BusinessArmani e re Carlo III insieme per il cotone agroforestale
L’azienda lancia un progetto in collaborazione con la fashion task force della Sustainable markets iniziative e con la Circular bioeconomy alliance, entrambe fondate dal monarca inglese, con l’obiettivo di realizzare un campo sperimentale con il sistema colturale rigenerativo. Si parte con una piantagione in Puglia, che raggiungerà i cinque ettari al 2024
Il gruppo Armani e re Carlo III lanciano una partnership per la produzione di un cotone a minore impatto ambientale, realizzato tramite la coltura agroforestale in Puglia. L’Apulia regenerative cotton project, questo il nome del progetto lanciato in occasione della Giornata mondiale per l’ambiente, coordinato dall’Efi-Istituto forestale europeo insieme a Crea-Consiglio per la ricerca in agricoltura e per l’analisi dell’economia agraria e a Pretaterra, punta alla realizzazione di un campo sperimentale di cotone secondo il sistema colturale rigenerativo. Un modo per testare e implementare la produzione sostenibile di cotone in Italia e dimostrare così come l’uso di sistemi agroforestali possa coniugare l’esigenza di produrre cotone a ridotto impatto ambientale e incrementare al contempo la diversità del paesaggio, la fertilità del suolo e il risparmio idrico.
Il progetto, partito a maggio con una piantagione iniziale su un ettaro di terreno in Puglia, contribuirà a reintrodurre nella regione la lunga tradizione di coltivazione del cotone, che risale al XII secolo. Il clima mite della regione, sotto il controllo continuo degli esperti, permetterà l’estensione della coltivazione che raggiungerà un’area agricola di cinque ettari entro il 2024. L’Apulia regenerative cotton project si inserisce nell’ambito del Manifesto della moda rigenerativa, il progetto più ampio sviluppato dalla Smi fashion fask force presieduta da Federico Marchetti in collaborazione con la Circular bioeconomy alliance, fondata da Carlo III. Una partnership che nasce con il fine di favorire un progressivo passaggio verso la moda rigenerativa, che trova ora il supporto di Armani, da sempre attivo nel promuovere uno sviluppo sostenibile e responsabile nel settore.
Un’iniziativa che, secondo Giorgio Armani, è un passo importante verso la moda rigenerativa che appare ora una realtà sempre meno utopica. «Nella moda tutto parte dalla materia. Il mio design nasce dalla scelta dei tessuti. Ed è stato attraverso la sperimentazione e l’uso di tessuti non tradizionali che ho rivoluzionato la moda. Ma l’industria tessile è anche una delle attività produttive di maggiore impatto sul pianeta: un problema che non può essere trascurato», continua lo stilista. «Il nostro impegno, insieme alla Sustainable markets initiative è quello di promuovere un cambiamento positivo: è un progetto audace e innovativo che ha un significato speciale per me e per la mia azienda. Partecipare attivamente allo sviluppo del cotone rigenerativo agroforestale, per di più sul territorio italiano, è un passo importante che avrà un impatto reale anche sulle comunità locali». (riproduzione riservata)