BeautyCalé punta sulle fragranze dall’Asia e corre nel retail
Il distributore partecipa ad Hi beauty con i tre marchi Beautiful India, Saranghaeyo e Pesade. E mira a un aumento dei ricavi del 5-6%
Promotore della profumeria artistica nel mondo e storico distributore italiano della fascia luxury niche, Calé porta a Pitti uomo 109, all’interno del contenitore Hi beauty, i brand di fragranze Pesade e Saranghaeyo dalla Corea del sud e l’indiano Beautiful India.
«Tutti e tre esprimono la modernità delle loro nazioni, comunicando olfattivamente valori caratteristici delle rispettive culture, ma hanno l’ambizione di poter essere apprezzabili in ogni mercato e sono in linea con il consumatore occidentale», spiega a MFF Silvio Levi, founder e presidente della società, anticipando che nuovi lanci sono in arrivo nel 2026, dalla profumeria alcolica alla toiletry, fino alle home fragrances. Oggi Calé segue la distribuzione di 14 insegne internazionali, da Frassaï a Nishane, ma sul tavolo ci sono più dossier «di cui ci interessano la coerenza, la passione e la capacità di portare un contributo innovativo all’arte della profumeria», afferma Levi, che mette in luce come sia «sempre più complesso assistere marchi che si affacciano su mercato molto competitivo, ma per trovare il prossimo blockbuster bisogna osare e dare tempo».
E poi c’è Creed, di cui Calé è tra i distributori dal 1991, parte dell’accordo da 4 miliardi di euro per la vendita a L’Oréal della divisione Kering beauté da parte del gruppo guidato da Luca De Meo. «Non è dato sapere con certezza che intenzioni abbia L’Oréal almeno fino alla seconda metà del 2026, ma al momento non sembrerebbe attrezzato a gestire il settore luxury niche, né credo abbia senso portare Creed nel segmento luxury per farlo competere con brand dalla distribuzione internazionale capillare», commenta Levi. «Il luxury niche corre worldwide con una media del 4-5% e Creed ne è un pilastro che può crescere senza snaturare la sua essenza e creatività.
Fa riflettere che, nella trattativa, il marchio sia un’aggiunta senza costo al pacchetto di licenze cinquantennali dei beauty brand legati alla moda (Balenciaga, Bottega Veneta e, a scadenza licenza Coty, Gucci). Non ci sarebbe quindi la necessità di ammortizzare il suo costo di acquisizione, come invece Kering aveva in carico». Intanto Calé, che ha chiuso il 2025 in crescita dell’1,5% a 13,3 milioni di euro, di cui 3,9 dal retail diretto (+3%), guarda al 2026 con ottimismo, stimando un aumento complessivo dei ricavi del 5-6%. «Oggi il 75% del fatturato arriva dal wholesale, il 22% dal retail diretto e il 3% dall’e-commerce, che per ora è dato solo da vendite organiche non supportate da particolari investimenti in a&p. Provvederemo a integrare il supporto al retail diretto nei multibrand e monobrand e a sviluppare l’e-commerce con investimenti mirati». (riproduzione riservata)
- Quali sono i criteri specifici che Calé utilizza per selezionare nuovi marchi di profumeria artistica?
- Come intende Calé integrare il supporto al retail diretto nei multibrand e monobrand?
- Quali sono le implicazioni a lungo termine per il settore luxury niche dall'acquisizione di Creed da parte di L'Oréal?