CultureAlessandro Marinella e l’arte di trasformare l’eredità italiana nel lusso del futuro
Quarta generazione della storica maison napoletana, il general manager di E. Marinella ha guidato l’evoluzione del marchio tra digitalizzazione, visione lifestyle e sviluppo internazionale, mantenendo intatto il legame con Napoli e con l’artigianalità che ne ha costruito il mito

«Dobbiamo dimostrare al mondo che si possono fare grandi cose non solo partendo da Napoli, ma soprattutto restando a Napoli». Una frase, quella di Eugenio Marinella, che per il nipote Alessandro sintetizza alla perfezione la visione di una famiglia capace di trasformare una piccola bottega sartoriale affacciata sul lungomare napoletano in uno dei simboli dell’eleganza italiana nel mondo da oltre un secolo.
E del resto erano i primordi della Belle époque quando un giovane imprenditore ebbe l’idea di ricreare un piccolo angolo di Inghilterra nella città partenopea in cui ogni uomo potesse trovare abiti e accessori provenienti da Albione, che rappresentavano, per l’epoca, la quintessenza dell’eleganza. Qui tessuti pregiati come la seta stampata a mano, accanto ai prodotti più ricercati come gli impermeabili Aquascutum, i cappelli Lock&co, ma anche i profumi Floris e gli ombrelli Brics, convivevano con due laboratori sartoriali per la produzione di camicie e cravatte su misura che Eugenio aveva creato per assecondare la richiesta dei gentiluomini affamati di stile. E di tutto quel ricco catalogo, alla fine, sarà proprio la cravatta, quell’accessorio fondamentale discendente del tessuto che le milizie croate portavano al collo durante la Guerra dei trent’anni, a decretare la fortuna dei Marinella e la nascita del mito.
Oggi E. Marinella è sinonimo di lusso sartoriale ed eleganza senza tempo sotto l’egida di quel Made in Italy che ha orgogliosamente portato a ogni latitudine, tanto da rendere i suoi manufatti icone di autorevolezza e raffinatezza, frutto di un processo artigianale che unisce sete pregiate selezionate in Inghilterra a una manifattura interamente napoletana. Le sue cravatte hanno vestito capi di Stato, reali e leader internazionali (da John F. Kennedy a Carlo III d’Inghilterra, da Gianni Agnelli fino a James Bond nel film Skyfall), continuando a perpetuare una tradizione e un’eredità in cui la passione rappresenta, da sempre, l’unica strada da seguire.
Oggi il testimone è nelle mani di Maurizio Marinella, nipote del fondatore, che da alcuni anni condivide la guida dell’azienda con il figlio Alessandro, nato nel 1995, general manager della maison e volto della quarta generazione della famiglia, anche se lui si definisce la seconda, «perché fino a mio padre la nostra formula era rimasta la stessa». La sua sfida, infatti, è stata quella di fare evolvere la realtà di famiglia, cresciuta sotto l’egida della qualità artigianale, della cultura del dettaglio e su un’idea di eleganza sobria e timeless, in maniera naturale e spontanea, senza mai perderne di vista i valori fondanti. Che, per Alessandro, non è stato difficile assorbire quasi per osmosi, dal momento che è cresciuto all’interno di quel perimetro familiare in cui tutto parlava di lusso, certamente, ma anche di relazioni, di competenze artigianali e di reputazione centenaria. Eppure, il suo sogno non erano le cravatte, pur avendone usato fin da piccolo le sete per giocare a rubabandiera, e avrebbe voluto fare lo chef o lo psicologo ma, dopo gli studi in Economia aziendale all’Università Federico II di Napoli e successivi percorsi di specializzazione all’estero dedicati all’innovazione e alla gestione d’impresa, si convinse che anche il suo futuro sarebbe stato racchiuso da quel nodo leggendario.
Entrato ufficialmente in azienda nel 2017, Alessandro scelse di iniziare il proprio percorso dal punto vendita di Londra prima di assumere ruoli strategici all’interno della maison. Questa esperienza gli permise di confrontarsi direttamente con le aspettative della clientela internazionale e contribuì a definire un approccio manageriale concreto, analitico, orientato ai risultati ma profondamente legato alla dimensione relazionale del business. Nel corso degli anni Alessandro Marinella, sempre più impegnato a ridefinire il significato del lusso contemporaneo, si è concentrato sul rafforzamento dell’identità di E. Marinella, sull’evoluzione digitale del brand, sulla modernizzazione dei processi aziendali e sull’ampliamento della maison verso una visione lifestyle più ampia, mantenendo sempre al centro autenticità, qualità e artigianalità.

