gruppo. Un recupero che, tuttavia, non ha ancora compensato la debolezza accumulata nei mesi precedenti: da inizio anno il titolo resta infatti in calo del 53% in 12 mesi, penalizzato dai dubbi degli investitori sulla crescita organica, sull'evoluzione delle licenze e sulla capacità del gruppo di mantenere un portafoglio di marchi forte nel segmento prestige beauty. (riproduzione riservata)
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