BusinessCoin, lavoratori in sciopero il 18 giugno in concomitanza con il tavolo al Mimit
I sindacati proclamano una giornata di mobilitazione nazionale. Al centro della protesta, organici ridotti, carichi di lavoro e incertezze sul piano industriale. Prosegue intanto il percorso di rilancio della catena italiana di grandi magazzini dopo l’aumento di capitale da 30 milioni e la partnership con Mango
Settimana di alta tensione in casa Coin. Le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato uno sciopero nazionale per l’intero turno di lavoro di domani, giovedì 18 giugno, in concomitanza con l’incontro convocato al Mimit-Ministero delle imprese e del Made in Italy dedicato al futuro del gruppo. Una mobilitazione che punta a portare direttamente al tavolo istituzionale le criticità denunciate dai lavoratori.
La protesta si inserisce in un contesto particolarmente delicato per la catena italiana di grandi magazzini, impegnata da mesi in un percorso di risanamento che ha visto il ricorso alla composizione negoziata, operazioni di rifinanziamento e una profonda riorganizzazione della rete commerciale. Tra il 2025 e il 2026 il gruppo ha infatti avviato chiusure di punti vendita, interventi di razionalizzazione e l’utilizzo diffuso degli ammortizzatori sociali.
Secondo le organizzazioni sindacali, tuttavia, il costo del rilancio starebbe gravando prevalentemente sul personale. Nella nota unitaria, le sigle denunciano carenze strutturali di organico, carichi di lavoro ritenuti insostenibili, frequente ricorso agli straordinari e una gestione dei turni spesso comunicata con scarso preavviso. A Milano la mobilitazione è iniziata in anticipo. La Filcams Cgil territoriale ha infatti promosso una giornata aggiuntiva di sciopero lo scorso 13 giugno, accompagnata da un presidio davanti allo store Coin di Porta Vittoria.
Tra i casi sotto esame da parte dei sindacati figura quello del punto vendita di corso Vercelli, dove ai lavoratori provenienti da altre strutture verrebbe negata una ricollocazione definitiva per ragioni legate ai costi, mentre continuerebbero a essere richiesti incrementi orari e prestazioni straordinarie. Situazioni analoghe vengono segnalate anche negli store di piazzale Cantore e piazza Cinque Giornate, dove la carenza di personale si protrarrebbe da diversi anni a causa del mancato rinnovo di contratti a termine e della mancata sostituzione dei dipendenti usciti.
Particolarmente sensibile resta anche il tema degli ammortizzatori sociali. Le percentuali applicate, come sostenuto dalle organizzazioni dei lavoratori, rischierebbero in diversi casi di compromettere la sostenibilità dell’organizzazione del lavoro e il corretto presidio delle attività operative e della sicurezza. Le richieste avanzate dai sindacati riguardano non solo il miglioramento immediato delle condizioni di lavoro, ma anche una maggiore trasparenza sul piano industriale e commerciale del gruppo, sugli investimenti annunciati e sulle prospettive di ricollocazione del personale proveniente dai negozi chiusi.
«Coin sta dando piena applicazione a quanto è stato definito negli accordi siglati ad aprile 2026 con le organizzazioni sindacali presso il Ministero del lavoro», ha dichiarato l’azienda. «Il confronto con i sindacati relativamente alla gestione dell’impatto occupazionale della chiusura del punto vendita di Corso Vercelli verrà avviato come previsto dalle tempistiche di legge entro la fine di giugno. L’obiettivo del confronto sarà la garanzia dei livelli occupazionali e la salvaguardia dei posti di lavoro dei 26 dipendenti del negozio, che chiuderà al pubblico a fine luglio, e sarà finalizzato all’attivazione di ammortizzatori sociali conservativi, senza procedure di licenziamento. Coin spa favorirà attivamente il ricollocamento interno dei propri dipendenti, rendendo disponibili con tempestività tutte le posizioni vacanti negli altri negozi di Milano (Piazza Cantore, Piazza Cinque Giornate e Milano Scalo) e nell’area lombarda. L’azienda attiverà inoltre con la Regione Lombardia gli strumenti di politiche attive per promuovere l’eventuale ricollocamento esterno del personale di corso Vercelli e organizzare percorsi formativi individualizzati. Coin spa ha inoltre attivato con la Regione Lazio con celerità gli strumenti di politiche attive per favorire il ricollocamento esterno del personale di Roma Cola di Rienzo e promuovere percorsi formativi individualizzati, in cui sono già stati coinvolti circa un terzo dei collaboratori in forza presso il punto vendita di via Cola di Rienzo a Roma. L’azienda ribadisce il pieno rispetto delle norme di legge in materia di organizzazione del lavoro, pianificazione oraria e carichi di lavoro, garantendo un presidio adeguato degli spazi di vendita». E conclude: «Per Coin la salute e la sicurezza degli ambienti di lavoro e dei propri collaboratori sono priorità assolute. Come già noto ai sindacati, nel 2025 sono stati effettuati numerosi interventi di manutenzione straordinaria nei negozi e altri sono in programma nel 2026 con cospicui investimenti per ripristino di impianti e interventi strutturali, che coinvolgeranno 24 negozi».
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Lo sciopero di domani sarà accompagnato da presidi e iniziative territoriali in tutta Italia, con l’obiettivo di riportare al centro del confronto con azienda e istituzioni la sostenibilità occupazionale e la concretezza del piano di rilancio. Sul fronte finanziario, intanto, Coin prosegue il rilancio. Il gruppo ha recentemente completato un aumento di capitale fino a 30 milioni di euro e consolidato la collaborazione con Mango attraverso una nuova partnership strategica. «Altre partnership di rilievo verranno concretizzate e rese note nei prossimi mesi, a riprova della rinnovata attrattività dell’insegna», spiega l’azienda. (riproduzione riservata)
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