skin track
Business

Chiara Ferragni, partito il processo sul pandoro e sulle uova di Pasqua

L’imprenditrice digitale, accusata di truffa continuata e aggravata, non era presente oggi in aula a Milano per l’udienza pre dibattimentale. Due associazioni, Casa del consumatore e Adicu, e una signora si sono costituite parte civile. I prossimi aggiornamenti il 4 novembre

Leggi dopo
tempo di lettura
Chiara Ferragni (ph Imagoeconomica)
Chiara Ferragni (ph Imagoeconomica)

Si è aperto oggi a Milano il processo sul pandoro e sulle uova di Pasqua di Chiara Ferragni. Davanti alla terza sezione penale presieduta dal giudice Ilio Mannucci Pacini, si è svolta l’udienza pre dibattimentale che vede imputata l’imprenditrice digitale, accusata di truffa continuata e aggravata. Assieme a Ferragni, che oggi non si è presentata in aula, sono a processo l’ex braccio destro Fabio Maria Damato e l’imprenditore Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, società a capo di Dolci preziosi. È stata invece emessa la sentenza di non luogo a procedere per Alessandra Balocco, deceduta il mese scorso.

Nel corso dell’udienza, prevista nei casi di citazione diretta, è stata chiesta la costituzione di tre parti civili. Due sono le associazioni Casa del consumatore e Adicu, mentre la terza è una signora dichiaratasi «persona offesa» perché aveva acquistato il pandoro Balocco Pink Christmas con la convinzione di fare beneficenza. Non si è invece fatto avanti il Codacons, che aveva ritirato la denuncia a seguito del raggiungimento di un accordo con Chiara Ferragni. L’udienza pre dibattimentale è stata aggiornata al 4 novembre, quando il giudice stabilirà se accogliere le richieste di costituzione di parte civile delle due associazioni.

Secondo quanto stabilito dalla procura, Chiara Ferragni avrebbe ingannato i consumatori con due campagne commerciali che li hanno indotti a pensare che i proventi del pandoro sarebbero stati devoluti a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino e quelli delle uova all’associazione Bambini delle fate. Grazie a queste campagne avrebbe ottenuto un ingiusto profitto di circa 2,2 milioni di euro, oltre a benefici non calcolabili «dal ritorno di immagine». In particolare, dall’accordo con Balocco risulta che Ferragni abbia incassato poco più di 1 milione di euro per pubblicizzare l’iniziativa benefica con cui la società del cuneese aveva destinato 50 mila euro a favore dell’ospedale torinese, a prescindere dagli incassi del pandoro Pink Christmas. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 23/09/2025 16:43
Ultimo aggiornamento: 23/09/2025 19:54
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso