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Culture

Alain Paul: «Nel mio lavoro la moda e la danza si parlano»

«Lavorare con Demna e Virgil Abloh mi ha insegnato l’importanza di avere un punto di vista chiaro e di costruire un mondo intorno a esso», racconta a MFF-Magazine For Fashion 127 il designer francese, con un passato da ballerino, che guida il brand Alainpaul. «Progetto a partire dal corpo, pensando a come un capo interagisce con il movimento»

di Giada Cardo
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Un ritratto di Alain Paul (foto Erick Faulkner)
Un ritratto di Alain Paul (foto Erick Faulkner)

Classe 1989, nato a Hong Kong ma cresciuto in Francia, Alain Paul ha eletto la danza a musa in tempi non sospetti. Prima di studiare fashion design a Parigi, infatti, si è formato all’École nationale de danse de Marseille. Una scuola, nel vero senso della parola, che ne ha plasmato l’approccio come miscela di libertà artistica, non conformità di genere e rigore disciplinato: quello che oggi esprime con capi dalla costruzione sharp che sembrano coreografati attorno al corpo. Il fenomeno Alainpaul, brand che ha fondato assieme al marito Luis Philippe nel 2023, ha già ricevuto il consenso dell’industry con lo Special prize dell’Andam e la finale dell’Lvmh prize nel 2025. Del resto, anche in questo campo Paul si è formato con delle étoile, avendo lavorato con Demna da Vetements dal 2014 al 2017 e con Virgil Abloh da Louis Vuitton dal 2018 al 2022. «Entrambi affrontavano la moda come cultura e questo ha profondamente influenzato il mio modo di pensare a un brand oggi», ha raccontato Alain Paul a MFF-Magazine For Fashion.

Dopo esperienze da Vetements e Louis Vuitton, ha fondato il suo brand nel 2023. Quali insegnamenti di quegli anni considera ancora fondamentali?

Lavorare con Demna e Virgil mi ha insegnato l’importanza di avere un punto di vista chiaro e di costruire un mondo intorno a esso. Entrambi affrontavano la moda come cultura, non solo come abbigliamento, e questo ha profondamente influenzato il mio modo di pensare a un brand oggi. Con Alainpaul cerco di costruire un vocabolario che sia coerente, personale e in evoluzione nel tempo.

La sua formazione nella danza permea il linguaggio di Alainpaul. In che modo la consapevolezza del corpo influenza il suo modo di pensare alla silhouette?

La danza mi ha insegnato una profonda consapevolezza della postura, del respiro, del movimento. Progetto sempre a partire dal corpo, pensando a come un capo interagisce con il movimento. Rifletto su come i capi modellino il gesto, come in una coreografia.

Il suo lavoro è stato riconosciuto da istituzioni centrali del sistema moda, come l’Lvmh prize e l’Andam. Come vive il dialogo tra la ricerca e il riconoscimento?

È molto incoraggiante, perché ci sono molta ricerca e sperimentazione dietro al mio lavoro. Quando le istituzioni riconoscono questo approccio, si crea un dialogo significativo tra creatività e industria, che permette al brand di continuare a sviluppare le proprie idee.

Per la collezione fall-winter 2026/27 è partito dall’idea di repertorio, un concetto centrale nella danza. Che cosa significa costruire un «repertorio» nella moda?

Nella danza, il repertorio è un insieme di opere che viene reinterpretato da corpi e generazioni diverse. Vedo la moda in modo simile: un vocabolario di forme, silhouette e gesti che evolvono nel tempo. È quello che cerco di fare con Alainpaul.

La collezione nasce da una ricerca negli archivi del Musée des arts décoratifs, con riferimenti dal ’700 a oggi. Come li ha trasformati evitando la citazione?

Piuttosto che citare capi storici, mi interessava comprendere come essi costruissero e proiettassero il corpo. Nel XVIII secolo, le silhouette erano ingegnerizzate attraverso paniers e corsetti. Nella collezione queste idee sono rilette con volumi drappeggiati in jersey, tailoring tensionato e strutture in maglia ingegnerizzata. L’obiettivo non era riprodurre il passato, ma tradurne la logica architettonica con materiali e tecnologie contemporanei.

Quale sarà il next step per la maison?

Stiamo continuando a rafforzare il linguaggio di Alainpaul, espandendoci al contempo a livello internazionale in modo ponderato. Quest’anno abbiamo realizzato i costumi per un balletto contemporaneo di Imre e Marne van Opstal all’Opéra national di Parigi, un’esperienza molto significativa dato il mio background nella danza. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 24/04/2026 11:00
Ultimo aggiornamento: 24/04/2026 12:40
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