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Culture

Camilla e Carolina Cucinelli, le eredi e le interpreti del modello Solomeo

Le due sorelle, figlie di Brunello Cucinelli, contribuiscono oggi alla guida della casa di moda tra direzione creativa, comunicazione e sviluppo strategico. Cresciute nel borgo umbro, portano avanti il modello di capitalismo umanistico del padre traducendolo in una visione contemporanea e internazionale

di Ursula Beretta
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Uno scatto di Camilla e Carolina Cucinelli (courtesy Cucinelli)
Uno scatto di Camilla e Carolina Cucinelli (courtesy Cucinelli)

Prima ancora che un’azienda, Brunello Cucinelli è un progetto culturale e morale che ha fatto del lusso una forma di pensiero e del concetto di capitalismo umanistico il cuore della sua filosofia imprenditoriale. Fondata nel 1978 e cresciuta nel segno di un equilibrio raro tra impresa, bellezza e dignità del lavoro, la casa di moda di Solomeo ha costruito negli anni un’identità riconoscibile, intrecciata di eccellenza artigianale e di una visione umanistica dell’economia unica nel suo genere.

Perchè Cucinelli ha saputo imporre un modello illuminato in cui il profitto convive con il rispetto per l’uomo, per il territorio e per il tempo lungo della costruzione. È da questa eredità, insieme simbolica e concreta, che prende forma anche il ruolo di Camilla e Carolina Cucinelli, figlie di Brunello Cucinelli e di Federica Benda, chiamate oggi a interpretare il futuro della casa rimanendo fedeli alla sua anima più profonda. E, per portare avanti una storia, che è anche la loro, fatta di valore e di valori, hanno scelto le armi paterne, quel concentrato di passione e di dedizione declinato in cura, ricerca e attenzione verso il bello, il buono e il fatto bene che è, da sempre, pilastro imprescindibile dell’agire del fondatore.

Eredi di un impero nato da un’intuizione rivoluzionaria, quella cioè di colorare i maglioni di cashmere in tonalità brillanti, frutto della mente geniale di un giovane imprenditore che si era formato tra i tavoli del bar del paese e le pagine dei grandi filosofi, cresciute a Solomeo, il borgo umbro diventato custode della visione Cucinelli, tra la piazza e gli spazi dell’azienda, le due sorelle, inseparabili fin da piccole, hanno respirato il sogno del padre fino a vederlo trasformarsi in realtà. E si sono così convinte che, con il lavoro e la dedizione, tutto poteva essere realizzato. Giocando con gli scampoli di cashmere con i quali vestivano le loro bambole, hanno plasmato per osmosi il loro sguardo e il loro modo di intendere la vita e il lavoro su quello del padre, facendosi testimoni prima ed eredi poi dell’evoluzione dell’azienda. Nella quale, c’è da dire, hanno entrambe fatto la gavetta, dall’inventario dei bottoni in magazzino alla gioia per il primo capo disegnato, realizzato poi in collezione.

Oggi le due sorelle lavorano fianco a fianco, condividendo visione e responsabilità, oltre che la progettazione delle collezioni donna e la vicepresidenza dell’azienda. Camilla si concentra più sulla ricerca dei materiali, sulle proporzioni, sulla costruzione del prodotto e sullo sviluppo delle collezioni ready-to-wear e accessori seguendone ogni fase fino all’industrializzazione, Carolina, invece, si occupa della comunicazione, dell’immagine e dello sviluppo digitale e commerciale, contribuendo a rafforzare partnership strategiche e a dare voce ai valori del brand attraverso le piattaforme contemporanee. Il legame con Solomeo non è mai stato messo in discussione: qui hanno scelto di lavorare, di vivere, di creare le loro famiglie e a loro il padre, che per le nozze regalò a entrambe mille volumi di letteratura, filosofia e religione, ha dedicato il suo libro Il sogno di Solomeo scrivendo in epigrafe: «Dovete avere un sogno che renda lieta non soltanto l’intera umanità del nostro tempo, ma anche quella a venire». E quel sogno, Camilla e Carolina, l’hanno interiorizzato con un impegno fondato sul rispetto della terra e delle persone, declinato in una visione contemporanea e dinamica, come le loro storie personali intrecciate dimostrano.

Un'immagine del borgo Solomeo (courtesy Cucinelli)
Un'immagine del borgo Solomeo (courtesy Cucinelli)

