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Bernard Arnault: «Il lusso sposa la tecnologia»

Alla fiera VivaTech di Parigi, che festeggia la decima edizione con spazi ampliati del 30%, il numero uno di Lvmh sottolinea l’importanza dell’innovazione che mette gli algoritmi al servizio dell’ingegno umano

di Silvia Manzoni (Parigi)
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Bernard Arnault al Vivatech (ph Sara Haubel, courtesy Vivatech)
Bernard Arnault al Vivatech (ph Sara Haubel, courtesy Vivatech)

Lvmh guarda alla tecnologia con un approccio pragmatico, nel quale l’innovazione resta uno strumento al servizio dell’eccellenza e della desiderabilità dei prodotti. È questa la linea ribadita da Bernard Arnault e, poco più tardi, sullo stesso palco, dal figlio Antoine Arnault a VivaTech, il principale appuntamento europeo dedicato all’innovazione tecnologica, inaugurata ieri alla Porte de Versailles. Aprendo l’evento, il numero uno di Lvmh, che in fiera ha aperto la sua DreamGallery, un percorso immersivo tra le maison del gruppo per mostrarne gli sviluppi tecnologici, ha sintetizzato la filosofia della maison: «La tecnologia ha senso solo quando è al servizio di ciò che è più importante, la desiderabilità e l’eccellenza. VivaTech è il crocevia in cui si incontrano ingegnosità umana e innovazione tecnologica, valori che Lvmh difende da sempre».

Una visione condivisa da Antoine Arnault, che nel corso di un talk di fronte al campione olimpico di nuoto Léon Marchand, ambassador di Louis Vuitton, ha sottolineato che «quando pensiamo all’innovazione oggi immaginiamo l’Intelligenza artificiale e tutti gli strumenti affini. Ma bisogna ricordare che le maison di Lvmh esistono ancora a distanza di oltre un secolo grazie al loro spirito innovativo». Il manager ha ricordato che la griffe Louis Vuitton è nata da un’ intuizione industriale nel XIX secolo e che il successo delle grandi maison deriva dalla capacità di evolversi senza tradire la propria identità. Per questo, ha aggiunto, «la nostra vocazione non è essere i primi ad abbracciare ogni novità tecnologica. Quando dimostrano il loro valore, allora le adottiamo». Antoine Arnault ha citato il caso del metaverso. «Ricordo il periodo in cui sembrava l’unica cosa che contasse e si pensava che avremmo vissuto con i caschi in testa. Alla fine si è tutto ridimensionato. Con l’Ai è diverso, oggi ci aiuta a essere più efficienti». Nella filosofia di Lvmh, il lusso resta soprattutto un lavoro collettivo. «Nessun business può essere guidato da una sola persona. Una sfilata dura appena dodici minuti, ma dietro ci sono migliaia di persone, designer, artigiani, venditori...».

L’idea di un lavoro in team spiega anche l’investimento nella squadra calcistica del Paris fc, definito «un progetto familiare per vivere una passione». Il manager ha descritto l’iniziativa anche come «un progetto sociale», con l’obiettivo di costruire un’academy e accompagnare la crescita dei giovani giocatori. La decima edizione di VivaTech riunisce 14 mila start-up, 4 mila partner e 3.600 investitori su spazi ampliati del 30%, con 15 mila metri quadrati aggiuntivi. Tra gli ospiti prestigiosi che confermano il ruolo di primo piano della fiera anche Jeff Bezos. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 17/06/2026 19:00
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