BusinessAngeloni: «In tre anni Caruso mira a raddoppiare il suo giro d’affari»
Il brand sartoriale dell’omonima azienda da 35 milioni passata nelle mani di Mondevita Italy torna nel calendario di Cnmi e pianifica la sua espansione in America. Rinnovato lo showroom milanese
Il rafforzamento produttivo, l’obiettivo ambizioso di raddoppio del fatturato a tre anni e l’espansione oltreoceano. È entrato nel vivo il piano di sviluppo della Raffaele Caruso dopo essere passata a febbraio nelle mani di Mondevita Italy, parte del gruppo Mondevo, dal precedente azionista Lanvin group. L’azienda basata con la produzione a Soragna (Parma) è partner industriale di alcune delle più importanti maison della moda e proprietaria del marchio Caruso. I progetti futuri sono stati spiegati a MFF da Marco Angeloni, ceo e azionista di minoranza della società.
Quali sono le motivazioni del cambio di proprietà?
È stato un progetto iniziato due anni fa, Caruso era un brand già indipendente che aveva bisogno di un azionista che supportasse un piano di crescita. Ho iniziato un processo di esplorazione verso nuovi partner, volevo evitare fondi di private equity che oggi hanno tanta pressione per fare tanto e subito, così come gli aggregatori industriali. Il gruppo Mondevo ha visto in noi un know-how industriale e un potenziale di sviluppo per il brand, così mi hanno voluto a bordo anche nella compagine azionaria.
Che obiettivi economici avete fissato per il brand?
La Raffaele Caruso oggi impiega oltre 450 persone e realizza un business di 35 milioni di euro. Per quanto riguarda il marchio, pensiamo possa più che raddoppiare il fatturato nei prossimi tre anni.
Qual è il business plan?
Stiamo finalizzando un bel piano, non di cambiamento ma di continuità dal punto di vista del management. Nel mio team è confermato il direttore creativo Max Kibardin. Vogliamo prendere nuovo personale per rafforzare il reparto It, creando un ufficio dedicato alle grandi maison per la parte b2b. Abbiamo posto in essere alcuni investimenti in tecnologie a servizio delle persone, per il su misura e il controllo qualità e fatto un impianto con pannelli solari. Avvieremo anche un reparto di prototipia. Per il brand Caruso stiamo guardando a partner nuovi per sviluppare mercati e l’America è una priorità. Valuteremo il momento giusto per aprire il primo negozio diretto.
Su quali mercati punterete, oltre all’America?
L’Italia è il primo Paese e ci sta dando soddisfazioni, l’Europa è seconda in classifica e con l’Italia pesa il 60% sui ricavi. Siamo forti in Nord Europa, Germania, Benelux, stiamo crescendo in Francia. Continueremo a mantenere clienti in Giappone. Ci stiamo attrezzando con partner nuovi, al momento sono 200 i wholesaler nel mondo.
Inoltre tornate in calendario a Milano moda uomo...
Esatto, non eravamo presenti da 10 anni. Abbiamo poi fatto un upgrade con il restyling del nostro showroom di via Largo Augusto, per elevare lo spazio e rendere il concept più coerente alla nostra offerta. Qui inauguriamo anche una zona riservata ai nostri clienti finali che potranno accedere in anteprima a look selezionati. (riproduzione riservata)
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- Quali sono le principali tendenze attuali nell'espansione dei marchi italiani di moda all'estero?