CultureAlessandro e Lorenzo Boglione, il futuro di Basicnet nel segno della continuità
Alla guida della holding torinese dal 2025, i due fratelli portano avanti il modello di famiglia in qualita di co-ceo. Con un approccio graduale e condiviso, tra heritage industriale e visione internazionale
C’è una regola semplicissima che Alessandro e Lorenzo Boglione, co- amministratori delegati di Basicnet, hanno fatto propria nel tempo inserendosi nella scia del padre e appropriandosene per trasformarla in una linea manageriale. «Andiamo piano, perché abbiamo fretta». Il che, tradotto nel concreto della loro attività, equivale a mantenere un approccio di crescita disciplinato, a consolidare prima ancora che accelerare, a difendere, e a perfezionare, il proprio modello di business nel momento stesso in cui lo si fa evolvere.
Una visione modulata alla perfezione sulla holding torinese controllata dalla famiglia Boglione che, da oltre venticinque anni, rappresenta un unicum nel panorama della moda internazionale. Da Torino con passione, insomma, per due fratelli legati da un cognome che sotto la Mole individua una precisa storia imprenditoriale iniziata dal padre Marco che, nel 1994, rilevò dal fallimento il Maglificio calzificio torinese, fondato nel 1916, insieme ai marchi Kappa, Robe di Kappa e Jesus jeans, accompagnando la trasformazione dell’azienda di abbigliamento, nell’accezione tradizionale del termine, verso un modello di impresa a rete, condizione necessaria per sostenere la strategia di espansione sui mercati globali.
Basicnet, ufficialmente battezzata nel 1995 e portata in borsa appena quattro anni dopo, è oggi la capogruppo di un network globale che controlla i marchi Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Briko, Jesus jeans, Sebago, Woolrich e Sundek, protagonisti nel mercato dell’abbigliamento, calzature e accessori. La sua essenza si basa su un’intuizione radicale: non produrre direttamente ma sviluppare valore attraverso una rete capillare di imprenditori licenziatari, coordinata da una regia centrale forte su prodotto, marketing e industrializzazione.
Dentro questo sistema sono cresciuti Lorenzo e Alessandro, nati rispettivamente nel 1986 e 1988, in una quotidianità scandita da quell’attività di famiglia che, lungi dall’essere una gabbia, è sempre stata una presenza accogliente e insieme una promessa di futuro. Per questa ragione i destini dei due giovani si sono sviluppati in parallelo, lontani da qualsivoglia forzatura, ma accompagnati da un’educazione che privilegiava l’indipendenza e il senso di responsabilità. Merito, anche, dell’etica del padre, che li ha lasciati liberi di fare i propri errori, abituandoli al confronto e insegnando loro l’importanza di essere allineati nelle decisioni da prendere per il bene comune.
Ma qual è stato il segreto di un percorso tanto armonico? Organicità e gradualità verrebbe da dire, guardando come si è sviluppato l’ingresso in azienda dei due fratelli, non mediato da passaggi intermedi in altre realtà. Alessandro e Lorenzo Boglione hanno però lavorato su fronti differenti per cercare di comprendere più a fondo tanto il business quanto le funzioni aziendali perché «la credibilità non si eredita automaticamente, si costruisce nel tempo. Solo dopo circa 15 anni siamo diventati amministratori delegati». Il che si è tradotto in un’esperienza lavorativa a fianco di quelle stesse persone che oggi guidano, secondo un processo coerente basato su costanza e impegno, ufficializzato nel 2025 da un passaggio generazionale che si è limitato a formalizzare ciò che, di fatto, era già uno status quo.
I due fratelli sono accomunati anche da una medesima carica e da un analogo percorso scolastico, entrambi hanno scelto economia all’Università di Torino per proseguire poi con un master in management all’Escp Europe, dividendosi tra Londra e Parigi, che ha permesso loro di sviluppare quell’impronta internazionale che diventerà centrale nella loro visione manageriale.
