BeautyBarclays, L’Oréal potrebbe rilevare prima di giugno 2028 il beauty Gucci
Dopo le dichiarazioni del ceo Luca de Meo alla conference call di Kering, gli analisti ritengono che il gruppo potrebbe aprire delle trattative con Coty per concludere la licenza in anticipo. «In vent’anni il colosso francese della cosmesi ha decuplicato i ricavi di Ysl a circa 3 miliardi. La doppia G ha il potenziale per diventare più grande»
L’Oréal potrebbe ancora moltiplicare per dieci il fatturato dei profumi Gucci come ha fatto con quelli di Yves Saint Laurent e CeraVe? È la domanda che si pongono gli analisti di Barclays all’indomani della conference call dei risultati finanziari 2025 del gruppo Kering. Il colosso francese della cosmesi, che gli esperti della banca d’investimento valutano con un rating overweight e un target price di 435 euro, implicando un potenziale di rialzo dell’11% circa rispetto all’attuale prezzo sul listino di Parigi, ha acquisito la divisione Kering beauté lo scorso ottobre per la cifra record di 4 miliardi di euro e rileverà la licenza del marchio Gucci beauty dal gruppo Coty entro giugno 2028. Questo a meno che le parti non raggiungano nuovi accordi.
«Riteniamo che L’Oréal possa acquisire il brand anche prima. A novembre, durante la conference call sui risultati del primo trimestre 2026, la ex ceo di Coty Sue Nabi aveva dichiarato che la società avrebbe difeso i propri diritti fino all’ultimo minuto del contratto», spiegano gli analisti. «Tuttavia, con il nuovo ceo Marcus Strobel che ha assunto la guida il 1° gennaio, sembra esserci stato un leggero cambiamento nel tono del gruppo, che ha affermato di essere disposto a un’uscita anticipata, ma presumibilmente solo se ciò creasse valore».
Durante la conference call di Kering, il ceo Luca de Meo ha preso atto delle cause legali che coinvolgono Coty replicando a Barclays: «Continuiamo a rispettare tutti i nostri impegni e il contratto. E questa è una discussione che preferiremmo avere, direi, direttamente con Coty in uno spirito positivo. Quindi probabilmente risponderemo alla vostra domanda tra qualche settimana». Secondo gli esperti della banca d’investimento, queste osservazioni implicano che «potrebbero aver luogo discussioni attive al riguardo». Ottenere la licenza con oltre due anni di anticipo comporterebbe inevitabilmente dei costi per L’Oréal, che dovrebbe valutare un valore equo. «Se ciò accadesse, anche se L’Oréal dovesse pagare, potrebbe valerne la pena dato il potenziale di crescita che vediamo per le fragranze Gucci e il modo in cui L’Oréal può rapidamente aggiungere valore», affermano gli analisti, che stimano che le vendite Gucci beauty ammontino attualmente a 500 milioni di euro e, nel lungo termine, un aumento di dieci volte fino a 5 miliardi di euro non sarebbe impossibile.
«Non stiamo dicendo che L’Oréal decuplicherà il marchio, anche se lo facesse ci vorrebbe più di un decennio. Stiamo sottolineando che lo ha già fatto in passato più di una volta», conclude Barclays, ricordando come vent’anni fa, al momento dell’acquisizione, Ysl beauty generasse un fatturato di circa 300 milioni di euro mentre a fine 2024 ha raggiunto i 3 miliardi, con un cagr del 15,5%. «Riteniamo che nel lungo termine il beauty Gucci abbia il potenziale per diventare più grande di Ysl, che oggi è sei volte più grande, ma c’è ancora molta strada da fare prima di poter pensare di raggiungere questo traguardo. Anche se L’Oréal riuscisse a quintuplicare il marchio, ciò aggiungerebbe comunque 2 miliardi di euro di vendite incrementali e darebbe un grande contributo al suo portafoglio di profumi. Siamo quindi ottimisti sulle prospettive future del portafoglio di profumi L’Oréal». (riproduzione riservata)
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