BusinessBally entra in amministrazione controllata
Il marchio elvetico di calzature e accessori sarebbe stato posto in moratoria concordataria con debiti per circa 20 milioni di franchi, affidando il destino dell’impresa a un amministratore esterno. La decisione arriva dopo la chiusura della produzione in Svizzera, seguita da una serie di tagli occupazionali
Bally entra in una fase delicata di riorganizzazione. Secondo quanto riportato dalla stampa svizzera, il marchio di calzature e pelletteria sarebbe stato posto dalla Pretura elvetica in moratoria concordataria, una procedura simile all’amministrazione controllata italiana che congela temporaneamente le istanze di fallimento e affida il destino dell’impresa a un amministratore esterno. L’azienda avrebbe accumulato debiti per circa 20 milioni di franchi svizzeri (pari a circa 21,7 milioni di euro al cambio di oggi). La decisione arriva a poche settimane dal trasferimento della sede legale da Caslano a Zugo e dopo una serie di tagli occupazionali che hanno ridimensionato la presenza produttiva del gruppo in Svizzera.
La notizia ha provocato forte preoccupazione tra i lavoratori. Davanti alla sede ormai vuota di Caslano si sono riuniti i dipendenti insieme ai rappresentanti del sindacato Ocst-Organizzazione cristiano-sociale ticinese per chiedere chiarimenti sul futuro dell’azienda e sulle garanzie economiche previste dai piani sociali. Particolare apprensione riguarda i 27 lavoratori licenziati nel maggio scorso, per i quali era stato concordato un pacchetto di sostegno la cui copertura finanziaria dovrà ora essere verificata. Restano inoltre in sospeso le prospettive per circa 100 impiegati amministrativi ancora attivi nel sito ticinese.
La crisi segna anche la conclusione di una pagina storica per il marchio. Lo scorso mese Bally, dal 2024 sotto il controllo del fondo d’investimento statunitense Regent lp, aveva annunciato la soppressione degli ultimi posti di lavoro legati alla manifattura, decretando la fine della produzione di scarpe in Svizzera dopo 175 anni di attività. La realizzazione dei prodotti continuerà attraverso fornitori e stabilimenti situati in Italia, Portogallo, Spagna e Cina. Parallelamente, il gruppo ha avviato una razionalizzazione della rete retail con la chiusura di diversi punti vendita, tra cui la boutique di rue du Rhône a Ginevra e gli store di Lucerna, Basilea, Lugano e Losanna. Contattato da MFF, il gruppo non è stato raggiungibile per commenti. (riproduzione riservata)
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