Lorenzo è entrato in Basicnet nel 2010, a 24 anni, dopo aver dedicato persino la sua tesi di laurea all’azienda di famiglia, seguendo quella che ha definito una scelta naturale per «contribuire a migliorare ciò che già sentivo mio». Anche perché il suo legame con il business aveva già preso forma embrionale quando, negli anni del liceo, aveva provato a convincere i compagni di scuola a indossare una giacca Kappa, la 4centro, sviluppata con materiali derivati dalla tecnologia aerospaziale con esiti picareschi che raccontano di una precoce inclinazione alla vendita e alla narrazione. Il suo percorso interno ha seguito una traiettoria progressiva che ha avuto inizio dall’esperienza nei negozi per proseguire con lo sviluppo dei mercati, fino ad arrivare all’ingresso nell’area licensing internazionale.
Negli anni ha assunto ruoli sempre più centrali, guidando brand come Kappa e Sebago, di cui è ceo dal 2020, e diventando uno dei principali artefici, insieme al fratello, del rilancio di K-Way, culminato con l’ingresso del fondo Permira nel capitale, con una quota al 40%, e con la nomina a vicepresidente del gruppo nel 2022. La sua visione è fortemente orientata al prodotto, al marketing e al posizionamento internazionale, con un’attenzione particolare all’equilibrio tra heritage e contemporaneità.
E anche le sue passioni personali, dalla vela al surf, si sono intrecciate con il lavoro, dal momento che lo sport ha da sempre un legame centrale con i marchi del gruppo. Se Robe di Kappa era stata pioniera delle sponsorizzazioni sportive, dalla Juventus ai velocisti Carl Lewis ed Edwin Moses, è nel rilancio di K-Way che il suo contributo si è rivelato decisivo, in un perfetto equilibrio tra heritage, sport e lifestyle.
Lorenzo, poi, è convinto da sempre che un prodotto forte sia il primo veicolo di comunicazione e che parli più di mille campagne di advertising, assunto sul quale ha costruito visione strategica e collaborazioni. E se lui rappresenta la dimensione più strategica e creativa della città sabauda, il fratello Alessandro invece ne è il contrappunto organizzativo e gestionale. I suoi primi ricordi della realtà di famiglia appartengono al coté sportivo, in particolare allo stadio Delle Alpi dove seguiva il padre negli anni in cui Robe di Kappa era sponsor della Juventus, e il suo ingresso ufficiale in azienda, dopo il consueto passaggio nei negozi, è datato 2011, a 23 anni, quando passò dall’ufficio acquisti di BasicItalia per approdare al sourcing center del gruppo. Da qui seguì le direttrici della distribuzione, del retail e della struttura operativa, fino a diventare amministratore delegato di BasicItalia, dal 2017, la società che gestisce i mercati italiani ed europei.
Parallelamente ricoprì ruoli trasversali nei brand del gruppo, compresi incarichi di vertice in K-Way e Superga, di cui è ceo, oltre a ruoli di governance in Kappa e Sebago. Il suo approccio, più razionale e orientato alla gestione, si integrava naturalmente con quello del fratello, dando forma a una leadership condivisa fondata sul dialogo continuo, «sono veramente poche le decisioni prese senza confronto». Una necessità, prima ancora che un metodo, perché «qualsiasi scelta ha ricadute importanti sulla società». Alessandro, come il fratello, nutre una profonda passione per il mondo outdoor e per l’universo sportivo, in particolare per il golf, e vive anch’egli a Torino.
L’impegno concertato di entrambi, a un anno dalla doppia nomina alla guida di Basicnet, ha permesso di proseguire l’evoluzione del gruppo rafforzando il portafoglio con l’ingresso di due brand storici come Woolrich e Sundek, una sfida ma soprattutto una crescita coerente che non ne tradisce il Dna originario e possiede quel valore aggiuntivo che va oltre l’estetica. Perché il patrimonio culturale, la storia, la relazione che certi marchi costruiscono con i consumatori è un qualcosa da valorizzare e da tutelare, senza snaturarne il design e accompagnandoli nel tempo senza tradirne l’identità.
Una missione di equilibrio tra continuità ed evoluzione sulla quale si gioca la loro sfida e la responsabilità dalla quale si sentono investiti, seguendo l’insegnamento paterno per il quale l’eredità è un sistema da comprendere a fondo prima e da portare avanti poi. (riproduzione riservata)
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