La primogenita, Camilla Cucinelli, classe 1982, entrò in azienda dopo la formazione linguistica cominciando il suo praticantato in ambito commerciale con un percorso in movimento tra Italia e Stati Uniti, che avrebbe regalato poi un approccio più internazionale al futuro del brand. Dopo aver vissuto per un periodo a New York, «però sapevo che sarei tornata, Solomeo non lo cambierei per niente al mondo», Camilla rientrò in Italia e si orientò verso l’aspetto creativo come parte dell’ufficio stile. Qui formò la sua sensibilità progettuale, in equilibrio tra ricerca, misura e coerenza, con la quale contribuì allo sviluppo delle collezioni Brunello Cucinelli attraverso la proposta di nuove linee di abbigliamento, accessori e preziosi. E sempre dalla prima linea, seguendo tutte le fasi del processo creativo, dai viaggi di ricerca e d’ispirazione all’analisi approfondita delle fibre tessili e dei filati, fino allo studio dei colori, e concentrando la sua attenzione, in particolare, sulla costruzione della silhouette, sulle proporzioni e sulle dimensioni dei capi fino alla concretizzazione definitiva. Il suo obiettivo era quello di costruire un total look coerente e armonico in cui tutte le linee della maison, in dialogo tra di loro, ne esprimessero pienamente l’identità. E proprio qui la sostenibilità giocava un ruolo centrale, rivelandosi quel principio fondante della filosofia di Brunello Cucinelli che Camilla applicava con rigore e continuità all’intero sviluppo creativo. Ma, accanto al lavoro sul prodotto, si è costantemente impegnata anche nelle iniziative socioculturali promosse dall’azienda, dalla valorizzazione del borgo di Solomeo al rafforzamento del legame tra impresa, territorio e comunità. Attualmente Camilla è co-head women’s creative director, posizione da cui guida, insieme al team, la visione stilistica delle collezioni donna, e vicepresidente della società con la sorella Carolina.

Sono nove gli anni che separano le due figlie di Brunello la cui secondogenita, Carolina appunto, nata nel 1991, dopo aver conseguito la maturità artistica con indirizzo moda e costume e aver acquisito quelle competenze tecniche necessarie che perfezionarono la sua embrionale passione per la materia tessile e la costruzione del capo, fece il suo ingresso in azienda. E non dalla porta principale, bensì dalla fabbrica dove, a soli 19 anni, voleva «stare alla macchina» per fare la sarta e mettere in pratica quello che aveva appreso a scuola. Dopo i primi mesi in reparto, fu il padre stesso a spingerla ad ampliare il suo sguardo allargandolo ad altri aspetti della produzione, in primis l’ufficio stile, dove cominciò a comprendere fino in fondo la filiera, il campionario, i tessuti e l’intero processo produttivo. Carolina, divenuta assistente nell’ufficio stile donna, assunse poi la responsabilità della divisione accessori contribuendo in modo significativo allo sviluppo creativo e organizzativo del prodotto, perfezionando insieme competenze tecniche e sensibilità progettuale. Nel tempo, il suo raggio d’azione si è progressivamente aperto verso il mondo della comunicazione e del digitale, ambiti nei quali ha giocato un ruolo determinante soprattutto nel coinvolgimento delle nuove generazioni nei valori dell’impresa. È stata, infatti, tra le protagoniste del progetto «Artigiani umanisti del web», da cui hanno preso forma la piattaforma e-commerce e il rinnovamento del sito aziendale, concepito anche come spazio per la dimensione culturale e valoriale del brand. Inoltre, ha contribuito allo sviluppo dei canali wholesale e retail e partecipato attivamente alla costruzione di partnership strategiche e alla creazione di nuove categorie di prodotto, dagli occhiali alle fragranze. Altra dimensione centrale del suo impegno è stata l’ambito delle relazioni della maison che ha visto il coinvolgimento progressivo di quelle personalità che condividono i valori fondanti dell’azienda e che ha traghettato le creazioni di Brunello Cucinelli fino a Hollywood. Insieme alla sorella Camilla, è poi impegnata nei progetti di valorizzazione del borgo di Solomeo e nelle attività culturali e sociali promosse dalla famiglia, dal teatro Cucinelli al cinema all’aperto al Foro delle Arti, nell’ottica di un rafforzamento del senso di comunità e del territorio come polo attrattivo anche e soprattutto per i giovani. Carolina è attualmente vice presidente e co-creative director e, lo scorso anno, Women’s wear daily l’ha inserita tra le cinquanta donne più influenti del mondo moda.

A unire ancora oggi le due sorelle, oltre che i ruoli, è la sintonia profonda che, dai legami di sangue, si sposta sul piano lavorativo, in un’unione che, a discapito della differenza di età, è sempre stata solida e fondata su una netta condivisione. Un rapporto che, dai letti uniti dell’infanzia, si è trasformato in una collaborazione naturale e corale fatta di confronto e di una complementarità sana e capace di dare vita a qualcosa di realmente unico, germinato da un’eredità precisa che entrambe traducono tanto in responsabilità quanto in slancio progettuale. Una continuità che si riflette anche nella dimensione privata, dove lavoro e vita si intrecciano e sono profondamente radicati nel territorio di Solomeo, estensione naturale dell’azienda. Le sorelle vivono, infatti, a pochi metri di distanza, condividono il tempo libero, la passione per la corsa tra i vigneti, ma una all’alba e l’altra alla sera, la cucina e i fine settimana in famiglia con i figli. Una dimensione a più voci che ha portato la stampa internazionale a parlare di un vero e proprio clan Cucinelli, in cui un ruolo centrale è ricoperto dalla madre Federica, anima della Fondazione. E quando si chiede alle due sorelle di spiegare il segreto della maison, la risposta è coerente con la visione originaria del padre, fondatore e a un’idea precisa di stile, che: «È qualcosa di prezioso, ma mai ostentato, come quello di un abito che può passare di generazione in generazione, che ti fa sentire felice, dalla mattina alla sera». Un passaggio generazionale che non rompe, ma accompagna, mantenendo intatta l’anima di Solomeo mentre la proietta, con naturalezza, nel futuro. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 01/05/2026 17:00
Ultimo aggiornamento: 01/05/2026 17:00
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