BusinessBotto Giuseppe, entro il 2025 filati da materiali 100% green
La realtà del biellese tocca i livelli pre-pandemia e lancia il primo tessuto certificato Cradle to cradle oltre alla linea fantasia Glam
Botto Giuseppe torna ai livelli pre-Covid, punta a produrre filati con il 100% di materia prima sostenibile entro il 2025 e lancia il primo tessuto certificato Cradle to cradle e una nuova linea. La società biellese fondata nel 1876, specializzata in filati e tessuti haut de gamme, è presente all’interno di Pitti filati 91 a Firenze con le novità autunno-inverno 2023/24. Tra queste, i filati Slowool in lane superfine tracciabili e sostenibili, prodotti in modo etico e con attenzione all’ambiente o Flair, un cashmere dall’Inner Mongolia, in Alashan, di qualità finissima, iper leggero, morbidissimo e tracciabile.
«Il 2022 è partito bene, sia per quanto riguarda la maglieria che il tessuto. Al di là di alcuni dubbi per settembre a causa degli aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia, stimiamo di tornare ai livelli 2019 a quota 63 milioni di euro, con l’estero al 60%, stessa percentuale che rappresenta la divisione filati», ha spiegato a MFF Silvio Botto Poala, amministratore delegato dell’azienda. «A Milano unica (in scena il 12-14 luglio prossimi, ndr) presenteremo il primo tessuto in lana al mondo certificato Cradle to cradle, che comprende tutti gli step di realizzazione, e lanceremo la nuova linea di tessuti Glam con filati fantasia, con venti referenze e per noi una vera novità rispetto all’offerta storica di Botto Giuseppe».
Proseguono le iniziative in ottica green, evidenziate anche dal secondo bilancio di sostenibilità che riporta maggiore efficientamento delle risorse e con l’azienda che nel 2021 ha ridotto per il 60% le emissioni di Co2, proprio grazie agli investimenti fatti negli ultimi dieci anni. «Abbiamo l’obiettivo, entro il 2025, di produrre filati che derivano dall’acquisto di materia prima sostenibile al 100% e, sempre entro tale data, di arrivare alla totalità di energia auto prodotta, dall’attuale 75%», ha poi aggiunto l’imprenditore, parlando anche del futuro dell’azienda e del ruolo nella filiera made in Italy.
«Abbiamo raggiunto un livello di sostenibilità molto alto e le aziende trasparenti di filiera sono ricercate dal mercato e inoltre abbiamo una differenziazione di prodotto tra tessuto e filato», ha concluso Silvio Botto Poala. «Per questo siamo disponibili a valutare sinergie sia con i vari gruppi internazionali, sia con realtà di investimento con una filosofia simile alla nostra». (riproduzione riservata)