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Charles Leclerc: «La Formula 1 è un mondo di estremi»

«È una vita che scorre a 300 chilometri orari. Prendermi cura di me è fondamentale per restare concentrato», racconta a MFF il pilota della scuderia Ferrari, fresco di rinnovo pluriennale con il Cavallino. L’Oréal Paris l’ha scelto come volto della linea Men expert

di Silvia Manzoni (Parigi)
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Charles Leclerc (courtesy L'Oréal Paris)
Charles Leclerc (courtesy L'Oréal Paris)

Dai circuiti della Formula 1 all’universo beauty di L’Oréal Paris. Charles Leclerc pratica uno sport che, simbolicamente, esprime potenza e una virilità fortemente codificata. Quel gusto per i motori storicamente associato all’universo maschile. Eppure il pilota monegasco della scuderia Ferrari, fresco di rinnovo pluriennale con il Cavallino, appartiene a una generazione di uomini che, più che il mito dell’eroe invincibile, coltiva quelle sfumature identitarie che accettano le fragilità.

Fuori dalla pista, Leclerc conserva quella combinazione di disciplina e discrezione che è diventata parte del suo fascino. La performance non è mai sinonimo di eccesso, ma piuttosto di un appagamento da condividere con l’entourage e i fan. In questo contesto, anche la cura di sé diventa una forma di equilibrio in una vita ad alta velocità. Per questo, L’Oréal Paris l’ha scelto come ambassador della linea Men expert. Quando gli si chiede quali sono i momenti più cari al suo cuore ne cita due: la vittoria al Gran premio di Monaco al volante della Rossa e il giorno del suo matrimonio.

E forse proprio qui Charles Leclerc suggerisce un nuovo parametro di mascolinità, capace di coniugare la passione per i motori con la dolcezza dei sentimenti, come racconta a MFF.

Abbiamo un’immagine di lei come pilota competitivo e concentrato. Ma chi è davvero Charles fuori dalla pista?

Credo di essere una persona abbastanza semplice. In Formula 1 vivi in un mondo fatto di estremi, tra successi e momenti difficili. È una vita che scorre a 300 chilometri orari e nella quale puoi facilmente perderti nel rumore che hai intorno. Ma sono consapevole di quanto io sia fortunato di vivere questa vita e fare ciò che amo ogni giorno. È un privilegio.

In Formula 1 si cresce velocemente. Lei quale lezione ha imparato?

Mi ha insegnato che il mio valore non dipende da trofei o risultati, ma dal lavoro che metto in ciò che faccio, dalla lealtà verso il mio team, i miei amici, la mia famiglia e da come affronto la pressione. Credo che la Formula 1 mi abbia costretto a trovare una forma di serenità nella velocità.

Il mondo dello sport ha proposto a lungo un modello di mascolinità basato su forza e invulnerabilità. Pensa che qualcosa stia cambiando?

Penso che oggi sia importante sentirsi liberi di essere se stessi. Direi alle nuove generazioni di cercare costantemente di diventare persone migliori, di mettersi alla prova e accettare le sfide che arrivano lungo il percorso. Perché si impara molto sia dai momenti belli sia da quelli più difficili. Ed è proprio questo che ti aiuta a capire chi sei davvero.

Charles Leclerc (courtesy L'Oréal Paris)
Charles Leclerc (courtesy L'Oréal Paris)

Suo padre Hervé era pilota di Formula 3. Cosa l’ha spinta a seguire le sue orme?

È iniziato in modo molto semplice. Ho scoperto il karting a tre anni e me ne sono innamorato. Con mio padre passavo molto tempo in pista ed è diventato rapidamente il mio mondo. Da lì ho capito che era quello che volevo fare. Poi, passo dopo passo, con tanto lavoro e le persone giuste accanto, quel sogno è diventato realtà.

Negli ultimi anni il rapporto tra uomini e beauty è cambiato molto. Che ruolo occupa la cura di sé nella sua vita?

Fa parte della mia routine quotidiana. Ho sempre con me la crema Hydra energetic, con la sua formula antistanchezza che mi dà un aspetto più risposato. Nel mio lavoro sono esposto continuamente a vento, sole, attrito del casco, spostamenti. Prendermi cura di me è fondamentale per restare fresco e concentrato. Ma è anche un modo per staccare dopo una lunga giornata e ritagliarmi un momento solo per me. A volte anche un gesto molto semplice può aiutarti a ritrovare equilibrio.

Qual è il suo primo ricordo legato alla bellezza?

I primi ricordi che ho sono legati a casa mia. Mia madre era una parrucchiera e quindi c’erano sempre prodotti ovunque. Molti di questi erano proprio di L’Oréal Paris. Da bambino ero curioso, la osservavo lavorare e ogni tanto giocavo con quello che trovavo. Era parte della mia quotidianità.

Quale messaggio vuole trasmettere come ambassador di L’Oréal Paris?

Che la fiducia in sé stessi non nasce dalla perfezione, ma dall’autenticità. Nella vita sei costantemente sotto pressione ed esposto al giudizio. È importante che gli uomini si accettino come sono, comprendano il proprio valore al di là dei cliché. Che si ricordino, come dice un famoso slogan, che anche loro «valgono». È questa lezione che voglio condividere: si sta meglio quando si è semplicemente se stessi. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 03/06/2026 19:00
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