BusinessClaudio Marenzi: «Con Asia e Usa, Herno supererà 200 milioni di euro»
«L’outerwear si conferma il nostro core, ma ultimamente a correre sono maglieria, pezzi ibridi e pantaloni», sottolinea a MFF il numero uno dell’azienda specializzata nei capospalla. Che a Firenze presenta una co-lab di valigie. L’esercizio 2025 ha chiuso in crescita del 5%, con il 2026 atteso in rialzo. «Ora ci consolideremo con altri opening»

La soglia dei 200 milioni di euro è ormai a portata di mano per Herno. Il gruppo guidato da Claudio Marenzi archivia infatti il 2025 con ricavi pari a 194 milioni, in crescita del 5%, e guarda al nuovo esercizio con un analogo ritmo di sviluppo. «Il 2025 si è chiuso a 194 milioni di euro, con una crescita del 5% circa», spiega Marenzi a MFF. «Per il 2026 credo che faremo uno stesso salto. Sì, supereremo 200 milioni di fatturato». A sostenere il business è soprattutto il retail diretto, che oggi rappresenta il 43% del fatturato complessivo. «Cresciamo in maniera decisa sul nostro retail, mentre il wholesale continua comunque a registrare incrementi intorno al 4%», sottolinea il manager.
Sul fronte geografico, il baricentro resta saldamente in Asia, con il Giappone che si conferma primo mercato del marchio davanti agli Stati Uniti. «Il Giappone rimane il nostro mercato principale, con gli Usa leggermente sotto», racconta Marenzi. Una presenza costruita nel tempo attraverso una rete distributiva sempre più capillare. I punti vendita diretti sono circa cinquanta nel mondo, tra Europa, Cina, Stati Uniti e Giappone. Proprio nel Paese del Sol Levante il marchio conta quasi 25 indirizzi tra boutique e shop-in-shop gestiti direttamente, mentre in Corea opera attraverso la partnership storica con Shinsegae.

A Pitti uomo il gruppo continua intanto a lavorare sull’evoluzione del proprio guardaroba. Il capospalla resta il cuore pulsante dell’offerta, ma il progetto è sempre più quello di costruire una proposta completa e coerente. «Da alcune stagioni il focus è l’ampliamento delle categorie merceologiche», osserva Marenzi. «Oggi il lavoro consiste nel coordinare la collezione nella sua completezza, abbinando sempre di più il nostro core business, cioè il capospalla, a pantaloni, maglieria e alle altre categorie. Stiamo lavorando su un vero modo di vestire Herno». Più che di total look, il presidente preferisce parlare di funzionalità trasversale. «Vorrei che questa proposta venisse percepita non come un concetto di lifestyle, ma come una risposta concreta alle esigenze di utilizzo, funzionalità e stile».
In questo percorso si inserisce anche il tema del viaggio, protagonista della stagione e accompagnato da una collaborazione nel mondo delle valigie con Fpm Milano. Un universo particolarmente affine al Dna del marchio, costruito da sempre attorno alla leggerezza e alle performance tecniche dei materiali. «Travel per noi significa capi traspiranti, impermeabili, leggeri, impacchettabili e ingualcibili», spiega Marenzi. «Una volta parlavamo di queste caratteristiche solo per il capospalla. Oggi riguardano l’intero guardaroba, dal pantalone alla maglia fino alla camicia».

Un approccio che intercetta soprattutto la domanda asiatica, sempre più orientata verso un guardaroba tecnico ma urbano. «Herno è nata proprio con questa filosofia: portare un prodotto altamente performante all’interno di un contesto cittadino. Oggi lo facciamo in modo ancora più evoluto e contemporaneo». Dal punto di vista stilistico, la collezione conferma l’allentamento delle proporzioni visto nelle ultime stagioni. «Le silhouette sono morbide, con volumi ampi ma senza estremismi», conclude Marenzi. «Questo vale soprattutto per pantaloni, camicie, giacche e anche per gli abiti destrutturati». (riproduzione riservata)
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