Particolare attenzione è stata dedicata proprio allo sviluppo digitale dell’azienda tanto che Alessandro Marinella l’ha accompagnata nell’apertura e nel consolidamento dell’e-commerce, interpretando il digitale come uno strumento di valorizzazione del patrimonio culturale e identitario della maison. E per farlo ha scelto di mettere al centro della narrazione il prodotto, i processi artigianali, la storia aziendale e il legame con Napoli, tanto da riuscire a dialogare con un pubblico internazionale e contemporaneo senza perdere in coerenza stilistica. «Vogliamo portare la vera artigianalità italiana fatta a mano oltre i confini del nostro Paese, ma il legame con Napoli e la salvaguardia delle nostre tradizioni restano fondamentali», ha sempre dichiarato illustrando la sua visione in cui innovazione e tradizioni sono state usate come strumenti complementari per costruire un modello di crescita sostenibile e credibile nel lungo periodo. E, soprattutto, autentico. Perché, di fatto, è come se il genius loci con le sue propaggini storiche riuscisse a fissarsi nelle fibre dei twill di seta tagliati e cuciti rigorosamente a mano dalle sarte che confezionano almeno 150 cravatte al giorno, con misure standard (lunghezza 147 cm, larghezza 8,5 e con pieghe diverse a seconda del mercato) e vezzi da rispettare, vivacizzati dalle infinite varietà di sete sulle quali la fantasia si sbizzarrisce e che da decenni sono prodotte per Marinella, che ne ha acquistato il 30% delle quote, da Adamley textiles, uno degli ultimi setifici di Macclesfield, il più antico distretto britannico della seta.
Negli ultimi anni, poi, parallelamente ai cambiamenti nel settore del lusso e dell’abbigliamento formale, Alessandro Marinella ha saputo riposizionare progressivamente E. Marinella oltre la singola categoria di prodotto, trasformandola in una realtà lifestyle capace di rappresentare uno stile di vita italiano contemporaneo. Per farlo ha sviluppato nuove esperienze retail e partnership coerenti con i valori del marchio (come quella con la Federazione italiana tennis e padel per realizzare le cravatte delle nazionali), oltre che a differenziare dal punto di vista merceologico le sue proposte concentrandosi su altri accessori che potessero, idealmente, andare a dialogare con l’idea di stile consapevole racchiusa nell’universo identitario che fa capo alla cravatta.
Parallelamente, Alessandro Marinella continua a mantenere un forte legame con Napoli, come dimostra il suo ruolo di partner e managing director di Terra Sophia, progetto dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari campane che parla di un legame profondo con la cultura e le eccellenze del territorio, città considerata non soltanto il luogo d’origine della maison, ma fonte continua di autenticità e ispirazione creativa, ancora oggi uno degli elementi distintivi dell’identità del marchio nel mondo. Che, nel futuro prossimo, punta a consolidare la sua presenza internazionale, con particolare attenzione alle capitali europee, agli Stati Uniti e ai mercati asiatici come Cina e Corea del sud. Cosmopolita e viaggiatore, Alessandro Marinella condivide con molti imprenditori della sua generazione una forte attenzione ai temi della sostenibilità, ritenuta una vocazione, come ricordano le cravatte in fibra di cellulosa ricavata dagli scarti degli agrumi in collaborazione con Orange fiber lanciate qualche stagione fa.
Nel corso degli anni il suo lavoro ha ottenuto importanti riconoscimenti nel panorama imprenditoriale italiano tra cui figurano l’inserimento nella lista Top 100 under 30 di Forbes Italia nella categoria Manufacturing & industry, l’Angi award per l’innovazione e il premio Leonardo-Impresa storica assegnato a E. Marinella per il contributo offerto all’artigianalità italiana. Riconoscimenti che testimoniano la capacità di interpretare il ruolo dell’imprenditore contemporaneo come figura chiamata a preservare il valore della tradizione rendendolo rilevante per il presente, un imprenditore-manager in grado di trasformare l’eredità storica del brand in una piattaforma per costruire il futuro del lusso italiano. (riproduzione riservata)
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