BusinessBarbour spinge WP, che fa rotta verso 100 milioni di ricavi
«Siamo partner del marchio brit dal 1984», dice a MFF la presidente del gruppo, Cristina Calori. Mentre accelera il retail nel Vecchio continente

La corsa di Barbour continua a sostenere la crescita di WP Lavori in corso, che guarda al traguardo dei 100 milioni di euro di fatturato come prossimo obiettivo di medio termine. «Siamo partner del marchio dal 1984 e siamo stati tra i primi a credere che un capo nato per la campagna inglese potesse diventare un’icona dello stile urbano in Italia e in Europa», racconta a MFF la presidente Cristina Calori. «Il successo di Barbour risiede nella sua capacità di rimanere fedele a se stesso pur parlando alle nuove generazioni», spiega.
A trainare le vendite restano le grandi icone della casa inglese, dalle giacche cerate Bedale e Beaufort fino alla famiglia Ashby, che continuano a registrare performance in crescita sui mercati internazionali. Ma il fenomeno non riguarda soltanto l’outerwear. «La linea donna sta dando enormi soddisfazioni ed è sempre più performante. Inoltre vediamo ottimi risultati nella maglieria, negli accessori e nelle calzature, che completano un vero e proprio universo lifestyle».

La collaborazione tra WP e Barbour affonda le radici nel 1984. «Siamo stati i primi a credere che un capo nato per la campagna inglese potesse diventare un’icona dello stile urbano in Italia e in Europa». Un rapporto che, secondo Calori, si fonda sulla condivisione di valori come autenticità, qualità e rispetto dell’heritage. La crescita di Barbour si inserisce all’interno di una fase positiva per l’intero gruppo. «WP rimane fedele alla sua natura di incubatore e distributore, ma oggi è sempre più focalizzata sulla valorizzazione delle eccellenze del proprio portfolio». Oltre al marchio britannico, la manager cita la crescita di Baracuta e il momento favorevole vissuto da partner come Blundstone, Filson e Spiewak. «Abbiamo superato gli 80 milioni di euro di fatturato e il traguardo dei 100 milioni resta la nostra stella polare. Per il 2026 puntiamo a una crescita a doppia cifra, sostenuta dall’espansione internazionale e da uno sviluppo qualitativo della rete distributiva».
A Pitti uomo il gruppo presenta la p-e 2027 di Barbour, costruita attorno all’evoluzione dei tessuti leggeri e traspiranti. «Abbiamo rivisitato i modelli storici in chiave lightweight, perfetti per le stagioni di transizione e per i contesti urbani più caldi, senza perdere l’estetica e la funzionalità che hanno reso celebri le nostre icone». Tra le novità spicca anche l’ampliamento dell’offerta tartan, declinata su polo, camicie e abiti leggeri. Importante anche il ruolo delle collaborazioni, da sempre parte integrante della strategia del marchio. «Le partnership funzionano quando generano un autentico cortocircuito creativo», osserva Calori, ricordando i risultati ottenuti con progetti come quelli sviluppati insieme a Paul Smith e Farm Rio.

Sul fronte distributivo, il gruppo continua a credere nel retail fisico. Dopo l’ampliamento del flagship store di Milano e il raddoppio dello spazio romano, WP prepara nuove aperture. «I nostri negozi non sono semplici punti vendita, ma luoghi di esperienza e cultura. In autunno apriremo un nuovo store Barbour a Napoli, mentre a Roma arriveranno punti vendita dedicati a Baracuta e Blundstone». Parallelamente prosegue il piano di internazionalizzazione di Baracuta, attraverso aperture retail, pop-up ed eventi dedicati nei principali mercati europei. (riproduzione riservata)
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